gonews.it

Da Montespertoli a Gerusalemme, bloccati per la guerra: la storia di cinque pellegrini

“Rimaniamo qui per sicurezza, cercando di mantenere calma e gioia” racconta Luca Bottero, gestore di Poggio Ubertini mentre il gruppo aspetta indicazioni per il rientro in Italia

"Eravamo partiti il 24 febbraio per un viaggio religioso, eravamo circa a metà percorso quando il Governo israeliano ci ha consigliato di non spostarci". Queste le parole di Luca Bottero, gestore di Poggio Ubertini, centro cristiano evangelico di Montespertoli, che racconta la situazione che lui e altri quattro ragazzi stanno vivendo nelle ultime ore a causa del conflitto che sta interessando il Medio Oriente. La comitiva, attualmente bloccata in Terra Santa, era in viaggio verso Haifa per visitare la Galilea.

"In questo momento ci troviamo nel convento maronita a Gerusalemme - racconta Bottero -. Sono tutti molto gentili con noi. Siamo in compagnia di altri preti provenienti da 19 diocesi italiane. Nel nostro gruppo c'è anche un ragazzo da Bolzano".

La situazione, spiega, sembrava essersi calmata "fino a stamani. La frequenza delle bombe aveva cominciato a calare, però stamattina, anche ora mentre stiamo parlando, la contraerea ha ricominciato a riattivarsi. Siamo già alla seconda stamani".

La comitiva, al momento, non ha notizie certe sul rimpatrio: "Qualche giorno fa ci avevano detto che saremmo potuti andare via il 2 o il 3 marzo, ma ovviamente, con lo spazio aereo ancora compromesso, dobbiamo rimanere qua".

Il gruppo fa sapere che il ministro del Turismo israeliano ha consigliato loro di non muoversi e di attendere la fine delle ostilità, così come la Farnesina, che ha invitato ad aspettare, visto che al momento l'attenzione del Ministero degli Esteri italiano è concentrata sugli italiani presenti nei Paesi arabi mediorientali.

"Rimarremo qui a Gerusalemme, ci è sembrato il posto più sicuro dove stare - conclude Bottero -. Quello che possiamo fare è cercare di mantenere la calma e la gioia".

Niccolò Banchi

Exit mobile version