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Riforma delle consigliere di parità, Maestrelli: “A rischio le figure territoriali”

Il decreto in Parlamento prevede dal 2027 un organismo nazionale al posto dei presìdi locali

Si accende il dibattito sulla riforma degli organismi per la parità di genere nel lavoro. Un decreto legislativo depositato in Parlamento, collegato al recepimento di una direttiva europea, prevede la creazione dal 2027 di un nuovo "Organismo per la parità" con sede a Roma, destinato a sostituire l’attuale rete delle consigliere e dei consiglieri di parità presenti sui territori.

Il provvedimento è attualmente all’esame della Commissione Affari costituzionali della Camera e ha già sollevato critiche politiche per il possibile superamento delle figure territoriali, oggi attive a livello regionale e provinciale nella tutela delle pari opportunità e nel contrasto alle discriminazioni nel lavoro.

Sul tema interviene anche Maria Grazia Maestrelli, consigliera di parità della Regione Toscana, che esprime forte preoccupazione: "Dopo il definanziamento da anni, arriva il progetto della cancellazione delle figure territoriali delle consigliere di parità, figure essenziali per un controllo/difesa dei diritti di lavoratrici in presenza di discriminazioni e per garantire pari opportunità. È un grave danno all'impianto di presidio e intervento previsti. La territorialità è necessaria per avere soggetti e organismi vicini alle specifiche realtà."

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