Toscana, Associazione Luca Coscioni sulle barriere architettoniche: "In regola 7 capoluoghi su 11"

In Toscana 7 capoluoghi su 11 hanno approvato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche con delibera del Consiglio comunale, come previsto dalla legge del 1986. È quanto emerge dall’indagine dell’Associazione Luca Coscioni che, a quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei PEBA con la Legge 28 febbraio 1986 n. 41, ha monitorato lo stato di attuazione nei Comuni capoluogo italiani per verificare quanto il Paese sia ancora distante dai principi di accessibilità e inclusione previsti dalla Convenzione Onu e dalla Costituzione.
In Toscana risultano in regola Arezzo, che ha approvato il PEBA con delibera del Consiglio comunale n. 149 del 2016, Firenze, con delibera n. 54 del 2015, Livorno, con delibera n. 247 del 2023, Lucca, con delibera n. 109 del 2024, Pisa, con delibera n. 4 del 2013, Prato, che si è dotata del Piano già con delibera n. 121 del 1991, e Siena, con delibera n. 40 del 2018.
Grosseto ha adottato il PEBA con delibera della Giunta comunale n. 297 del 2023, ma il Piano dovrà ora essere approvato dal Consiglio comunale. Carrara e Massa risultano invece in fase di realizzazione del PEBA. Nel caso di Carrara il Comune ha affidato nel 2025 l’incarico a un professionista per la redazione del Piano e ha attivato anche un questionario pubblico per la raccolta di segnalazioni. A Massa l’incarico per la redazione del PEBA è stato affidato con determina dirigenziale nel 2024 e dal sito istituzionale emerge che il Piano risulterebbe completato a dicembre 2025, ma nella sezione Amministrazione trasparente non è stata reperita la delibera di approvazione da parte degli organi politici.
Nessuna informazione disponibile invece per Pistoia, dove sui siti istituzionali e nella sezione Amministrazione trasparente non risultano informazioni relative al PEBA e la richiesta di accesso agli atti promossa dall’Associazione non ha ricevuto risposta.
Il quadro regionale mostra dunque una situazione complessivamente più avanzata rispetto alla media nazionale, ma ancora disomogenea, con alcune amministrazioni che non hanno completato l’iter previsto dalla legge o che non garantiscono trasparenza su uno strumento obbligatorio da quarant’anni.
A livello nazionale, dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni pari al 36,4 per cento hanno approvato un PEBA con delibera di Consiglio comunale, 16 pari al 13,6 per cento hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 pari al 21,2 per cento sono in fase di redazione e 34 pari al 28,8 per cento risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili. Secondo l’Associazione questi dati, già critici nei capoluoghi che in teoria dispongono di maggiori risorse tecniche e amministrative, indicano una realtà ancora più arretrata nel resto del Paese: si stima che solo circa il 15 per cento dei Comuni italiani abbia davvero adottato un PEBA e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti rappresenta una criticità ulteriore e largamente irrisolta.
"Dal corpo delle persone al cuore della politica: nei tribunali abbiamo conquistato un vero e proprio diritto ai PEBA – dichiara l’Avv. Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e legale che segue le iniziative dell’Associazione sull’accessibilità –. In questi anni abbiamo affrontato casi concreti di discriminazione. La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza dei PEBA non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti. Possiamo dirlo con chiarezza: grazie alle nostre iniziative si è costruito un vero e proprio diritto ai PEBA, come dimostrano i provvedimenti emessi dai Tribunali, sia in sede civile che amministrativa, con i quali i Comuni di Catania, Santa Marinella e Pomezia sono stati condannati ad adottare il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche in tempi certi".
"A quarant’anni dalla legge istitutiva dei PEBA, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali – dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità –. Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta".
Come è stata svolta l’indagine – L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni sui PEBA nei comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo, con particolare attenzione alla sezione "Amministrazione trasparente" (provvedimenti e strumenti di pianificazione); accessi agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni online. L’indagine rimane aperta: l’Associazione invita amministrazioni, cittadine e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate a info@associazionelucacoscioni.it.
Fonte: Associazione Luca Coscioni
