8 marzo 1944, Empoli ricorda i 55 lavoratori deportati nei campi di sterminio

Empoli è stata, è e sarà sempre città della dignità, del lavoro, della libertà. Ottantadue anni dopo quel tragico 8 marzo 1944, il giorno in cui cinquantacinque cittadini e lavoratori empolesi furono deportati nei campi di sterminio, la città e la sua comunità insieme alla delegazione di Sankt Georgen an der Gusen – con la quale Empoli è gemellata dal 1997 - con il sindaco Andreas Derntl, si sono fermate e hanno reso loro tutti gli onori.
Presenti l’affezionato Erich Wahl (consigliere regionale), la Bewusstseinsregion Mauthausen -Sankt Georgen -Gusen (Regione consapevole, associazione con soci i tre Comuni su cui insistevano i campi di concentramento Mauthausen e Gusen) con la direttrice Andrea Wahl, componenti di alcune associazioni e cittadine e cittadini interessati a conoscere la realtà della città gemellata, i rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale di Empoli, le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di primo grado Vanghetti e Busoni di Empoli, Forze dell’ordine, autorità civili e militari, tante associazioni del territorio, i familiari di coloro che persero la vita, cittadine e ai cittadini.




Fu un'azione arbitraria voluta dalle forze nazifasciste, che portò a 117 deportazioni tra Empoli e i comuni limitrofi. Mauthausen e i sottocampi di Gusen, Ebensee e il castello di Hartheim furono luogo di prigionia e in molti casi di morte.
La cerimonia si è tenuta questa mattina (venerdì 6 marzo 2026), dopo la celebrazione della santa messa nella chiesa della Madonna del Pozzo (piazza della Vittoria) è stata deposta una corona d’alloro al Monumento alla ex ciminiera della Vetreria Taddei, fra via Fratelli Rosselli e largo 8 marzo 1944.
Davanti a quei nomi scolpiti nel marmo, sono intervenuti il sindaco di Empoli, il sindaco Andreas Derntl e il presidente Aned Empolese Valdelsa, Roberto Bagnoli.
Non sono mancati i contributi dei giovani presenti che hanno smosso coscienze, emozionato e commosso. Le tre classi terze della Vanghetti con la loro street band hanno eseguito i brani ‘Bella Ciao’ e ‘Mendoja’, a cui sono seguite le letture di alcuni testi poetici (La pace di Li Tien-Min, Dalla mia finestra di Fortini, Shema di Primo Levi, Alla fronde dei salici di Quasimodo, Fratelli di Ungaretti, Libertà di Paul Eluard).
Le quattro classi terze delle Busoni sono intervenute leggendo “La memoria come riflessione critica sul presente”, coordinati dalla docente Sandra Baldacci.



GLI INTERVENTI
Nel suo contributo il sindaco di Empoli ha sottolineato quanto sia incredibile pensare come la storia nel Novecento sia potuta cambiare così rapidamente passando da uno scenario di guerra, deportazioni, intimidazioni anche per uno sciopero, a uno scenario di pace, con elezioni libere a suffragio universale maschile e femminile con una nuova forma di stato come quella repubblicana. Oggi si commemorano le tante vittime della ex Vetreria Taddei, gli operai e i cittadini comuni che vennero rastrellati l'8 marzo 1944 e deportati a Mauthausen. Quarantaquattro furono le vittime per Empoli così come le pietre d'inciampo poste negli anni, in 12 sopravvissero ma le loro vite non furono più le stesse dopo più di un anno di sofferenze nei campi nazisti. Nel 2026 però si ricordano anche gli 80 anni della Repubblica Italiana, con lo storico voto del 2 giugno. In soli due anni lo scenario nazionale cambiò radicalmente verso quel percorso di pace che, almeno nel nostro Paese, si mantiene integro. Mentre nel resto d'Europa e del Medio Oriente la lezione della pace e della diplomazia sembra diventare un vecchio ricordo inattuale. Essere qui, tutti assieme, anche con il sindaco del comune gemellato di Sankt Georgen an der Gusen, è il nostro modo di ribadire che chi manifestò alla Vetreria Taddei è stato martire per la libertà che oggi diamo per scontata. E per questo è giusto ricordarli con il rispetto e l'onore che si deve a dei concittadini privati della libertà, della felicità e anche di una vita normale. Si devono ringraziare ogni giorno e a maggior ragione quest'oggi, nell'anniversario di quello sciagurato giorno.




Andreas Derntl, sindaco di Sankt Georgen an der Gusen ha affermato: “È per me un grande onore e allo stesso tempo un profondo obbligo parlare oggi qui a Empoli. Le nostre due città sono legate da un gemellaggio dal 1997, nato da uno dei capitoli più bui della nostra storia. Il nostro partenariato non è una semplice alleanza: è memoria condivisa, un lutto condiviso e una promessa condivisa. Oggi commemoriamo i lavoratori della vetreria di Empoli deportati durante la Seconda Guerra Mondiale: uomini strappati alla loro quotidianità, alle loro famiglie, alle loro vite. La loro "offesa" non è stata la colpa, ma la dignità. Non un crimine, ma una presa di posizione. Hanno difeso l'umanità in un'epoca di disumanità, e hanno pagato con la loro libertà, la loro salute o la loro vita. Molti di loro furono deportati nei campi di concentramento, tra cui il complesso di Gusen vicino a Langenstein, e costretti a lavorare nel sistema di gallerie del cosiddetto Bergkristall a Sankt Georgen. Il fatto che le strade delle nostre città si siano intersecate in questo sistema crudele è un peso storico. Ma è anche una responsabilità che oggi assumiamo consapevolmente: come monito e come mandato. Ricordare non è un mero rituale. Ricordiamo per senso di responsabilità”.
“Oggi celebriamo l’82° Anniversario dei grandi scioperi del 1944 e ricordiamo le deportazioni che ne furono diretta conseguenza. In quella mattina di 82 anni fa, la Città pagò un prezzo altissimo per avere scelto la libertà e la dignità del lavoro contro la dittatura e l’occupazione nazifascista – ha affermato Roberto Bagnoli, presidente della sezione Empolese Valdelsa dell'Associazione Nazionale Ex Deportati (Aned) -. La cerimonia dell’8 marzo a Empoli non è solamente un momento commemorativo, ma anche un monito e un’occasione di riflessione sul presente: i diritti conquistati non sono mai definitivamente acquisiti e la partecipazione democratica resta un pilastro essenziale della vita democratica. Ricordare e commemorare le vittime della deportazione nazifascista non significa affatto trascurare altre situazioni di atrocità, né tantomeno stabilire inutili "priorità" tra stermini e dolori di un popolo piuttosto che di altri popoli. Qui, ogni anno, ogni volta rinnoviamo un impegno collettivo per contrastare ogni forma di discriminazione e intolleranza. Non è un caso che l’8 Marzo, questa commemorazione coincida con la Giornata Internazionale della Donna, intrecciando il valore della memoria storica con una ricorrenza fondamentale per la Democrazia Italiana: l’80° Anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne. Rinnovare la memoria significa rafforzare la coscienza civile di tutti ed in particolare delle nuove generazioni e ribadire il valore dell’antifascismo come fondamento della Repubblica, valore che è stato sempre presente nella storia e nella vita civile della Città di Empoli”.
Fonte: Comune di Empoli - Ufficio Stampa