gonews.it

'Remigrazione' a Prato: contro-manifestazione 'Mai più fascismi', Sudd Cobas 'occupa' piazza

foto d'archivio (foto Cgil Prato Fb)

A Prato cresce la tensione alla vigilia della manifestazione 'Remigrazione e Riconquista' del 7 marzo: presidi, contromanifestazioni e interventi di Regione, partiti e diocesi

Cresce l’attenzione a Prato alla vigilia della manifestazione nazionale sulla “remigrazione” prevista per sabato 7 marzo. L’iniziativa ha acceso il dibattito politico e civile in città, con prese di posizione da parte di istituzioni, partiti, associazioni e realtà religiose. Nel frattempo sono state annunciate manifestazioni contrapposte e presidi, mentre le autorità regionali richiamano alla necessità di garantire il rispetto del confronto democratico e la tenuta dell’ordine pubblico.

Molte associazioni, tra cui Anpi, Aned, Arci, i sindacati Cgil, Cisl, Uil, oltre a molti partiti dal PD al M5S, fino a PC, PR o SCE e AVS, hanno aderito alle contromanifestazioni.

"Mai più fascismi, mai più deportazioni"

È stata anche indetta una manifestazione da titolo 'Mai più fascismi, mai più deportazioni'': questo lo slogan scelto dalle organizzazioni (Acli, Alleanza Verdi Sinistra, Aned, Anpi, Arci, Associazione 6 Settembre, Cgil, Cisl, Uil, Coordinamento migranti Prato, Communia associazione, Demos, Giovani democratici, Legambiente, Libertà e Giustizia, Movimento 5 Stelle, Partito comunista, Partito democratico, Partito socialista, Partito della Rifondazione comunista, Pax Christi, Sinistra civica ecologista) che hanno deciso di manifestare la loro presenza in piazza delle Carceri per ricordare lo sciopero del 1944 e la deportazione di 133 operai pratesi nel campo di concentramento di Mauthasen, per dichiarare la propria contrarietà ad ogni forma di intolleranza e discriminazione, per affermare i valori della solidarietà e dell’accoglienza.

Piazza Europa occupata

Nel frattempo piazza Europa, luogo indicato per la manifestazione, è stata “occupata” da un presidio permanente organizzato dal sindacato Sudd Cobas.

In una nota il sindacato spiega: Gli operai in sciopero generale del distretto tessile insieme alla città antifascista si prendono piazza Europa. Un presidio permanente sta venendo allestito con tende e gazebi. Nessuno spazio a Prato per i fascisti e per i loro progetti di deportazione degli immigrati”.

Diop "preoccupata", Giani: "Mantenere ordine pubblico"

Sul tema sono intervenuti i vertici della Regione Toscana, sottolineando la necessità di garantire ordine pubblico e rispetto del confronto democratico. La vicepresidente Mia Diop, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, ha dichiarato: “Sono preoccupata. Io sono di Livorno, purtroppo il tema ha toccato noi. La parte forse che mi rende più ottimista è stata la risposta proprio dei cittadini”.

Diop ha evidenziato come numerose proteste e prese di posizione contro il presidio siano arrivate da diversi settori della cittadinanza, non solo da ambienti politici di sinistra.

Anche il presidente della Regione Eugenio Giani ha invitato alla prudenza: “È indubbio che ci sono le situazioni di delicatezza su cui è bene programmare le modalità per poter far esprimere la voce di questi sentimenti senza che questo pregiudichi la tenuta dell’ordine pubblico”. Giani ha inoltre confermato la sua presenza al corteo promosso da CGIL, ANPI e ARCI.

Il vescovo Nerbini: "Mentalità chiusa"

Sul tema è intervenuto anche il vescovo di Prato Giovanni Nerbini, che ha espresso forti perplessità sul significato politico della mobilitazione. Nel suo commento ha spiegato che parole come “remigrazione” e “riconquista” suscitano una certa inquietudine, definendo il concetto di riconquista “sintomo di una mentalità non solo chiusa ma dichiaratamente xenofoba”.

Il vescovo ha ricordato inoltre le parole di Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti: “Una persona e un popolo sono fecondi solo se sanno integrare creativamente dentro di sé l’apertura agli altri”.

La diocesi ha annunciato la partecipazione alla manifestazione alternativa in piazza delle Carceri, auspicando che “le manifestazioni si svolgano in modo pacifico e con grande rispetto, pur nella differenza di idee e opinioni”.

Il M5s: "Provocazione da destra"

Il Movimento 5 Stelle regionale aderisce alla manifestazione Mai più fascismi, mai più deportazioni, con la partecipazionedell deputato Andrea Quartini, il capogruppo in Regione Luca Rossi Romanelli e l'ex assessora al Comune di Prato Chiara Bartolini.

"La scelta della data è fortemente simbolica in un senso negativo: il 7 marzo ricorre infatti la commemorazione del rastrellamento del 1944, avvenuto dopo il grande sciopero nazionale contro il regime nazista, nel quale furono deportati 123 cittadini pratesi– spiega Luca Rossi Romanelli – . Ogni anno il 7 marzo la città ricorda questo crimine con iniziative e cerimonie istituzionali: quella della destra è una provocazione organizzata scientemente. I cittadini di Prato devono reagire perché la memoria di una ferita dolorosissima per la città e le famiglie pratesi deve appartenere a tutta Prato e non può essere piegata a iniziative di stampo para-fascista".

"Scegliere il 7 marzo per organizzare una marcia che richiama parole d’ordine come remigrazione rappresenta una provocazione grave verso la nostra città e verso la nostra memoria civile – dichiara l’ex assessora del Movimento 5 Stelle al Comune di Prato Chiara Bartolini – una memoria che, come anche nel mio caso, ha anche un volto personale".

Il PD: "Difendere valori democratici"

"Il Partito democratico della Toscana domani, sabato 7 marzo, sarà a Prato insieme a partiti, associazioni, sindacati e realtà civiche, con la presenza del segretario regionale Emiliano Fossi e di altri esponenti del partito, per difendere i valori democratici e della memoria storica della città e del Paese. Il 7 marzo richiama infatti gli scioperi del 1944, una delle più importanti forme di resistenza civile e operaia contro il nazifascismo, una data dal forte valore storico e civile per Prato e per l’Italia. Per il Pd Toscana quella memoria non può essere piegata a iniziative che rischiano di alimentare divisioni o contrapposizioni. Il confronto pubblico deve sempre svolgersi nel rispetto dei diritti umani, della Costituzione e dei principi democratici su cui si fonda la Repubblica".

AVS: "Difendere costituzione"

"Disobbedienza civile? Obbedienza ai principi costituzionali. Questo è il senso del gesto con cui gli operai migranti del distretto tessile, insieme a tanti cittadini antifascisti, hanno invaso piazza Europa a Prato prima che diventasse teatro di un'oscena kermesse sulla remigrazione, ovvero sulla deportazione". Così il deputato Avs Marco Grimaldi in merito all'iniziativa di operai e sindacato Sudd Cobas.

"È lo stesso spirito con cui abbiamo occupato l'aula in protesta contro il genocidio a Gaza. Dalla parte dei diritti umani, dalla parte delle persone. È lo stesso spirito pacifico che non ha fatto entrare dei pregiudicati fascisti alla Camera".

Exit mobile version