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L'agricoltura toscana al centro di un incontro organizzato da Georgofili e Confagricoltura Toscana

Numerose le sfide ma se la ricerca scientifica affianca gli agricoltori si possono affrontare

Si è svolto questa mattina nella sede dell’Accademia dei Georgofili un incontro organizzato congiuntamente dai Georgofili e Confagricoltura Toscana, intitolato “Agricoltura Toscana 6.0. La politica del fare”.

I lavori sono stati aperti dai saluti Massimo Vincenzini, Presidente Accademia dei Georgofili e Carlo Bartolini Baldelli, Presidente Confagricoltura Toscana. Dopo tre relazioni introduttive sulla situazione attuale del comparto agricolo in Toscana, svolte da Leonardo Casini (Accademia dei Georgofili, Università degli Studi di Firenze), Roberto Scalacci (Direttore Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale Regione Toscana) e Sabina Borgogni (Dirigente Settore Autorità di gestione FEASR, Regione Toscana), si è tenuta una tavola rotonda moderata dal Direttore di Confagricoltura Toscana, Gianluca Cavicchioli, cui hanno partecipato Leonardo Marras, Assessore Agricoltura Regione Toscana, e Carlo Bartolini Baldelli.

Nel complesso, è emerso che la Toscana rappresenta un modello agricolo avanzato in Europa, dove l'identità territoriale si fonde con l'alta qualità delle produzioni, in un legame indissolubile con la cultura e il paesaggio. Purtroppo, con 12,4 ettari di dimensione media delle superfici agricole coltivate, esiste una forte frammentazione aziendale che limita l’accesso al reddito. A questo si aggiunge la volatilità dei mercati, le tensioni geopolitiche internazionali e gli effetti di eventi climatici estremi per cui le sfide dell’agricoltura sono molte. Tanto più che l'età media degli agricoltori è alta, mentre il loro livello di istruzione è piuttosto basso: serve dunque un ricambio generazionale che porti ad un maggiore trasferimento dell'innovazione in campo. L'adozione di nuovi strumenti tecnologici digitali serve per migliorare performance produttive e di sostenibilità, ma è necessaria anche l’aggregazione e la cooperazione di tutti gli attori della filiera per contrastare pratiche sleali e migliorare l'equa distribuzione del reddito.

La nuova PAC 2028-2034 può essere una grande opportunità per innovare l’attuale struttura, se stabilirà con chiarezza chi ha diritto al sostegno economico, garantendo che le risorse raggiungano effettivamente le aree rurali, interne e collinari, snellendo la burocrazia e assicurando che le Regioni mantengano un ruolo centrato e decisionale nella gestione e nell’adattamento della PAC. Dal punto di vista della Regione, si è sottolineata la necessità di riconoscimento delle aziende medio-piccole e del ruolo strutturale dell'agricoltura nelle aree interne come presidio territoriale e strumento per la valorizzazione delle produzioni di qualità.

Il Presidente dell’Accademia dei Georgofili, Massimo Vincenzini, ha evidenziato come il ruolo dell’Accademia sia rimasto costante fin dalla sua fondazione nel 1753: quello di affiancare gli agricoltori mettendo loro a disposizione i risultati della ricerca scientifica nel campo delle produzioni vegetali, animali e della meccanizzazione, aiutandoli nel trasferimento tecnologico, con l’obiettivo di accrescere il benessere di tutti, come recita l’antico motto accademico “Prosperitati Publicae Augendae”.

Il Presidente Confagricoltura Toscana Carlo Bartolini Baldelli ha dichiarato: "Spingere verso la produttività e la tutela del reddito. Queste le parole d'ordine. In questo non deve mancare il ricambio generazionale. Un neo che dobbiamo cancellare. Il valore aggiunto deve rimare all'interno delle filiere e delle aziende. Coniugare innovazione e tradizione. Lo sentiamo dire da sempre forse da troppo. Ora è il momento di fare. Abbiamo parlato tanto di Pac, ora il momento di scrivere. Prendiamo il coraggio a quattro mani e decidiamo la nostra agricoltura. Una volta tanto tiriamo la volata e non riconcorriamo come spesso accade".

Fonte: Accademia dei Georgofili - Ufficio Stampa

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