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Studenti in piazza a Firenze per l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole

Piazza Santissima Annunziata, Firenze

Oggi, 9 marzo, è stata una giornata di sciopero globale transfemminista, che ha visto studentesse dei licei di Firenze e lavoratrici unite in piazza per chiedere l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, insieme a una vita meno precaria e a contratti di lavoro più stabili. In particolare, la richiesta è che il progetto diventi strutturato e organizzato in tutte le scuole, dalle primarie alle secondarie.

Il corteo ha fatto tappa in piazza Santissima Annunziata, dove è intervenuto Andrea Vannucci, vicepresidente del gruppo Pd in Consiglio regionale della Toscana, esprimendo vicinanza alle studentesse e agli studenti che questa mattina si sono ritrovati in piazza nell’ambito dello sciopero globale transfemminista per l’8 marzo, chiedendo l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.

L’educazione sessuale e all’affettività deve entrare in modo strutturale nelle scuole. Ce lo chiedono con forza le ragazze e i ragazzi che questa mattina a Firenze sono scesi in piazza in centinaia, in piazza Santissima Annunziata, in occasione dello sciopero per l’8 marzo, insieme ai loro insegnanti, per rivendicare un diritto che nel nostro Paese il Governo Meloni continua ad ignorare. A loro voglio esprimere tutto il mio sostegno e la mia piena solidarietà. L’educazione sessuo-affettiva è uno strumento fondamentale per aiutare i giovani a costruire relazioni sane e rispettose, a riconoscere e contrastare ogni forma di violenza, discriminazione e stereotipo di genere. Non si tratta di un tema marginale, ma di una vera e propria emergenza educativa e culturale che riguarda il benessere e la sicurezza delle nuove generazioni. È incomprensibile che l’Italia continui a essere uno dei pochi Paesi europei a non prevedere in modo strutturale questi percorsi nelle scuole. È una richiesta che nasce dal basso, dalle studentesse e dagli studenti, e che suona come una sveglia per il Governo Meloni: un segnale chiaro che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare. Come Regione Toscana da anni sosteniamo progetti e percorsi educativi su questi temi, in Consiglio regionale abbiamo approvato e rivolto al Governo richieste precise in materia, e continueremo a farlo, perché questa formazione diventi un diritto per tutte e tutti”.

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