Concorso Meyer annullato, scontro in Consiglio regionale tra Giani e opposizione

L’iter del concorso, conclusosi con un annullamento, è durato due anni e non tre. Con queste parole, facendo riferimento ad una missiva del direttore generale del Meyer, Paolo Morello Marchese, il presidente Eugenio Giani ha risposto all’interrogazione del portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI) riguardo al concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di un posto a tempo pieno e indeterminato di dirigente giornalista da assegnare all’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera universitaria Meyer.
Giani ha spiegato che “il piano triennale dei fabbisogni e personale è uno strumento di natura programmatica e modulabile a seguito di nuovi fabbisogni che, nel caso specifico, sono emersi a seguito di una valutazione ulteriore rispetto alla pubblicazione del piano da parte della nuova nomina di Morello”. “Si riteneva opportuno attivare nello staff un ufficio stampa adeguato”. Alla richiesta dei costi previsti per l’intera procedura, Giani ha risposto che “i costi imputabili al concorso in oggetto non ci sono, perché si tratta di fini istituzionali e quindi l’espletamento delle procedure non ha comportato in linea diretta dei costi aggiuntivi” e “il costo del parere legale richiesto rientra nell’ambito di conferimento di un incarico di consulenza.”
“Nell’interrogazione mancava una domanda, se secondo lei questa è stata una bella pagina per il Meyer, per la Regione e per la nostra l’amministrazione” ha detto Tomasi che ha poi sottolineato l’inopportunità, per motivi politici, che a questo concorso “avesse partecipato la dottoressa Manetti, portavoce e capo di gabinetto, una donna vicinissima a lei”. Il portavoce dell’opposizione ha ricostruito, in sintesi l’iter: “Il Meyer fa il piano del fabbisogno programmatorio con le misure per assumere personale, quanti dottori, quanti infermieri, ei delibera il piano triennale” e poi, “dopo tre mesi, ci viene in mente che manca non un dottore, non un infermiere, non un chirurgo ma uno che fa comunicazione”. E ancora, “si fa un bando di concorso Estar” e “poi dopo due mesi si ferma tutto, perché il bando è sbagliato e si cambiano i contenuti del bando” e “cosa si cambia? Si cambiano le caratteristiche richieste alla persona da assumere”. “Si parte con la procedura – continua - e cala il silenzio”. “Le valutazioni nascono da una lettera del sindacato Cisl che dice che il bando è sbagliato” e infine, conclude Tomasi “si chiede un parere legale e questo dice di annullarlo in autotutela”.
Viaggio a Bruxelles, Giani: "Attacco mirato"
"Ha ragione l'assessore Manetti quando dice che la percezione è di un attacco mirato e personale. Perché quando si arriva a teorizzare un 'pacchetto di interrogazioni' che è contrario al concetto di interrogazioni come lo abbiamo conosciuto, non è qualcosa per conoscere ma per colpire una persona. E questa 'ossessione da interrogazioni' è il modo peggiore per dare ai cittadini l'immagine di un profilo istituzionale". Così il presidente Giani, rispondendo in Consiglio regionale ad un'interrogazione sulla presentazione del libro dell'assessore alla cultura Cristina Manetti a Bruxelles, il 24 febbraio, in occasione di un viaggio istituzionale, avanzata dalla capogruppo Fdi Chiara La Porta e dal consigliere Matteo Zoppini.
La stessa Manetti ha risposto ad un altro pacchetto di interrogazioni presentate da Fdi. "Il suo ruolo di consigliera - ha aggiunto Giani rivolgendosi a La Porta - deve essere costruito sul discredito dell'altro? Tra di noi ci deve essere rispetto, non la ricerca spasmodica di infangare o denigrare la reputazione altrui. Potrei citarle la sentenza del Tar del Veneto 393 del 2020 e del Consiglio di stato 769 del 2022, laddove si dice che il diritto di accesso agli atti non è assoluto e senza limiti".
Nel merito dei quesiti dell'interrogazione, Giani ha detto che il viaggio istituzionale a Bruxelles è stato fatto in "un albergo modesto, con un viaggio Ryanair, e niente che possa assolutamente consentire di verificare spese che vanno oltre l'ordinaria e modesta funzione. Non ritengo che fosse di carattere esclusivamente personale e privata la presentazione di quel libro, perché, per suoi i contenuti, lo considero una forma di rapporto, di relazione e di attenzione verso la comunità a Bruxelles".
La Porta ha detto di considerare "lodevole il tentativo di Giani di difendere l'indifendibile. Guardi i consiglieri di maggioranza, sono tutti a testa bassa in un imbarazzo che è palpabile. Queste interrogazioni le facciamo per i cittadini toscani e per lei, per cui ho stima e rispetto del ruolo che svolge. Prendo atto delle sentenze del Tar a cui immagino Giani si appellerà, per cui ai prossimi accessi agli atti non riceverò risposta. Lo scopriremo nei prossimi giorni perché abbiamo altri atti e altri accessi agli atti su cui chiederemo chiarezza"
Manetti replica a FdI: "Si vuole creare un caso che non esiste"
"Ho letto con attenzione il pacchetto di interrogazioni presentato nei miei confronti e con grande dispiacere ho notato come queste più che per chiarire fatti o tutelare l'interesse pubblico, siano state costruite per alimentare una polemica politica con la volontà di creare un caso, dove un caso non esiste. Non esiste alcun conflitto di interessi nella mia vita e nella mia attività di autrice», così l'assessora in aula.
Manetti ha ribadito che "non esiste alcun utilizzo di risorse pubbliche per finanziare i miei libri" e che le iniziative contestate sono "tutte attività pubbliche, trasparenti, legittime, tutte svolte nel pieno rispetto delle regole".
Poi l’affondo politico: "Quando si concentra un numero così elevato di iniziative sulla stessa persona è legittimo chiedersi se sia battaglia politica o caccia alle streghe".
L’assessora ha difeso anche la propria attività culturale: "Scrivere non è una colpa" e ha definito grave "l’idea implicita delle interrogazioni che una donna delle istituzioni debba smettere di pensare, di scrivere, di partecipare alla vita culturale per il solo fatto di ricoprire un incarico pubblico".
Per Manetti "non una sola interrogazione dimostra un uso improprio di risorse pubbliche, non una sola dimostra un vantaggio personale, non una sola dimostra violazione. Io ho operato in massima trasparenza e continuerò a svolgere il mio ruolo senza farmi intimidire".
Fonte: Toscana Consiglio Regionale