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Consigliere identificato durante la manifestazione alla stazione di Pisa, Fossi (Pd): "Fare chiarezza"

(Foto da Facebook Enrico Bruni)

Enrico Bruni, del Pd pisano, ha raccontato l'episodio sui social: "Ci hanno schedati e dopo più di mezz'ora ci hanno lasciato andare"

"Quello che è accaduto ieri sera alla stazione di Pisa, dove un consigliere comunale del Pd è stato fermato e identificato soltanto per avere solidarizzato con chi manifestava pacificamente, è un episodio su cui va fatta chiarezza". Così Emiliano Fossi, deputato e segretario regionale del Pd Toscana commentando quanto riferito su Facebook dal consigliere comunale pisano e segretario dei Giovani democratici Pisa Enrico Bruni. Quest'ultimo in un post ha raccontato di essere stato identificato dalle forze dell'ordine durante la protesta di un gruppo di attivisti legati al movimento pacifista e antimilitarista No Base, che hanno bloccato alla stazione un treno merci che trasportava mezzi militari proveniente da Piombino.

Il racconto di Bruni

Bruni si è unito alla manifestazione, "a un certo punto - si legge nel suo post - ho assistito a una scena che mi ha molto colpito: due carabinieri si sono avvicinati in modo decisamente aggressivo a un ragazzo. Non so da cosa fosse nato esattamente il confronto, ma il loro atteggiamento era chiaramente provocatorio". Richiesti i documenti, racconta ancora il consigliere, lui e altre persone si sarebbero avvicinate "per capire cosa stesse succedendo ma i due uomini in divisa si sono subito allontanati, restando un po’ dietro, continuando a fissarci, finché non decidono di tornare e questa volta dicono al ragazzo che doveva seguirli alla volante, fuori dalla stazione, per fare degli "accertamenti". Quali non era chiaro. Chiaro, invece, era ancora una volta l’approccio: prevaricatorio, provocatorio e intimidatorio". Il consigliere, insieme ad altri manifestanti, racconta di aver deciso di accompagnare il giovane: "Ci hanno schedati e dopo più di mezz’ora ci hanno lasciato andare, non senza qualche frase minacciosa. La vicenda per fortuna si è conclusa lì e siamo tornati ai binari. Ma resta una sensazione molto sgradevole. In situazioni di tensione come queste, servirebbero persone formate e capaci di gestire il tutto con più equilibrio. Chi mi conosce sa che non sono uno di quelli che grida slogan contro la polizia. Per me chi indossa una divisa rappresenta le istituzioni e dovrebbe perciò dare l’esempio" aggiunge. "Notizie belle: il convoglio dopo 5 ore di blocco nonviolento dei binari da parte dei manifestanti ha dovuto mettere la retromarcia e tornare indietro".

Fossi chiede chiarezza

Sull'episodio riportato sui social Fossi chiede chiarezza "anche per evitare strumentalizzazioni sull'operato delle forze dell'ordine chiamate ogni giorno ad affrontare situazioni complesse di ordine pubblico, soprattutto in un clima politico e sociale alimentato da continue tensioni che il Governo Meloni non è in grado di gestire". "Quando un presidente del Consiglio - conclude Fossi - arriva addirittura a rivendicare il Nobel per la Pace per un Capo di Stato, come Trump, che ha bombardato sette paesi in 13 mesi è inevitabile che i cittadini che vogliono veramente la pace si sentano in dovere di manifestare realmente contro le guerre".

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