Referendum Giustizia, ANED lancia l'allarme: "Indebolisce la democrazia e i controlli costituzionali"

(foto gonews.it)
La legge Nordio rappresenta una vera e propria controriforma costituzionale. La magistratura è un potere dello Stato fondamentale e indipendente, in equilibrio con gli altri, e la sua indipendenza va difesa a ogni costo.
L'attuale disegno del Governo non mira a rafforzare la “separazione delle carriere” (che già esiste) come vuol far credere lo slogan, ma a sottomettere il potere giudiziario all’esecutivo. Il Consiglio Superiore della Magistratura, cuore dell’autonomia dei magistrati, viene esposto a pesanti ingerenze politiche e sdoppiato, con la nomina dei suoi componenti per sorteggio! Nella componente togata, il sorteggio dovrebbe essere “secco”, cioè con una scelta a caso tra tutti i magistrati in servizio. Mentre per i membri laici (scelti tra avvocati e professori universitari) il sorteggio sarà "truccato", in quanto il Parlamento selezionerà preventivamente e politicamente i candidati da sorteggiare. La magistratura perderà così autonomia e sarà subordinata all’esecutivo.
Inoltre, la competenza disciplinare viene trasferita a un nuovo organismo, l’Alta Corte disciplinare, accentuando ulteriormente il controllo politico. L'iter parlamentare di questa revisione costituzionale è stato dominato dal Governo, che ha imposto la disciplina di maggioranza senza alcun reale confronto di merito. Piero Calamandrei ammoniva che, quando si discute di Costituzione, “i banchi del Governo devono rimanere vuoti”.
Al di là degli argomenti giuridici, ciò che deve interessare al popolo sovrano è che il Governo intende il referendum come un plebiscito contro la magistratura, per costruire un potere sempre più concentrato e autoritario. La conseguenza inevitabile è una democrazia in cui i processi decisionali diventano verticistici, con un progressivo indebolimento dei controlli costituzionali e una crescente militarizzazione della società.
Questo referendum rappresenta un momento determinante per la nostra vita democratica. Solo grazie alla raccolta di oltre 500 mila firme, la Corte di Cassazione ha dovuto modificare il testo originario, che occultava l’intenzione del Governo di modificare ben 7 articoli della Carta costituzionale antifascista.
Per ANED, custode della Memoria ed erede di chi ha sacrificato e perso la vita per la sconfitta del fascismo e del nazismo, il NO è il voto efficace a difesa della Costituzione.
Fonte: ANED Sez Firenze - Ufficio Stampa