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Cittadini divisi sulla viabilità Pozzale-Casenuove, la replica: "Siamo residenti, non politici"

I promotori della raccolta firme, per chiedere di rivedere il piano, rispondono all'altro gruppo di cittadini che invece lo sostiene. "Progetto che peggiorerà la situazione"

Non si ferma il botta e tra i residenti delle frazioni Pozzale-Casenuove. Al centro del dibattito, che ha in comune l'aspetto della sicurezza, c'è il progetto di modifica alla viabilità interna al Pozzale, con due punti su tutti: l'istituzione di un senso unico e una pista ciclabile in via Val d'Orme "vecchia". Nei giorni scorsi un gruppo di cittadini ha espresso la propria contrarietà e proposto alternative alle ipotesi di intervento, previste nel "Piano frazioni e quartieri" e oggetto nei mesi scorsi di un percorso partecipativo del Comune con i residenti, avviando una raccolta firme "per aprire un dialogo con l'amministrazione". Oggi invece un altro gruppo di cittadini ha difeso la soluzione proposta per la viabilità. E mentre sul tema e le criticità segnalate i gruppi consiliari Buongiorno Empoli-Siamo Empoli e M5S hanno presentato un'interrogazione, non ha tardato ad arrivare la controreplica dei promotori della petizione.

"Dopo qualche incontro e una camminata, a gennaio l'amministrazione comunale ha indetto una riunione finale nella scuola primaria del Pozzale per illustrare il progetto che intendeva attuare" riferiscono nella nuova lettera alcuni dei cittadini autori della raccolta firme. "Quello che ci è stato proposto per l'amministrazione era già definito, non mostrava possibilità di dialogo e, già in quella sede abbiamo fatto presente quello che non andava". Nella premessa viene affermato che "siamo un gruppo di residenti e non di politici", rispondendo all'altra replica che li accusava di "boicottare" il progetto "per interessi personali e politici in opposizione all’amministrazione comunale", "molti dei quali non si conoscevano nemmeno prima di quella sera, - continuano - e molti dei quali hanno votato l'attuale sindaco".

In particolare un cittadino riferisce di aver inviato "a fine gennaio una Pec al sindaco dove, da residente, elencavo tutte le criticità del loro piano viabilità e chiedevo di rivederlo. Al Pozzale mancano parcheggi e vie di ingresso e uscita, oltre che di un asfalto dignitoso. Nella riunione di gennaio ci fu detto che mancava la copertura economica e nuove infrastrutture non ne venivano fatte. L'amministrazione comunale come viabilità del Pozzale ha pensato ad un unico e lungo senso unico e che si sviluppa in senso inverso rispetto alle esigenze dei cittadini, in quanto dalla rotatoria del circolo tennis non si potrà più entrare nel Pozzale ma bisognerà proseguire su via Valdorme nuova, direzione Montespertoli fin quasi Casenuove e ritornare verso il Pozzale da una strada buia e con un incrocio pericoloso".

Sostenuto che la situazione di via Val d'Orme "vecchia" "non è quella descritta nell'articolo" (della replica), nella Pec prosegue il cittadino tra i promotori della petizione "ho fatto presente che per tornare a casa con la nuova viabilità percorrerò il triplo dei km (da 620m a 1920m), che aumenterà il mio consumo di carburante fino a 200 euro l'anno, che aumenteranno le emissioni inquinanti, le ore perse in auto e il traffico davanti casa di chi abita in via Val d'Orme "vecchia", perché, tutti quelli oggi transitano per altre vie, con la nuova viabilità, dovranno per forza passare per via Val d'Orme vecchia. Ho fatto presente che nel caso di incidente, lavori in corso, mezzo in panne, con la loro viabilità si rimarrebbe intrappolati o dentro o fuori dal Pozzale", ricordando l'incidente avvenuto ieri in via Val d'Orme nuova e un altro domenica.

Sulla pista, che secondo i firmatari non dovrebbe essere realizzata all'interno di via Val d'Orme vecchia ma su via Val d'Orme nuova, collegandosi a quella di Martignana, il residente aggiunge: "Sono un ciclista, pedalo all'incirca per 10.000 km l'anno e pedalo anche fuori dalla Toscana. Quei 300 metri di ciclopedonale nel Pozzale non servono a nulla se non a creare disagio. Non collegherà niente e morirà dopo pochi metri, facendo solo sparire una decina di posti auto in un quartiere già sofferente e farà aumenterà la velocità di passaggio, in quanto, chi lo percorrerà saprà che difronte non troverà nessuno". Il gruppo riferisce di aver "trovato un muro nel dialogo con l'amministrazione" decidendo così di unirsi in una sorta di Comitato "per informare i residenti di quello che sarà il nostro quartiere. Abbiamo trovato tanta disinformazione e da lì è nata tanta partecipazione dei residenti, abbiamo raccolto oltre 500 firme per chiedere di rivedere questo progetto che andrà a peggiorare la vita di chi ci abita".

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