Tornano le Giornate FAI di primavera: un weekend alla riscoperta del patrimonio toscano

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia: il più efficace strumento con cui il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti. Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 - anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.
Gli appuntamenti sono stati presentati stamani a Palazzo Strozzi Sacrati dall’assessora alla cultura Cristina Manetti insieme alla presidente regionale del Fai Toscana Rosita Galanti Balestri
“Le Giornate FAI – ha dichiarato l’assessora Manetti - rappresentano una manifestazione straordinaria, apprezzata in tutta Italia e particolarmente sentita anche in Toscana, dove abbiamo un patrimonio unico che, per l’occasione, torna ad aprirsi al pubblico. Questa 34ª edizione è ormai un appuntamento atteso dai cittadini, anche grazie all’impegno prezioso dei volontari del FAI, che accompagnano i visitatori alla scoperta di luoghi solitamente non accessibili. È proprio questa la forza dell’iniziativa: offrire la possibilità di entrare in spazi che normalmente restano chiusi e riscoprire così, da vicino, la ricchezza del nostro patrimonio culturale.
Anche la Regione Toscana partecipa attivamente: apriremo le porte del nostro Palazzo, insieme ad altri luoghi significativi come Palazzo Cerretani e la Biblioteca Pietro Leopoldo, oltre a numerose iniziative diffuse in tutte le province. Tra i tanti esempi, penso al Granario di Monteroni d’Arbia, restituito alla comunità dopo un importante intervento di recupero sostenuto dalla Regione Toscana con un finanziamento di 2 milioni e 800 mila euro. Ma davvero c’è solo l’imbarazzo della scelta. L’invito- ha concluso l'assessora regionale- è quindi a consultare il sito del FAI e a cogliere questa occasione unica: un fine settimana speciale per immergersi nelle meraviglie della Toscana, tra cultura, storia e bellezza”.
Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono dunque una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell'articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti di valorizzazione, alcuni dei quali molto onerosi, sui 75 Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne, per sempre. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, saranno visitabili - a contributo libero - 780 luoghi in 400 città italiane, scelti con inesauribile curiosità e passione, e aperti grazie all’eccezionale cura organizzativa dei volontari del FAI, capaci di coinvolgere, ancor prima del pubblico che li visiterà, istituzioni, aziende e privati cittadini che li metteranno a disposizione, dando così il loro contributo a questa grande “festa collettiva”. Un patrimonio multiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente, fatto di tesori di storia, arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono.
“Ringrazio il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e con lui Cristina Manetti, assessora alla cultura – ha aggiunto Rosita Galanti Balestri- , per averci aperto le porte di questo prestigioso palazzo per presentare la 34ª edizione delle Giornate FAI di Primavera, segno di riconoscimento e vicinanza alla missione del FAI. Un Ringraziamento va ai comuni, agli enti, alle istituzioni e ai privati, proprietari dei beni, che hanno permesso queste aperture con le quali si racconteranno gli aspetti più vari del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico della Toscana. Le Giornate FAI di Primavera sono la punta di diamante di un lavoro che si svolge tutto l’anno e le aperture sono la dimostrazione di questo lavoro che i nostri volontari compiono con passione! A loro, a tutte le Delegazioni e Gruppi FAI va la nostra riconoscenza insieme agli Apprendisti Ciceroni che ci affiancano in queste giornate. Senza di loro tutto questo non sarebbe possibile” le parole di Rosita Galanti Balestri, Presidente FAI Toscana.
Grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni, guidati dall’instancabile desiderio di proporre sempre nuovi luoghi, e a 17.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano, apriranno le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione e della ricerca, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi e persino un’idrovora e uno stadio di calcio, perché in Italia il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it). Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture proposte, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.
In Toscana saranno 27 i luoghi aperti in tutte le province. Questo l’elenco completo delle aperture:
Aperture a cura di: DELEGAZIONE FAI DI AREZZO
AREZZO (AR)
IL COLLE PIONTA: DALLA MEMORIA ALLA VALORIZZAZIONE
Visita straordinaria e su prenotazione all'Archivio Storico dell'Ospedale Psichiatrico di Arezzo - Palazzina dell'Orologio - Pionta. La visita, riservata agli iscritti FAI e organizzata su prenotazione in piccoli gruppi per motivi di spazio, sarà curata da docenti e studenti dell'Università di Siena, che illustreranno il patrimonio documentale conservato presso l'Archivio, testimonianza fondamentale per la ricostruzione della storia sanitaria e sociale del territorio.
Aperture a cura di: DELEGAZIONE FAI DI FIRENZE
FIRENZE (FI)
BORGO DI SAN PIETRO A VARLUNGO
Visitare il borgo di San Pietro a Varlungo è un'occasione rara per scoprire una Firenze autentica e lontana dal turismo di massa. Il complesso, composto da Chiesa Vecchia, Cimitero e Chiesa Nuova, custodisce tesori del tardo barocco fiorentino, tra cui spiccano le opere dell'anticonformista Alessandro Gherardini e di Onorio Marinari, qui eccezionalmente impegnato come frescante. Cuore artistico della chiesa è la preziosa Madonna col Bambino del duecentesco Maestro di Varlungo, capolavoro che segna il passaggio verso la sensibilità giottesca, insieme ai tre Crocifissi lignei, in particolare lo straordinario 'Cristo risorto', copia del celebre Volto Santo di Lucca, recentemente restaurato ed un presepe. La Chiesa ospita in una teca di cristallo anche il corpo incorrotto della Venerabile Suor Domenica del Paradiso (1473-1553), fondatrice del Monastero della Crocetta. La visita si completa con l'antico cimitero, suggestivo frammento di storia locale, e con la Chiesa Nuova che rende questo borgo un crocevia unico tra spiritualità, resistenza e bellezza.
CASERMA SIMONI EX COMPLESSO DI SAN JACOPO DI RIPOLI
Visitare l'ex complesso di San Jacopo di Ripoli, oggi Caserma Simoni, significa scoprire un luogo dove la grande storia di Firenze si manifesta in forme inaspettate. Sede della prima stamperia cittadina nel Quattrocento, il monastero vide le monache produrre capolavori come il Decameron e opere di Platone, ospitando persino le prediche del Savonarola. Sebbene tesori iconici come lo “Sposalizio” del Ghirlandaio (ora a villa la Quiete) siano stati trasferiti, il fascino del sito resta intatto. Dalla splendida lunetta di Giovanni della Robbia in facciata ai rari affreschi del Cinquecento riscoperti nell'ex refettorio, ogni angolo racconta secoli di arte e devozione. Il legame con la storia civile è altrettanto profondo: la caserma è intitolata al Generale Simone Simoni, martire delle Fosse Ardeatine, e sorge su via della Scala, scenario delle antiche congiure repubblicane contro i Medici. È una tappa imprescindibile per chi cerca una Firenze autentica, fuori dai circuiti di massa, capace di unire l'eccellenza del restauro dell'Opificio delle Pietre Dure alla memoria del sacrificio patriottico.
Questa apertura è resa possibile grazie alla collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa.
PALAZZO BUONTALENTI
Palazzo Buontalenti non è accessibile al pubblico, essendo la sede di una istituzione accademica internazionale (School of Transnational Governance, EUI). Il percorso di visita si articolerà all'interno dell'area restaurata e consentirà di ammirare soprattutto il celebre ciclo di affreschi secenteschi eseguiti nell'ala nord, commissionati nel 1621 dal cardinale Carlo de' Medici. Le sale sono cinque, ognuna dedicata ad uno dei granduchi di Toscana succedutisi sino a Cosimo II (Cosimo I, Francesco I, Ferdinando I e appunto Cosimo II, al quale fu destinata una ulteriore sala). Gli affreschi sono un compendio della miglior produzione artistica fiorentina di inizio Seicento, eseguiti con dovizia di riferimenti alle conquiste dei quattro granduchi sia in ambito militare che artistico-culturale: la visita permetterà di ripercorrere le imprese e i fasti della dinastia medicea, evidenziando al contempo le differenze di personalità tra i vari membri della famiglia assurti al trono granducale.
Palazzo Buontalenti fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI di Primavera in quanto è sede dell’European University Institute (EUI) - School of Transnational Governance.
PALAZZO CERRETANI
Per questo luogo è obbligatoria la prenotazione online
Fatta eccezione per alcune stanze al pianterreno, che attualmente ospitano la Biblioteca 'Pietro Leopoldo' e che sono aperte al pubblico (seppur solo per motivi di studio), quasi tutti i locali non sono normalmente accessibili. Il palazzo è un organismo vivente che riflette l'intera evoluzione di Firenze. Le sue fondamenta affondano nella Florentia di età augustea, dove una villa rustica produceva il vino che riforniva la città romana. Visitare questi ambienti significa attraversare i secoli: dalle robuste torri medievali inglobate nelle mura, alle ambizioni barocche della famiglia Cerretani. Il palazzo incarna perfettamente la transizione epocale dall'Ancien Régime alla modernità: nella seconda metà dell'Ottocento, la dimora divenne proprietà dell'antenata delle Ferrovie dello Stato. Questo passaggio segnò la metamorfosi dell'edificio da residenza aristocratica a motore del progresso tecnico, culminando nelle linee razionaliste del Novecento che ancora oggi dialogano con la Stazione di Santa Maria Novella.
Questa apertura è realizzata in collaborazione con Regione Toscana.
SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (FI)
VILLA DEL CIGLIANO
Saranno accessibili il cortile e il giardino, si tratta di un'occasione eccezionale poiché i visitatori avranno la possibilità esclusiva di accedere a un microcosmo rinascimentale solitamente precluso al pubblico. La sua rarità risiede nel privilegio di varcare la soglia di una dimora privata che la famiglia Antinori custodisce dal 1546: non si visita un museo, ma una storia viva e ininterrotta. L'eccezionalità del luogo si manifesta nel contrasto tra la sobria eleganza della facciata e lo stupore del ninfeo ipogeo, un capolavoro di decorazioni rustiche nascosto nel cuore della proprietà. È un'opportunità irripetibile per ammirare come l'architettura umanista e la tradizione agricola delle limonaie si siano preservate intatte, lontano dai circuiti turistici di massa. Inoltre Avremo la possibilità di affacciarci ad alcuni ambienti privati.
Aperture a cura di: DELEGAZIONE FAI DI GROSSETO
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (GR)
TORRI LUNGO LA VIA DEI CAVALLEGGERI GIA' DELLA DOGANA
Le torri fungevano anche come dogana ed erano collegate tra di loro dall'omonima strada percorsa dai Cavalleggeri, spesso figli di aristocratici, scavezzacollo, che pattugliavano il litorale e attaccavano il nemico. Partendo dalla storia della Rocca Pisana di Castiglione e spostandoci fisicamente al Forte di Troia Nuova a Punta Ala vi narreremo la storia di quel perduto tracciato ammirando un panorama mozzafiato ed una natura tra le più belle d'Italia e di come sia importante per il presente la sua conservazione. Sia la Rocca Pisana che il Forte di Troia Nuova sono beni privati eccezionalmente aperti in parte alle visite.
Aperture a cura di: DELEGAZIONE FAI DI LIVORNO
LIVORNO (LI)
ACCADEMIA NAVALE
Il percorso proposto per le Giornate FAI è eccezionale poiché permette di varcare i cancelli e accedere a luoghi che rappresentano il cuore storico e simbolico dell'Accademia Navale: essendo, infatti, zona militare attiva è soggetta a rigorose norme di sicurezza e vigilanza e non è solitamente consentito l'accesso ai visitatori. È un istituto di formazione universitaria di eccellenza, dove vivono e studiano centinaia di allievi ufficiali e l'accesso è solitamente limitato ai soli addetti ai lavori, alle famiglie degli allievi in occasioni specifiche (come il Giuramento) o a eventi istituzionali concordati. Varcare il cancello di San Jacopo non è solo entrare in un monumento, ma scoprire la città “segreta” che da oltre un secolo sorveglia l'orizzonte di Livorno: un'occasione unica per trasformare quel lungo muro di cinta in una porta aperta sulla storia e sul mare.
Questa apertura è resa possibile grazie alla collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa.
PORTOFERRAIO (LI)
FORTE FALCONE
Il percorso esterno conduce i visitatori lungo il perimetro delle fortificazioni, permettendo di leggere la struttura bastionata medicea e di comprendere le strategie difensive del XVI secolo. Il visitatore potrà comprendere come la fortezza fosse concepita non solo come struttura militare, ma come elemento strategico inserito in un più ampio progetto politico e urbano voluto da Cosimo I: la nascita di una città-fortezza moderna, simbolo di potere e controllo sul Mediterraneo. Il percorso offre inoltre punti panoramici straordinari sul centro storico di Portoferraio, sulla rada e sul mare aperto. Percorso interno ‘Vita militare e architettura difensiva’, conduce alla scoperta degli ambienti originari del forte, permettendo di entrare nel cuore della macchina difensiva medicea. La visita approfondisce la quotidianità della vita militare all'interno della fortezza e l'ingegneria militare rinascimentale: spessori murari, sistemi di tiro incrociato, autonomia idrica e logistica in caso di assedio. Particolare attenzione potrà essere dedicata al ruolo strategico dell'Isola d'Elba nei secoli e alle trasformazioni della fortezza fino all'età moderna.
Aperture a cura di: GRUPPO FAI MEDIA VALLE
BARGA (LU)
CONSERVATORIO DI S. ELISABETTA: UNA STORIA AL FEMMINILE
Apertura riservata agli Iscritti FAI o a chi deciderà iscriversi in loco
Durante le Giornate FAI di Primavera 2026, gli Iscritti FAI, accompagnati dai volontari del Gruppo FAI Media Valle e dai membri della Fondazione Conservatorio Santa Elisabetta, potranno visitare il piano terra dell'edificio. La visita inizia dal piccolo atrio del Conservatorio, con le grate che permettevano alle monache di clausura di colloquiare con l'esterno, e prosegue nelle meravigliose sale affacciate sul chiostro centrale, dove si conservano intatti il refettorio, l'antico parlatorio e una saletta con una delle prime fotografie del poeta Giovanni Pascoli nel Barghigiano. Negli spazi visitabili saranno esposti paramenti sacri realizzati dalle monache nel corso dei secoli, una serie di statue vestite (tra cui un significativo Gesù bambino del XV secolo) e alcuni cimeli legati all'uso scolastico della struttura. Il tour si conclude nella Chiesetta delle monache, con le suggestive opere d'arte in essa contenute, tra cui la pala d'altare in terracotta invetriata di Benedetto Buglioni, raffigurante il Beato barghigiano Michele Turignoli, tradizionalmente indicato come fondatore della struttura. Al primo piano sarà inoltre possibile visitare il suggestivo ‘Salotto della Principessa’, luogo in cui nel 1937 fu ospitata la Principessa Maria Josè, per allattare il proprio figlio durante una visita ufficiale alla cittadina; vi si conserva una sua foto ufficiale autografata, donata alle monache in segno di riconoscenza.
LA FORTEZZA SPIRITUALE DEL DUOMO DI BARGA
Durante le Giornate FAI di Primavera 2026, i visitatori avranno l'opportunità di scoprire il complesso architettonico della piccola “acropoli di Barga” dove si sono concentrati fin dal Medioevo i più importanti edifici religiosi e civili della cittadina medicea. La visita partirà dalla terrazza antistante l'edificio del Duomo, che offre una meravigliosa vista sulla Media Valle del Serchio e un suggestivo scorcio sulle Alpi Apuane. Dopo aver osservato le decorazioni architettoniche e scultoree della facciata, realizzate dai maestri comacini in epoca Basso medioevale, il tour proseguirà all'interno del maestoso edificio in pietra locale per scoprire tutti i tesori in esso contenuti, dal recinto presbiteriale marmoreo e il pulpito di Guido Bigarelli (XIII secolo), fino alle colorate maioliche di bottega robbiana. Attraverso le tracce conservatesi, nel pavimento in diaspro rosso di Barga, si potranno ripercorrere i vari ampliamenti che hanno interessato la struttura nei secoli, fino ai danni subiti a seguito del terremoto di Villa Collemandina (1920) e durante la Seconda Guerra Mondiale. Vicino al Duomo e alla torre campanaria, celebre grazie alla poesia pascoliana “L'ora di Barga”, sarà possibile visitare inoltre l'antico Palazzo Pretorio, oggi sede del Museo civico Antonio Mordini.
PIEVE DI LOPPIA: MILLENARIA FENICE DI PIETRA
In occasione delle Giornate FAI sarà possibile visitare l'esterno e l'interno della Pieve di Santa Maria Assunta in Loppia, seguendo un percorso volto ad evidenziare le varie fasi della storia dell'edificio, che lo hanno portato più volte a “morire e rinascere dalle sue ceneri”. Nel corso della visita verranno illustrate le più importanti opere conservatevi, che testimoniano l'importanza del ruolo che la pieve ricopriva per le comunità del distretto, di cui era a capo.
La visita sarà un'occasione speciale per immergersi nell'amenità di uno scrigno di pietra, più volte risorto nei secoli e ancora oggi incastonato tra le verdi e suggestive montagne della Media Valle e della Garfagnana. Nei pressi della struttura sarà possibile inoltre percorrere a piedi un tratto conservato della Via Matildica del Volto Santo e gustare prodotti tipici della zona.
Aperture a cura di: DELEGAZIONE FAI DI LUCCA
LUCCA (LU)
PIEVE DI SAN GIORGIO A BRANCOLI
Scoprirete che la Pieve di Brancoli, che risulta citata in diplomi imperiali di Lotario II (1135) e Federico Barbarossa (1167), ebbe un ruolo significativo nella vita religiosa e amministrativa dello Stato lucchese: dipendente dalla diocesi di Lucca, era centro battesimale e punto di riferimento religioso per l'intera ‘Brancoleria’ e centro di raccolta di decime e tributi. Per Matilde di Canossa, era un avamposto ed un presidio contro l'autorità imperiale. Fu danneggiata nel 1320 durante le guerre tra Lucca e Pisa, restaurata nel XV secolo e nel 1932, preservando intatta la sua struttura romanica originaria del XI e XII secolo.
STORIA E AFFRESCHI DI VILLA BUONVISI, ORA BOTTINI
Magnifici e fastosi sono gli affreschi interni, realizzati alla fine del XVI secolo, attribuiti a Ventura Salimbeni, pittore senese del tardo Rinascimento, qui fortemente influenzato da Raffaello e dalla Farnesina. Le sale sono densamente affrescate con soggetti mitologici greci e romani, celebrativi e allegorici, legati ai temi delle Virtù, delle Scienze, delle Arti e delle divinità classiche. Oltre alle meravigliose sale affrescate, si potrà visitare il piano seminterrato, dove grandi spazi destinati a cucine, dotate di pozzo, forno e addirittura di macelleria, testimoniano della destinazione della Villa a luogo di ricevimento e festa. Il giardino, che è uno spazio importante della villa è attualmente in restauro e chiuso alla visita.
Aperture a cura di: GRUPPO FAI VERSILIA
VIAREGGIO (LU)
MUSEO DELLA MARINERIA ALBERTO GIANNI
Durante le Giornate FAI di Primavera, solo per domenica 22 marzo 2026, oltre ai volontari FAI troverete il personale museale che vi accompagnerà nella visita durante la quale potrete scoprire di più sulla tradizione nautica di Viareggio, delle importanti e interessanti attività dei maestri d'ascia e calafati, dell'attività dei palombari e scoprire gli interessanti reperti storici e artistici del museo.
Aperture a cura di: GRUPPO FAI MASSA
MASSA (MS)
IL GIARDINO INCANTATO: CAMELIE TRA NATURA ED ARTE
Il Giardino fa parte del circuito della Società Italiana della Camelia e ospita ad oggi oltre 500 esemplari appartenenti a 70 specie diverse, tra cui Japonica, Sasanqua, Sinesis, Higo, Reticulata, Rusticana e vari ibridi interspecifici. Il clima mite della zona ne permette infatti la coltivazione di una grande varietà e favorisce, in particolare, la crescita della rara Chrysantha a fiore giallo. Le diverse specie presenti nel giardino fioriscono in momenti differenti, incluso il periodo invernale, accompagnando il ritmo delle stagioni con uno scenario in continua trasformazione, per cui non sarà mai possibile trovare tutte le camelie fiorite insieme nello stesso momento. Oltre alle camelie, "il Giardino Incantato" accoglie una varietà di specie botaniche rare e antiche, azalee, ortensie, magnolie e alcuni degli alberi più suggestivi, tra cui un faggio tricolor, betulle, querce e ginkgo biloba, che contribuiscono ad arricchire la biodiversità e il valore naturalistico del giardino. In un percorso che si snoda tra camelie, varie specie botaniche e sculture realizzate dall'Ing. Franco Lorenzetti, il visitatore sarà immerso all'interno di un vero e proprio museo all'aperto, un microcosmo dove ancora la biodiversità si coniuga con i ritmi della natura. Guidati dalla cortesia e competenza dei proprietari, gli ospiti impareranno ad apprezzare le caratteristiche delle varie specie e a conoscerne gli aneddoti, in un itinerario che li condurrà contemporaneamente attraverso la storia della famiglia Lorenzetti e del loro giardino, in uno spazio dove convivono bellezza e tradizione.
Aperture a cura di: DELEGAZIONE FAI DI PISA
CASCINA (PI)
PIEVE DEI SANTI IPPOLITO E CASSIANO
Gli Apprendisti Ciceroni dell'IIS Pesenti di Cascina, coordinati dalla prof.ssa Cristina Battistin, racconteranno la storia della pieve e del territorio. I visitatori rimarranno affascinati dalla suggestiva vista della chiesa, che emerge isolata dal verde, e scopriranno i numerosi altari all'interno, che riserveranno interessanti sorprese.
PISA (PI)
IN SAN FRANCESCO: CHIESE MEDIEVALI E PALAZZI OTTOCENTESCHI
Una passeggiata di circa 500 metri nel centro cittadino sarà l'occasione per conoscere la storia della città, guidati dagli Apprendisti Ciceroni dell'IIS Pacinotti, coordinati dal prof. Luca Cipriani. Al mattino si visiterà l'interno di Sant'Andrea, trasformata negli anni '80 in uno spazio teatrale d'avanguardia e crocevia di compagnie artistiche contemporanee. Dal 2000 lo spazio è gestito dall'associazione Sant'Andrea Teatro APS, che ne fa una fucina di pensiero e un atelier di formazione attoriale. Nel pomeriggio sarà invece possibile ammirare l'interno di San Pierino e il suo straordinario pavimento cosmatesco. Grazie agli Apprendisti Ciceroni, i visitatori scopriranno, quasi come in un gioco, il risanamento voluto dai Lorena e individueranno un'altra chiesa con caratteristiche peculiari.
L'ARCHIVIO DI STATO
In occasione delle Giornate FAI di Primavera 2026, sabato 21 marzo, l'Archivio di Stato di Pisa, con sede in palazzo Toscanelli, apre eccezionalmente le porte al pubblico per mostrare ambienti abitualmente chiusi ai visitatori. Per questa speciale occasione, infatti, sarà possibile partecipare a una visita guidata che condurrà il pubblico alla scoperta delle sale monumentali del palazzo, delle stanze che custodiscono le antiche pergamene del Diplomatico e dei depositi che raccolgono i documenti più significativi per la storia di Pisa e del suo territorio. Le visite saranno accompagnate dai funzionari dell'Archivio, che illustreranno la storia dell'istituto, della sua sede e dei principali fondi documentari custoditi, offrendo al contempo uno sguardo sulle attività che oggi si svolgono all'interno dell'istituto. Per l'occasione sarà inoltre allestita una mostra documentaria con una selezione dei materiali più rappresentativi della ricchezza e della varietà del patrimonio conservato.
Aperture a cura di: GRUPPO FAI VALDINIEVOLE
PESCIA (PT)
LUIGI NORFINI: ARTISTA PESCIATINO DEL RISORGIMENTO
L'apertura in occasione delle Giornate FAI offre l'opportunità straordinaria di visitare spazi museali recentemente riaperti e di accedere a opere solitamente conservate nei depositi. Il percorso consente di approfondire una figura poco nota del Risorgimento artistico italiano, attraverso materiali inediti e restauri presentati per la prima volta al pubblico.
L'iniziativa valorizza il patrimonio civico di Pescia e rafforza il legame tra storia locale e identità nazionale, in linea con la missione del FAI di conoscenza e tutela.
Aperture a cura di: GRUPPO FAI PISTOIA - MONTAGNA PISTOIESE
PISTOIA (PT)
VILLA FORTEGUERRI
In occasione delle Giornate FAI di Primavera 2026, Villa Forteguerri apre eccezionalmente i propri interni al pubblico.
La visita offre un'opportunità unica per accedere agli ambienti della famiglia Forteguerri, normalmente non visitabili, e per ammirare le opere e le ricche decorazioni che testimoniano un importante capitolo della storia locale. Sarà possibile visitare le sale del piano terreno e del primo piano, oltre a esplorare il suggestivo giardino che circonda la villa.
Aperture a cura di: DELEGAZIONE FAI DI PRATO
PRATO (PO)
CAMERA DI COMMERCIO DI PRATO
Il tessuto metallico esterno si apre solo in una grande finestra al primo piano della facciata principale, facendo dialogare il profilo delle ciminiere industriali, dei monumenti del centro storico e della Calvana con lo spazio più rappresentativo dell'Ente che manifesta, così, la sua trasparenza verso i cittadini. I tagli sulle parti verticali aprono la piazza interna alla città (riportando la vita in un luogo abbandonato) ed evocano in ambiente urbano l'emozione provata di fronte a spettacoli naturali come falesie o canyons. I fronti sulla piazza interna verde, in cui si snodano percorsi in asfalto pigmentato, mantengono le caratteristiche architettoniche originarie. Sulla piazza si staglia un suggestivo percorso vetrato sospeso.
TEATRO POLITEAMA PRATESE
L'apertura consentirà la visione unitaria di tutti gli ambienti attraverso un percorso che porterà alla scoperta anche degli spazi dietro le quinte e delle sale poste al piano nobile. Il racconto del Politeama è anche una storia di rinascita: pensato come un grande teatro popolare ai primi del novecento conosce nuova vita alla fine del secolo scorso grazie ad una mobilitazione popolare. Tra alterne vicende i riflettori restarono accesi fino al 1985 quando venne definitivamente chiuso. A cavallo degli anni Novanta, grazie alla passione e caparbietà di Roberta Betti affiancata dall'imprenditrice Elvira Trentini, fu lanciato un progetto di azionariato popolare, una ‘Public Company’ con il costo di un'azione di sole mille lire, allo scopo di sensibilizzare la città verso il recupero di questa struttura e permettere a tutti di dare il proprio contributo. Il 1994 fu l'anno del battesimo della società per azioni Politeama spa che acquistò il teatro e ne consentì il totale recupero.
Aperture a cura di: DELEGAZIONE FAI DI SIENA
MONTERONI D'ARBIA (SI)
FATTORIA FORTIFICATA DI GRANCIA DI CUNA
Saranno visitabili gli ampi locali colonnati deputati alla conservazione del grano, che rispecchiano la maggiore architettura senese di primo Trecento, coperti ad ogni livello da una diversa tipologia di soffitto, nonché la rampa di accesso che permetteva ai carri trainati da buoi di salire fino in cima. Nell'androne della grancia una nicchia ospita una statua secentesca del beato Sorore, mitico fondatore dell'ospedale senese. Sulle mura dell'edificio permangono stemmi delle famiglie di alcuni rettori, Saracini e Chigi. Per l'occasione è possibile visitare anche i locali del mulino di Monteroni, sulla gora del torrente Tressa. Questo è un itinerario antico, battuto dai viandanti della via Francigena, tornata di gran moda negli ultimi vent'anni, che offre un potenziale di sviluppo turistico a favore del turismo lento.
SIENA (SI)
MONNA AGNESE ISTITUTO TECNICO BIOTECNOLOGIE E LICEO LINGUISTICO
Tracce degli studi che ivi si svolgono al giorno d'oggi, il tutto a testimoniare una fervida attività che nei secoli non è andata scemando. Durante la visita scopriremo gli affreschi di Monna Agnese, l'Ultima Cena di Bartolomeo Neroni detto il Riccio e il San Cristoforo di Domenico Beccafumi. Ci affacceremo poi su un belvedere di Siena inaspettato e particolare.
Beni del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano in Toscana
SAN GIMIGNANO (SI)
TORRE E CASA CAMPATELLI
Delle 72 antiche torri che hanno reso celebre San Gimignano, solo 14 sono sopravvissute fino ad oggi a connotare l'inconfondibile profilo del più celebre borgo medievale italiano. Tra queste spicca anche quella dei Campatelli, una famiglia di imprenditori e proprietari terrieri fiorentini che da inizio Ottocento legò il suo nome a questa casa-torre di 28 metri eretta a metà del XII secolo, oggi la sola ad aver conservato il volume unico originario della costruzione, completamente vuoto. La famiglia acquistò l'intero complesso e ne fece una dimora alto-borghese giunta a noi intatta nell'aspetto e nell'atmosfera grazie a Lydia Campatelli, che nel 2005 lasciò la casa al FAI a condizione che fosse aperta al pubblico.
PESCAGLIA (LU)
TEATRINO DI VETRIANO
La storia del Teatrino di Vetriano risale al 1889 quando l'ingegnere Virgilio Biagini affidò alla piccola comunità un fienile da adibire a teatro. Fu inaugurato grazie all'operosità degli abitanti del borgo nel 1890 che accolsero con grande favore la donazione dando vita a una “Società Paesana”, che si autotassò con versamento una tantum di 2 lire e poi di 50 centesimi al mese per costruire un teatro di 71 metri quadrati, 60 posti in platea e 20 su due ordini di balconate, ad oggi il teatro storico pubblico più piccolo del mondo. Nato come spazio di aggregazione sociale e culturale, ospitava opere liriche, prosa e commedie musicali. Dopo un periodo di declino nel secondo Novecento, è stato restaurato e riaperto grazie all'intervento del FAI, che ne ha restituito l'identità storica e la funzione culturale.
Fonte: Regione Toscana e Fai