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Caso Cocci, accuse di revenge porn e diffamazione per Poggianti. Lui si difende: "Illazioni, ho già querelato"

Andrea Poggianti (foto gonews.it)

Notificato a Poggianti l'atto di conclusioni indagini sul 'caso Cocci': accuse di diffamazione e diffusione illecita di materiale intimo. Lui si difende

È stato notificato ad Andrea Poggianti, 36enne capogruppo di Centrodestra per Empoli, l'atto di conclusioni indagini in merito all'inchiesta riguardante Tommaso Cocci, ex capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Comunale a Prato, e candidato in pectore alle Regionali, il quale ha denunciato di essere destinatario di lettere anonime e presunti ricatti contenenti anche foto intime.

Poggianti è accusato in concorso dei reati di revenge porn, tentata violenza privata e diffamazione, quest'ultima ai danni sia di Cocci che dell'allora parlamentare Chiara La Porta. Secondo l'accusa Poggianti avrebbe fatto circolare lettere anonime con foto intime di Cocci e accuse infamanti, e avrebbe tentato di screditare La Porta. Nell'Iphone di Poggianti e in una pennetta Usb, da quanto si appredne, sarebbero state trovate due o tre foto intime finite poi nelle lettere inviate, oltre ad un elenco di politici e testate giornalistiche che erano in possesso delle foto.

Tra i documenti dell'inchiesta ci sarebbero anche lettere che fanno riferimento a una loggia massonica di cui Cocci sarebbe stato segretario. Dalla Procura si fa sapere che i reati sarebbero stati commessi in concorso con altri soggetti.

I fatti, da quanto sii apprende, sarebbero stati collocati tra settembre 2024 e settembre 2025. La Procura sta continuando le indagini, mantenendo il massimo riserbo su molti dei punti non ancora chiariti.

Al momento sarebbe invece stata stralciata la posizione di Claudio Belgiorno, che sarebbe indagato in un altro fascicolo insieme ad altre persone, ma non è chiaro se la sua posizione sarà archiviata o meno.

Poggianti: "Sono illazioni, dimostrerò mia estraneità"

Poggianti rigetta le accuse mosse dalla Procura: "Dimostrerò la mia estraneità in questi giorni e anche il fatto che sia una cosa orchestrata ad arte".

Poggianti si difende intanto contestando che le foto inviate siano le sue: "Su una decina di foto che erano in queste delazioni anonime ne hanno trovate soltanto due in fase di cancellazione del 2022. Quindi, come faccio ad avere le altre, come faccio ad averle fatte rinascere dal 2022. Ribadisco che l'inizio di queste lettere sia stato dal ottobre 2024  quando io mi sono sposato il 22 settembre, sono partito il 24 settembre 2024 e sono tornato il 21 ottobre 2024. Le prime lettere sono arrivate prima, quando io ero in Australia, Nuova Zelanda, Polinesia, dove sono stato quasi un mese, 29 giorni. Manca quindi proprio la mia presenza fisica nel continente. Sono state trovate tre foto, ma di cui di nudo soltanto due, poi leggermente diverse rispetto a quelle che hanno messo sulle lettere. Quindi non c'è neanche la prova di come io possa averle modificate o manipolate in qualche modo. Poi, ripeto, su tre foto, su una decina, io come potrei avere le altre, come potrei aver fatto rivivere foto che erano in fase di cancellazione?"

Poggianti spiega poi che "non c'è prova che io abbia inviato nulla" : "Non è stato trovato un Word o un PDF nei miei tre computer utili per poi mandarlo in stampa. Le stampanti è stato detto potrebbero essere compatibili con il modello, ma non è stato detto che sono quelle lì. Non conosco tutti i destinatari, non conosco gli indirizzi, non c'è prova che io abbia inviato nulla, non c'è prova alcuna che io abbia comprato dei francobolli o delle buste, apposite. Non c'è poi una traccia di DNA, non c'è una traccia delle mie impronte digitali che ho conferito".

"Tutto - conclude Poggianti - va sulla base di illazioni e dichiarazioni di alcuni esponenti di FdI che sono stati a mia volta querelati il 5 febbraio 2024 per accuse infamanti nei miei confronti".

Infine critica il movente: "Se il movente fosse stato di sbarrare la strada a Cocci, qualcuno mi spiega come mai ho atteso le regionali di autunno 2025 quando se avessi voluto riversare su di lui o sulla La Porta la mia mancata candidatura su Empoli, l'avrei dovuto farlo per il giugno 2024, un anno e mezzo prima. Non ha proprio senso"

 

L'inchiesta di Prato

L'inchiesta si è intersecata con un'altra indagine della Dda di Firenze che riguarda l'ex sindaca di Prato Ilaria Bugetti, del Pd, dimessasi a seguito delle accuse, e Riccardo Matteini Bresci, imprenditore tessile e suo noto sostenitore politico, entrambi indagati per corruzione.

Secondo quanto ricostruito Matteini Bresci rappresenterebbe il legame tra le due vicende: l'imprenditore, fondatore del gruppo Colle avrebbe esercitato una significativa influenza anche in ambiti massonici, promuovendo Cocci come segretario della loggia.

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