"La fine della frontiera" di Daniele Pasquini, edito da NN Editore, è uno di quei libri che restituiscono il piacere del racconto. Non è solo un romanzo western, è una trepidante storia d'avventura, spalmata su più decenni e su più chilometri, dalla Lunigiana alla California passando per la Caienna, la Pennsylvania, Little Bighorn e Parigi. Come nel precedente "Selvaggio Ovest" il giovane scrittore originario di Pontassieve mostra di essere una penna finissima, un grande creatore di personaggi e soprattutto uno straordinario narratore, di quelli che mettono ogni tessera del puzzle nel posto giusto.
Ne "La fine della frontiera" si seguono varie vicenda: Dante, rimasto orfano, parte dalla Toscana e arriva in America assieme a Adele, sua conterranea conosciuta nel tragitto; sempre in America c'è Carlo Di Rudio, sfuggito agli orrori del carcere e bollato come terrorista, che deve rifarsi una vita assieme alla moglie Eliza; e poi troviamo gli indiani, i banditi, i buoni e i cattivi, in pratica non manca nulla. Pasquini è veramente abile nel giostrare i personaggi, nell'avvicinarli per poi allontanarli, tenendo tutto insieme con maestria e facendoci appassionare a una storia che è sia d'amore che di guerra che di amicizia.
Particolarmente apprezzabili sono i personaggi femminili, quanto di più lontano dagli stereotipi: sia Adele sia Eliza sono due eroine 'umili', due donne forti che non subiscono la Storia ma che coi loro comportamenti contribuiscono a scrivere. A questo si aggiunge una scrittura serrata, talvolta cinematografica, senza fronzoli ma neppure così priva di riflessioni e momenti in cui il respiro si fa più ampio: come se fosse quasi un racconto orale, tramandato di generazione in generazione. Non è facile trovare un romanzo così, in cui ogni pagina ha una sua luce, in cui tutto sta in piedi meravigliosamente.
Titolo: La fine della frontiera
Autore: Daniele Pasquini
Casa editrice: NN Editore
Anno di pubblicazione: 2026
Pagine: 496
Prezzo di copertina: 20 euro
