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In viaggio per Auschwitz, Giani e Nardini ai partecipanti: "Voi testimoni di memoria"

L'ingresso di Auschwitz

E’ partito il treno con oltre quattrocento studentesse e studenti e quaranta universitari. Arriverà al campo di sterminio nazista il 24 marzo

“Per noi siete ambasciatori della memoria” dice il presidente della Toscana Eugenio Giani rivolto alle oltre quattrocento studentesse e studenti delle scuole superiori di tutta la Toscana (e circa quaranta studentesse e studenti universitari) in attesa di salire sul treno partito oggi alle 14.13 da Firenze Santa Maria Novella e che arriverà alle otto di domani mattina, 24 marzo, ad Oswiecim in Polonia,  il paese dove sorge il campo di sterminio nazista di Birkenau e il campo e museo di Auschwitz.

E’ il dodicesimo viaggio dal 2002: il primo “Treno della Memoria” che riparte dal 2019 dopo la pandemia, preceduto l’anno scorso da un viaggio in pullman nei luoghi italiani della deportazione, da Fossoli alla Risiera di San Sabba.  “Un viaggio impegnativo – si sofferma Giani - carico di emozioni e che vi segnerà la vita. Oggi potrà sembrare una parola d'enfasi, ma vi renderete conto che non è così e che è la realtà”

“Coi voi, che siete qui anche per una scelta di valori – prosegue –, ci saranno due testimoni che hanno vissuto sulla loro pelle quell’abisso dell’umanità che furono i campi di sterminio nazisti: in Polonia sarete infatti accolte da Andra e Tatiana Bucci, le sorelline che all’epoca avevano quattro e sei anni, deportate perché semplicemente ebree, senza responsabilità, sopravvissute a Mengele, quel medico pazzo che utilizzava i bambini deportati (per lo più gemelli ndr) per i suoi esperimenti”.

Nel suo intervento Giani sottolinea la “responsabilità storica di nazisti e fascisti complici e colpevoli dei 47 milioni di morti della seconda guerra mondiale e dei milioni di deportati uccisi”: una responsabilità “che non riguarda solo Hitler e Mussolini ma diffusa”. Parla di pace e del complicato scenario internazionale che il mondo sta vivendo, con la guerra che si allarga, dal Medio Oriente all’Ucraina all’Iran.

Sul treno Giani non ci sarà: la Regione sarà rappresentata  dall’assessora all’istruzione e alla cultura della Memoria Alessandra Nardini e, per il Consiglio regionale, dal consigliere Luca Rossi Romanelli.  Partecipa al viaggio anche il presidente del Parlamento degli studenti Sergio Angarano.

Anche l’assessora Nardini parla a ragazze e ragazzi e si sofferma su come dal Treno della Memoria si torni diversi.  “Sarà un viaggio importante – dice -  che cambierà ognuna e ognuno di voi perché un conto è leggere e studiare, un conto è vedere con i propri occhi i luoghi dell'orrore, ascoltare chi, come Andra e Tatiana, l'ha vissuto: si conosce così, davvero, l'abisso più profondo toccato dall'umanità”.  “Abbiamo voluto fortemente investire su questo tipo di percorso – prosegue -, un percorso che non inizia oggi e che non finirà quando torneremo in Italia, un viaggio fatto di studio e approfondimento. Iniziato nei mesi scorsi con la formazione delle e dei docenti e che proseguirà con attività di restituzione nelle vostre classi e nelle vostre scuole”.

“Questa – ribadisce Nardini - non è una gita. Non siamo turiste e turisti come qualcuno a volte prova a raccontare.  Questo è piuttosto un pellegrinaggio laico e noi avremo un privilegio e un grandissimo onore: quello di poter attraversare quei luoghi dell'orrore accompagnati da Andra e Tatiana Bucci”. “Ascolteremo la loro testimonianza  - spiega - e assisteremo anche ad un concerto di musica romanì, che ci aiuterà a riflettere su quanta bellezza ci saremmo persi se quel disegno  criminale di cancellazione e sterminio fosse riuscito e sarà un modo per ricordarci, anche attraverso la musica, che anziché odio vogliamo seminare semi di pace”.

Prima di arrivare ad Auschwitz e Birkenau le ragazze e i ragazzi saranno coinvolti durante il viaggio a bordo del treno, il primo giorno dopo le le otto di sera e poi ancora al ritorno, in laboratori di approfondimento assieme alle rappresentanti e ai rappresentanti delle comunità che sono state discriminate e deportate e alle associazioni antifasciste e della Resistenza: comunità ebraiche, rom e sinti, comunità LGBTQIA +, deportati politici, internati militari italiani, persone con disabilità fisica e psichica, testimoni di Geova e “tutte e tutti coloro  - per dirla con le parole dell’assessora Nardini - che per il nazifascismo erano considerati diversi, inferiori e meno degni di vivere”.

“Questo viaggio – sottolinea Nardini -  non è solo una commemorazione: non vuole essere solo una celebrazione ma un seme per costruire un presente e un futuro di pace. La scuola ha soprattutto questo compito: formare cittadine e cittadini liberi e consapevoli e, oggi più che mai, costruttrici e costruttori di pace, in uno scenario internazionale che torna veramente a farci paura, dove odio, guerre e massacri insanguinano il mondo e dove il diritto internazionale viene quotidianamente calpestato e sembra tornata di moda la legge del più forte e tentativi di deportazione.” “Noi – conclude - attraverso la Memoria vogliamo provare a costruire un presente e un futuro diverso: al posto dei muri vogliamo costruire ponti, ponti di dialogo e di convivenza pacifica”.

“Ecco perché questo viaggio, oggi è ancora più importante che in passato  – si rivolge l’assessora a ragazze  e ragazzi -: vi aiuterà anche a riconoscere quei segnali pericolosi che non dobbiamo assolutamente sottovalutare,  quei tentativi di negazionismo e di revisionismo che anche nel nostro Paese purtroppo sembrano troppo spesso attecchire.  E ci aiuterà anche a capire e a comprendere le responsabilità che nel nostro Paese ebbe il fascismo e su cui non possiamo assolutamente tacere”. Con le parole della deportata e senatrice Liliana Segre Nardini esorta studentesse e studenti "ad essere sentinelle di Memoria, mai indifferenti"

Fonte: Regione Toscana

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