L’ospedale San Pietro Igneo di Fucecchio questo pomeriggio è stato al centro di un sopralluogo che ha permesso di fare il punto su una realtà che unisce, in un’unica area contigua, l’alta specializzazione ortopedica del Cesat e la nuova Casa di comunità.
A visitare la struttura – in occasione dell’iniziativa “Scoprire Fucecchio” organizzata dal Comune – sono stati l’assessora regionale al Diritto alla salute Monia Monni, la sindaca Emma Donnini e il direttore generale dell’Ausl Toscana Centro, ingegner Valerio Mari, la direttrice dei Servizi sociali, dottoressa Rossella Boldrini. A illustrare le caratteristiche dello storico ospedale fondato nel 1834 sono stati la direttrice del presidio ospedaliero di Empoli, dottoressa Francesca Bellini, il direttore dell’Ortopedia protesica di Fucecchio Simone Nicoletti, il dottor Federico Manzi della direzione di presidio quindi Loriana Meini direttrice infermieristica ospedale e territorio dell'Empolese, il direttore del Coordinamento sanitario della zona Empolese, dottor Paolo Amico, e il direttore dell'Area manutenzione e gestione investimenti di Empoli, ingegner Luca Tani, il direttore della Società della salute Franco Doni. Ha presenziato anche la consigliera regionale Brenda Barnini.
La visita alla struttura è partita dal blocco A, sede della struttura di Ortopedia protesica, oltre che della Cardiologia con il servizio ambulatoriale, gli ambulatori della Dermatologia, la Radiologia con Tc, Rx e mammografia e la preospedalizzazione, il servizio di Riabilitazione per pazienti esterni, il Consultorio, il poliambulatorio con le specialistiche di Ortopedia, Urologia, Chirurgia generale, Senologia, Chirurgia vascolare, Fisiatria, medico competente. Si aggiungono il Centro donazioni sangue e trasfusionale quindi il Punto di primo soccorso e la centrale operativa 118 con il centro coordinamento maxi-emergenze della zona Empoli Valdarno-Valdelsa.
Il Cesat (Centro di eccellenza sostituzione articolare della Toscana) si conferma protagonista del blocco A dove sono presenti anche 2 sale operatorie. Nato nel 2008 è inserito nella struttura di Ortopedia protesica diretta dal dottor Simone Nicoletti. Il centro rappresenta un punto di riferimento per la chirurgia di anca, ginocchio e spalla, con un’attività in costante crescita che nel 2025 ha raggiunto i 1338 interventi.
«Sono piacevolmente sorpresa perché, sebbene si tratti di un ospedale di piccole dimensioni – ha detto l’assessora al Diritto alla salute, Monia Monni –, rappresenta una grandissima eccellenza. Peraltro, in un settore, quello dell'ortopedia, su cui abbiamo intenzione di investire. La Toscana ha fatto una grande battaglia a livello nazionale per bloccare le fughe verso altre regioni e soprattutto verso il privato di altre regioni, perché queste fughe, spesso determinate da meccanismi opportunistici, spostano risorse fondamentali dal sistema pubblico a quello privato. Però non basta bloccare le fughe, bisogna anche essere in grado di dare risposte di qualità e rapide sul nostro territorio. Quindi qua noi prevediamo di investire e di continuare a crescere», ha concluso la rappresentante della giunta regionale.
Il Cesat quindi non è solo volume di attività, ma anche innovazione tecnologica. Oltre alla chirurgia protesica mini-invasiva, il centro si occupa di medicina dello sport, chirurgia artroscopica e trattamenti ecoguidati.
«È importante potenziare la capacità di risposta del sistema pubblico per ridurre sensibilmente la mobilità passiva – ha dichiarato il direttore generale Valerio Mari –. Puntiamo quindi a ottimizzare l'uso delle sale operatorie per offrire ai cittadini risposte d’eccellenza vicino a casa».
«La forza di Fucecchio risiede nell’alta specializzazioni delle prestazioni, coniugata alla prossimità dei percorsi – ha detto la dottoressa Francesca Bellini – Stiamo lavorando a una riorganizzazione logistica che migliorerà l’accoglienza e la sicurezza di tutto il presidio».
La visita ha toccato anche i blocchi B e C, dove i cantieri Pnrr stanno ridisegnando l'assistenza di prossimità.
Nel blocco B saranno presenti un Punto prelievi, un ambulatorio infermieristico aziendale, un ufficio amministrativo aziendale (anagrafe sanitaria, esenzioni, ausili, accettazione prelievi)
La visita al blocco C ha rappresentato l'ultima e importante tappa del sopralluogo. È qui che deve aprire i battenti la Casa di comunità che ospiterà medici di medicina generale, pediatri, infermieri di famiglia e servizi sociali, creando un ponte diretto tra ospedale e territorio.
«Quella di oggi è stata un’occasione importante per vedere da vicino il lavoro che si sta portando avanti su tutto il presidio insieme all’assessora Monni – ha dichiarato la sindaca Emma Donnini –. L’ospedale San Pietro Igneo si conferma una realtà strategica non solo per Fucecchio ma per un’area più vasta, grazie alla qualità dei servizi offerti come dimostrato dalla continua crescita del Cesat, eccellenza per la chirurgia artoprotesica.
«Gli interventi nei blocchi B e C e la nuova Casa di comunità, ormai prossima all’attivazione, rappresentano un salto di qualità nell’assistenza territoriale, con servizi integrati e un presidio attivo 24 ore su 24. Tutto questo rientra nel piano regolatore sociale che è uno degli obiettivi più importanti di questa amministrazione dove al centro si mettono i cittadini e i loro bisogni sociosanitari. Abbiamo anche visitato la rsa Le Vele, altro luogo dove i bisogni dei nostri cittadini fragili trovano risposta».
Accompagnati dal dottor Paolo Amico e dall’ingegner Luca Tani, la delegazione ha ispezionato i cantieri della nuova Casa di Comunità, i cui lavori di riqualificazione funzionale, iniziati nel gennaio 2024, sono ormai alle battute finali.
Con un investimento complessivo di 1,95 milioni di euro, il blocco C si svilupperà su 400 metri quadrati distribuiti su due livelli.
«La consegna è prevista per la fine del mese di marzo, e già da aprile si procederà con l’attivazione dei servizi», ha spiegato l’ingegner Luca Tani, dettagliando gli interventi che si sono concentrati su miglioramento sismico, adeguamento antincendio e rifacimento totale degli impianti di climatizzazione ed elettrici.
«La vera innovazione è l'assistenza h24 garantita da medici organizzati in un unico gruppo - ha precisato il dottor Paolo Amico -. Questo assicura al cittadino una risposta costante: il proprio medico nei feriali e la continuità assistenziale nelle ore notturne e nei festivi».
La Casa di comunità ospiterà 15 ambulatori (8 al piano terra e 7 al primo piano) e funzionerà con un modello organizzativo rivoluzionario per il territorio: sarà aperta h24, 7 giorni su 7. Al piano terra troveranno spazio il Servizio sociale, il Punto unico di accesso (Pua), l’Infermiere di famiglia e la Continuità assistenziale.
Inizialmente, con possibilità di ampliamento, saranno presenti due medici di medicina generale che hanno dato la disponibilità a trasferirsi nella Casa di comunità. A questi si aggiungono i medici del ruolo unico di assistenza primaria che avranno un ambulatorio medico aperto tutti i giorni, dalle 8 alle 20, con prosecuzione dalle 20 alle 8 a integrazione della continuità assistenziale.
La struttura sarà anche un centro diagnostico avanzato dotato di spirometro, ecografo, elettrocardiografo e strumentazione per la telemedicina, oltre a spazi dedicati all'empowerment dei pazienti cronici e alla fisioterapia di comunità.
Fonte: Azienda Usl Toscana Centro - Ufficio stampa
