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Alluvionati 14 marzo: "Dopo un anno Empoli rimane esposta al rischio"

La frazione di Ponzano (Empoli) durante l'alluvione del 14 marzo 2025

Ecco il comunicato del gruppo 'Alluvionati 14 marzo', redatto a un anno dall’alluvione che ha colpito il territorio di Empoli

A un anno dall’alluvione che ha colpito Ponzano, il gruppo Alluvionati 14 marzo torna a farsi sentire, riunendosi "non per una semplice commemorazione, ma per denunciare un termine critico ormai scaduto". Un anniversario che diventa occasione per fare il punto sulla sicurezza del territorio, giudicata ancora insufficiente nonostante il tempo trascorso.

La nota completa degli Alluvionati 14 marzo

Questa ricorrenza rappresenta lo spartiacque per valutare l'efficacia delle politiche di sicurezza urbana: dodici mesi sono un tempo sufficiente per passare dall'emergenza alla pianificazione, eppure il territorio resta fragile.

La sicurezza non è un optional né una concessione, ma un diritto primario. Non è più accettabile che l’incessante rischio idrogeologico minacci la nostra comunità, mettendo a repentaglio i ricordi di una vita e i sacrifici degli abitanti. Non permetteremo che il fango spazzi via tutto a causa dell’assenza di manutenzioni certificate e di investimenti strutturali.

Nonostante l’alluvione del 14 marzo abbia colpito con particolare violenza la zona di Ponzano, l’emergenza ha interessato un'area ben più vasta. La criticità diffusa in numerose altre frazioni testimonia una fragilità strutturale dell'intero territorio comunale; per tale ragione, all'iniziativa aderiranno anche gli altri comitati locali nati in questo periodo.

La genesi del disastro: oltre l’evento eccezionale

L'analisi tecnica post-evento smentisce la narrativa della sola "bomba d'acqua". Il disastro di Ponzano è il risultato di una sinergia tra gestione idraulica di bacino e collasso della rete fognaria. I dati del Consorzio LaMMA sembrerebbero confermare un'anomalia: la quantità di pioggia caduta su Ponzano risulterebbe inferiore rispetto a quella delle frazioni circostanti.

Nonostante ciò, Ponzano ha subito i danni più devastanti. Il rigurgito fognario è stato il fattore primario, verificatosi prima dello "strappo" arginale dell'Orme, che ha consolidato la situazione critica senza modificare significativamente le quote dell’acqua.

Un possibile fattore concausale, anche se indiretto, potrebbe essere la gestione dei rilasci dal lago di Bilancino proprio mentre il reticolo minore necessitava di defluire.

Il ruolo delle cateratte

L'innalzamento dell'Arno, alimentato anche dai rilasci di Bilancino, ha imposto la chiusura delle cateratte. Senza un adeguato sistema di pompaggio, la rete fognaria si è trasformata in un bacino chiuso: l'acqua, impossibilitata a defluire, è risalita dalle caditoie allagando garage e abitazioni.

Cronaca di un anno sospeso: l’inadeguatezza degli interventi

Dall'aprile 2025 a oggi si è assistito a un rimpallo di responsabilità tra Comune e Acque SpA. L'Amministrazione ha mostrato un atteggiamento contraddittorio: da un lato nega la responsabilità della rete fognaria, dall'altro esegue interventi strutturali sulla stessa tramite Acque SpA, andando oltre la manutenzione ordinaria e ammettendone implicitamente le criticità.

Un esempio è il cantiere di via del Giardino, avviato solo recentemente nonostante le segnalazioni del comitato e attualmente fermo.

La manutenzione delle caditoie appare sottodimensionata e insufficiente a garantire la sicurezza di un’area già fragile. Inoltre, le ispezioni hanno evidenziato tombini asfaltati e non accessibili, rendendo impossibile la manutenzione ordinaria e aggravando il rischio idrogeologico.

Il registro delle promesse mancate

L’ultimo intervento strutturale sulla rete fognaria di Ponzano risale al 1996. L’aumento dell’impermeabilizzazione e dei carichi urbanistici ha reso quel sistema obsoleto.

Ad oggi risultano mancanti opere strategiche annunciate il 15 aprile 2025, senza un cronoprogramma chiaro.

Le ispezioni hanno inoltre rilevato difetti strutturali nelle condotte, come pendenze irregolari e “scalini” che favoriscono l’accumulo di detriti.

Restano irrealizzate opere fondamentali come le casse di espansione “Coltellina” e del Cimitero, mentre l’idrovora “Sopra Fosso”, prevista per mitigare la chiusura delle cateratte, non è ancora stata installata né progettata in modo definito.

Infine, non è stata formalizzata una sospensione generalizzata delle nuove lottizzazioni nelle aree critiche, nonostante la saturazione della rete. Preoccupazione viene espressa anche per l’impatto della nuova bretella sul carico idraulico complessivo.

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