gonews.it

Montelupo, sette giorni di chiusura per il Circolo 'Il Progresso': "Non lasciateci soli"

Fonte foto: Facebook

Il direttivo esprime "profondo rammarico": la presenza di soggetti problematici era stata più volte segnalata, chiedendo alle forze dell'ordine maggiore vigilanza. "Colpiti chi subisce, non chi crea il problema"

In merito alla recente sospensione per sette giorni della licenza del Circolo ARCI 'Il Progresso' di Montelupo, provvedimento disposto dal Questore di Firenze lo scorso 26 marzo, il Consiglio Direttivo ha rilasciato una nota in cui ribadisce il dovere "di fare chiarezza di fronte alla cittadinanza e ai soci".

La decisione di sospendere la licenza era stata maturata dopo una serie di episodi registrati nell'ultimo mese all'interno e nei pressi del circolo. Tra questi, fenomeni legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e diverse turbative dell'ordine pubblico. In particolare, risale al gennaio 2026 un episodio in cui, nelle immediate vicinanze del locale, erano stati accesi fumogeni da stadio, provocando le proteste dei residenti della zona.

"Vogliamo essere chiari: siamo e saremo sempre dalla parte della legalità - commentano dal Circolo ARCI -. Rispettiamo il lavoro delle Forze dell'Ordine e l'iter previsto dalla legge. Tuttavia, non possiamo nascondere il profondo rammarico per come questa vicenda è stata rappresentata".

Il direttivo sostiene di aver "segnalato più volte nel tempo, formalmente e informalmente, la presenza di soggetti problematici orbitanti lì e nelle aree limitrofe", chiedendo "ripetutamente una maggiore vigilanza".

"Siamo stati noi i primi a chiedere aiuto, proprio per evitare che la situazione degenerasse - proseguono -. Oggi la sanzione colpisce chi subisce il problema, non chi lo crea".

La chiusura forzata per una settimana, spiegano dal Circolo, ha avuto un impatto non solo economico, ma "un danno di immagine. La gogna mediatica ha trasformato un presidio sociale in un caso di cronaca nera. Significa indebolire la rete di protezione della nostra comunità. Se un circolo chiude o viene etichettato negativamente, la strada diventa meno sicura per tutti, perché si perde un luogo di controllo sociale e partecipazione".

Nonostante le difficoltà, il Circolo non intende arrendersi. "Questa settimana di stop ci servirà per riorganizzarci, ma chiediamo con forza alle istituzioni e alle autorità di non lasciarci soli nella gestione della sicurezza del territorio. Un presidio sociale è un bene comune: difenderlo dalle cattive frequentazioni deve essere una priorità condivisa, non solo un onere sulle spalle dei volontari".

L'invito, infine, del Circolo è rivolto ai cittadini e ai soci chiedendo loro di stargli vicino e frequentare il locale, "con ancora più convinzione alla riapertura. Il Circolo è di chi lo vive bene, non di chi lo disturba", concludono.

Exit mobile version