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Guerra e rincari in agricoltura, l'allarme di Coldiretti: "Produzione costa +200 euro a ettaro"

(foto di archivio)

Costi di produzione in forte aumento per fertilizzanti, gasolio e materie prime. "A rischio la sovranità alimentare del Paese"

L’aumento dei costi di produzione legato al conflitto in Iran pesa in modo significativo sull’agricoltura italiana, con rincari fino a 200 euro per ettaro e un incremento medio superiore al 30% dei principali fattori produttivi. È quanto emerge dalle stime del Centro studi Divulga presentate da Coldiretti durante l’assemblea regionale a Firenze.

Secondo l’organizzazione, "l'aumento incontrollato di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori di produzione legato alla guerra in Iran sta costando fino a 200 euro a ettaro alle aziende agricole italiane", mettendo in difficoltà le coltivazioni e "a rischio la sovranità alimentare del Paese".

L’impatto varia a seconda dei comparti: nel settore olivicolo i costi sono cresciuti di circa 205 euro a ettaro, mentre per i cereali si registrano aumenti medi tra 65 e 80 euro, con picchi fino a 200 euro per il mais. Incrementi che si riflettono anche sugli allevamenti, dove l’alimentazione del bestiame risente del rincaro delle materie prime.

Aumentano anche i costi per la produzione di latte, con un aggravio di circa 40 euro a tonnellata, mentre nel comparto suinicolo si stimano 25 euro in più per capo allevato. Nei frutteti, infine, i rincari arrivano fino a 35 euro per tonnellata.

Particolarmente marcato l’aumento dei fertilizzanti: l’urea ha raggiunto gli 815 euro a tonnellata, con un incremento del 40% rispetto a fine febbraio, mentre il nitrato ammonico ha toccato i 500 euro a tonnellata (+21%). In forte crescita anche il prezzo del gasolio agricolo, passato da circa 0,85 a 1,38 euro al litro.

Un quadro che, secondo Coldiretti, rischia di compromettere la sostenibilità economica delle aziende agricole e la tenuta complessiva del sistema agroalimentare nazionale.

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