Residenti di San Donato: "Allagamenti dalle fogne. Quando piove abbiamo paura"

Via Cherubini San Donato, San Miniato, marzo 2025
"Uno tra i residenti più anziani del quartiere ha detto: 'Prima di morire spero di vedere questa situazione in sicurezza dal punto di vista idraulico, la sto lasciando ai miei figli e ai miei nipoti'". La zona è quella sud ovest di San Donato, frazione di San Miniato, che confina con il rio Pratuccio e il residente è uno dei 95 firmatari di una petizione, datata 7 novembre 2025, che chiedeva "valutazione e conseguente intervento per situazione a rischio sanitario, ambientale e idraulico". Parlano di "paura di ulteriori allagamenti", "cattivi odori" e "svalutazione del patrimonio immobiliare", disagi che "hanno seriamente compromesso la qualità della vita di noi residenti". "Tutti hanno le paratie davanti casa" riferisce un altro abitante, dallo stesso gruppo della raccolta firme. "In caso di alluvione a chi dobbiamo rivolgerci? Qui l’acqua che allaga non viene dal cielo, ma dalle fognature".
La zona delle segnalazioni
La zona sotto la lente d’ingrandimento è quella tra via Cimarosa e limitrofe, nell’area a sinistra della Sp44 che attraversa il paese in direzione Santa Croce sull’Arno. Le case si trovano nei pressi del rio Pratuccio che "dopo il passaggio attraverso un tratto tombato (palesemente ostruito)" secondo la petizione, arriva alla cateratta su via Arginale per sfociare in Arno. L’area, da anni sulle cronache per i problemi idraulici, viene definita dal gruppo di residenti "da sempre, e non solo per i recenti mutamenti climatici, a rischio idrogeologico con ripetuti e facilmente documentabili allagamenti subiti, con ingenti danni", come nel marzo 2025, quando più parti della Toscana sono state colpite dall’emergenza meteo, che non ha risparmiato neanche il territorio di San Miniato.
"Fosso attraversato dalle acque nere"
A pochi metri dalle case "questo fosso viene attraversato dalle acque nere dello scarico fognario, che si rovescia in un passaggio artificiale al di sotto del fosso raggiungendo una vasca dalla quale viene sollevato da una pompa riprendendo il tragitto verso l’impianto di depurazione con una pendenza maggiore" si legge ancora nella petizione, dove viene sottolineato come l’incrocio vicino a proprietà private, "già a cose 'normali' genera aria malsana, cattivi odori e pericolo per coloro che nelle immediate vicinanze coltivino un orto e allevino qualche animale da cortile". Il tutto "funziona solo fin quando il livello del fosso rientra nel passaggio sopraelevato che attraversa la fogna".
Ma se il livello sale in caso di pioggia i flussi, come denunciato ancora dai residenti, si inglobano: "La pompa di sollevamento smette di funzionare. Accade quindi che per il principio dei vasi comunicanti anche il livello della fogna salga vertiginosamente creando la fuoriuscita nei tombini stradali e allagamenti dei garage privati che, nella zona, sono tutti seminterrati", dotati di pompe antiallagamento che "funzionano ininterrottamente" con "notevole consumo di energia elettrica, per famiglie su cui già grava la spesa degli oneri di depurazione in bolletta e che quindi già pagano un servizio per lo smaltimento delle acque reflue e che invece, a loro spese, devono pompare fuori dalle loro abitazioni le acque fognarie". Una situazione "ultimamente peggiorata molto probabilmente a causa dei nuovi allacci al sistema fognario, che hanno visto un notevole incremento di portata dell’impianto con sversamento di una quantità molto maggiore di liquame fognario in un punto già critico".
Doppia petizione. "Chiediamo di poter stare tranquilli quando piove"
Da qui l’appello per valutazioni e messa in sicurezza indirizzato, a seconda dell’ambito di competenza delle richieste, al sindaco di San Miniato, Acque Spa, Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, Arpat, Asl Toscana Centro, carabinieri forestali e polizia municipale. Alla prima petizione, da quanto appreso, hanno fatto seguito le risposte di alcuni degli organi citati che hanno generato una seconda petizione, datata 17 febbraio e sottoscritta da una cinquantina di residenti.
Ad Acque i cittadini chiedono di specificare in che modo in un regime di fognatura mista, come riporta la petizione citando l’ente "raccoglie sia le acque "nere" degli scarichi domestici che le acque "bianche" provenienti dalle caditoie stradali", avviene la separazione delle stesse e l’invio in depurazione delle acque nere. All’Asl richiesta nuova valutazione alla luce di quanto esposto dal Consorzio di Bonifica Basso Valdarno che ha rilevato come al rio Pratuccio afferisca "il 'troppo pieno' della fognatura" e da Arpat che sul muretto (che separa il rio dalle acque dello scarico fognario) rileva "ha un’altezza tale da non garantire, in caso di piogge intense, l’effettiva separazione tra le acque reflue e quelle del corso d’acqua". Dopo la missiva, sempre dalle informazioni raccolte, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale si è recata sul posto per un sopralluogo dove sarebbero stati rilevati "ristagni di acqua scura e melma" e "forti maleodoranze" e per evitare quest’ultime e "il mescolamento dei reflui con l’acqua del rio, lo scarico andrebbe confinato".
"Chiediamo di poter restare tranquilli quando piove, quando i nostri figli giocano in giardino, che non ci siano rischi sulla salute pubblica" dice un residente rinnovando la richiesta di "un intervento immediato".
Sindaco Giglioli: "Due tratti stombati. Altre procedure in corso"
Nel novembre 2019 la Regione Toscana finanziò con 61mila euro, come rese noto il Comune, la messa in sicurezza idraulica del rio Pratuccio, in particolare per eliminare il tratto tombato. "Abbiamo già stombato due tratti del rio Pratuccio" dice il sindaco Simone Giglioli, sentito sulla questione. "Restano anche ulteriori tratti" da fare, per i quali "stiamo definendo alcuni interventi". Ma, aggiunge Giglioli "i problemi non li dà solo il tombamento del rio Pratuccio. C’è il discorso delle pompe di sollevamento, anche su quelle ci stiamo lavorando" annunciando il conferimento di un incarico in corso, "anche quelle aiuteranno". Su entrambi i fronti "sono in corso le procedure".
Lo stombamento "è stato realizzato nell’estate 2025, nell’ultimo tratto del rio Pratuccio" spiega Marco Greco, assessore a lavori pubblici, protezione civile, ambiente, difesa del suolo. "Resta da stombare un altro tratto" immediatamente precedente, che passa sotto via Arginale, "è in fase di studio perché è presente un fabbricato che non è più abitato, su cui però è difficile attualmente intervenire" mentre è anche in corso "un’interlocuzione con i proprietari". Inoltre "c’è un’interlocuzione con il Consorzio di bonifica, che tramite il Genio civile svolge interventi di manutenzione, per cercare di dare maggiori pendenze al rio" tra le problematiche di scorrimento dell’acqua. "È un ragionamento da fare di concerto con i proprietari dei terreni" che affiancano entrambe le sponde.
Il punto dell’assessore Greco: pompe sollevamento su rio Nuovo e bypass
Sulle pompe e l’incrocio del rio con le acque fognarie "la risposta principale ce la deve dare Acque Spa, che ha competenza sulla fognatura". Su eventi meteorologici come quello del marzo 2025 "i terreni si sono saturati d’acqua, il rio non riusciva più a scorrere" nonostante "avevamo messo anche una pompa alla foce" per buttare l’acqua direttamente in Arno. Ristagnando l’acqua sarebbe così uscita dai tombini in strada, provocando gli allagamenti. Sull’intersezione delle due infrastrutture idrauliche "il Comune non ha competenza" dice Greco, "sulla fognatura ce l’ha Acque Spa, sul rio il Genio civile".
L’assessore riferisce di sopralluoghi periodici e di due interventi "più strutturali e su cui stiamo investendo anche risorse nostre. Il primo è completare il sollevamento del rio Nuovo, parallelo al rio Pratuccio, su cui abbiamo finanziato la progettazione. Il progetto ci è stato consegnato pochi giorni fa, a breve svolgeremo la conferenza dei servizi. Dopodiché andremo a chiedere il parere idraulico al Genio civile". Seguirà progetto esecutivo e gara, con obiettivo di lavori "nel corso del 2027". Un intervento che aiuterebbe spiega ancora Greco "a svuotare questo bacino, parallelo al rio Pratuccio. Con la saturazione dei terreni si cerca di abbassare i livelli". La progettazione era iniziata dieci anni fa, ma si interruppe "per un contenzioso, che è stato risolto".
A completamento di questo intervento, riferito nell’ultima consulta della frazione a gennaio 2026, si aggiunge la creazione di "un bypass che dal rio Pratuccio attraversa i terreni e arriva al rio Nuovo" per favorirne lo svuotamento in caso di piogge incessanti. "Le pompe nuove sono state calcolate come portata idraulica anche nel caso di intervento del bypass" ma prima di lavorarci occorre "l’autorizzazione idraulica del Genio civile". Sempre nel 2027 dovrebbe partire la progettazione, "magari nel 2028 poi avviare i lavori. Questa sarebbe la previsione ideale, ma poi c’è il mondo reale che la burocrazia impone. Cercheremo di fare il nostro meglio per provare a risolvere o dare una bella sterzata alle problematiche idrauliche di San Donato".
Sulle preoccupazioni dei residenti che si affacciano sul rio "le comprendiamo" continua Greco, "stiamo vigilando affinché arrivino risposte concrete da chi dovrà fare i propri interventi. È vero che Arpat ha fatto dei sopralluoghi" e "ha chiesto chiarimento, ma non al Comune". Tra i prossimi passi "se non arriva niente entro questa settimana, l’idea è che scriveremo noi ad Acque per organizzare un incontro ad hoc su questa situazione, per imbastire una serie di interventi. La salute delle persone va avanti a tutto".


