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A Vinci riconoscimento a Francesca Albanese al posto della cittadinanza onoraria

La mozione discussa in Consiglio comunale. Passa l'emendamento della maggioranza

No alla cittadinanza onoraria ma sì a un riconoscimento dal Consiglio comunale di Vinci a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati. Nella seduta di ieri, 31 marzo 2026, all'ordine del giorno era prevista la mozione presentata dal gruppo "In Comune per Vinci" (sostenuta dal comitato Empoli per la Pace) che, su proposta della maggioranza, è stata emendata per conferire il riconoscimento: questo l'esito come nella vicina Empoli, dove circa un mese fa il Consiglio ha approvato il riconoscimento a Albanese, sempre dopo un emendamento che ha riformulato la cittadinanza onoraria.

A Vinci all'emendamento la maggioranza ha votato a favore (12 voti), contrario (1 voto) Giuseppe Pandolfi consigliere di "In Comune per Vinci" che aveva avanzato la mozione, tre astenuti del gruppo consiliare di centrodestra (Egidio Varrecchia, Andrea Parri, Alessandro Scipioni, assente Manuela Mussetti).

L'emendamento sul riconoscimento

Ricordato che il Comune di Vinci, con la mozione approvata il 31 luglio 2025 ha manifestato "la propria sensibilità e attenzione verso la causa palestinese e di condanna verso il genocidio in corso, interrompendo ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti di Governo israeliano e con enti e istituzioni direttamente riconducibili allo stato israeliano ed invitando la cittadinanza a valutare forme di boicottaggio" nell'atto dell'emendamento viene riformulato il conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese in un riconoscimento. In particolare si legge nella motivazione "per il suo coraggio e il suo impegno in difesa del diritto internazionale e della dignità del popolo palestinese". La mozione emendata impegna inoltre sindaco e giunta "a continuare a promuovere iniziative culturali, di informazione e di sensibilizzazione per diffondere una maggiore conoscenza della realtà del popolo palestinese, delle violazioni del diritto internazionale, dei diritti umani e delle responsabilità della comunità internazionale".

Cdx Vinci: "Non è schieramento, ma coerenza istituzionale"

"In merito alla discussione avvenuta nell’ultimo Consiglio Comunale riguardo alla mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, i consiglieri comunali del gruppo di centro-destra, Egidio Varrecchia, Andrea Parri, Manuela Mussetti e Alessandro Scipioni, intendono chiarire la propria posizione a difesa del prestigio dell'ente e dei valori democratici". Così in una nota i consiglieri che proseguono: "In sintonia con quanto espresso anche dalla maggioranza, nessuno nega la gravità della tragedia umanitaria in corso in Medio Oriente. Tuttavia, la questione della cittadinanza onoraria non può e non deve essere sovrapposta al dramma dei civili e dei bambini che perdono la vita nel conflitto". Per i consiglieri "si tratta di valutare i meriti specifici di una persona. Vinci è la città di Leonardo e vanta cittadini onorari di altissimo profilo; ogni istruttoria deve quindi essere trattata con estrema rigidità per garantire che tale prestigio perseveri nel tempo".

Varrecchia, Parri, Mussetti e Scipioni aggiungono: "Il punto di rottura insuperabile riguarda le dichiarazioni di Francesca Albanese seguite all'assalto violento alla redazione de La Stampa nel novembre 2025. Le sue parole, definite 'irresponsabili' dall'Ordine dei Giornalisti e 'molto gravi' dal Presidente Meloni, hanno rappresentato un monito inaccettabile rivolto a chi è stato vittima di un'aggressione. Questo atteggiamento ha compromesso lo spessore morale necessario per ricevere il riconoscimento più alto della nostra città". Evidenziato inoltre come la cittadinanza onoraria "sia un atto che dovrebbe nascere dalla più ampia convergenza possibile. Nonostante la maggioranza avesse chiesto di ritirare la mozione per cercare un documento unitario che esprimesse solidarietà al popolo palestinese senza scendere in divisioni ideologiche sulla singola figura, la rigidità del proponente Giuseppe Pandolfi ha precluso ogni mediazione". Varrecchia, Parri, Mussetti e Scipioni concludono: "Non è una questione di schieramento, ma di coerenza istituzionale. Anche esponenti autorevoli del campo progressista e sindaci di città come Firenze e Torino hanno definito 'inopportuna' e 'divisiva' questa proposta. Per queste ragioni, abbiamo votato convintamente contro una mozione che avrebbe svilito il valore culturale e civile di Vinci".

La maggioranza: "Serietà e rispetto per il tema"

La maggioranza consiliare del Comune di Vinci interviene in merito alla discussione avvenuta nel Consiglio comunale di ieri sera sulla proposta di conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, presentata dal gruppo di opposizione In Comune per Vinci.

L’assessora alla Pace, Mila Chini, ha chiarito la posizione della maggioranza, sottolineando la necessità di distinguere tra atti di natura diversa: «Questa amministrazione non si tira certo indietro quando si tratta di esprimere riconoscimenti e attestazioni di stima. Lo abbiamo dimostrato anche in questa occasione, mantenendo integralmente la parte introduttiva della proposta che valorizza l’impegno e il lavoro di Francesca Albanese. Tuttavia, il conferimento della cittadinanza onoraria è un atto ben diverso, più complesso e dal forte valore simbolico, che richiede un percorso condiviso e un approfondimento adeguato». Chini ha inoltre richiamato l’impegno concreto dell’amministrazione sui temi della pace e dei diritti: «Negli anni abbiamo portato in Consiglio comunale atti chiari e coerenti e promosso iniziative partecipate. Tra queste, la recente marcia della pace organizzata insieme ai Comuni di Cerreto Guidi, Lamporecchio e Larciano, che ha visto una grande partecipazione. Questo dimostra che il nostro impegno è reale e continuo, e proprio per questo riteniamo che anche atti simbolici così importanti debbano essere affrontati con la dovuta attenzione».

L’assessora ha poi ribadito il senso della proposta avanzata dalla maggioranza: «Per questo abbiamo ritenuto opportuno proporre un passaggio in commissione consiliare, luogo deputato al confronto serio tra tutte le forze politiche. È una scelta di responsabilità, che va nella direzione di costruire decisioni il più possibile condivise su temi così rilevanti».

La capogruppo di maggioranza, Cristina Bortolai, ha invece posto l’accento sul piano politico del dibattito: «Rammarica profondamente il tentativo di trasformare una questione così delicata in un’occasione di contrapposizione e visibilità. Appare quantomeno discutibile un’impostazione che ha presentato fin dall’inizio questa vicenda come un “banco di prova”, a colpi di comunicati stampa preventivi e provocatori, senza attivare preventivamente alcun percorso di confronto istituzionale. Se vi fosse stato un reale interesse a sostenere la causa, sarebbe stato naturale coinvolgere il sindaco e i capigruppo per costruire insieme un percorso condiviso. In assenza di questo passaggio, e considerato l’approccio, resta il dubbio che l’iniziativa risponda più a esigenze di visibilità che a una volontà concreta di arrivare a un risultato condiviso. E questo riteniamo sia di una gravità estrema, visto il tema centrale. Temi di tale rilevanza richiedono invece senso delle istituzioni e responsabilità. Resta il fatto che l’Amministrazione si impegnerà nel conferire un riconoscimento a Francesca Albanese, per il suo lavoro e la sua figura».

In Comune per Vinci: "Scelta non coerente"

"Con un emendamento votato dai consiglieri PD e con l’astensione della destra la maggioranza ha cassato il riferimento alla cittadinanza onoraria nella mozione da noi presentata, sostituendola con un impegno ad altri non precisati “riconoscimenti”. Una scelta che non è coerente con gli impegni già presi dal consiglio comunale con il voto di ben due mozioni sulla questione palestinese, e che non fa onore alla maggioranza. Alcune Amministrazioni comunali più coraggiose come Bologna, Reggio Emilia e Bari tra le altre, hanno già conferito questo importante riconoscimento a Francesca Albanese. Altre invece (Firenze, Torino) hanno fatto marcia indietro, spaventate dalla campagna di veleni e diffamazioni che si è scatenata contro di lei, culminata addirittura nella messa in discussione della sua imparzialità e correttezza come osservatrice speciale per la Palestina presso l'ONU da parte dei governi francese, tedesco e italiano e nelle pesantissime sanzioni personali a Francesca Albanese e familiari, decise dall'Amministrazione USA. Noi sappiamo che una parte della popolazione di Vinci sente la necessità di fare qualcosa a livello personale e collettivo perché preoccupata per il genocidio in atto in Palestina e più in generale per la guerra in Medio Oriente, scatenata da Israele e USA: in questo momento il conferimento della cittadinanza onoraria alla Albanese era riconosciuto da noi e da molte persone come atto utile e significativo a sostegno di chi, pur soggetta a pressioni fortissime, denuncia la negazione del diritto internazionale e il genocidio in atto nei territori occupati da Israele. Per adesso questa proposta è stata respinta ma noi continueremo a lavorare per sensibilizzare e coinvolgere la popolazione di Vinci sulla questione".

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