'Forme di Pace': Unicoop Firenze sostiene gli artigiani di Betlemme

Lanciare un messaggio di pace e far arrivare un gesto di solidarietà concreta al territorio palestinese: nel periodo pasquale, Unicoop Firenze sostiene il Piccirillo Handcraft Center di Betlemme con la vendita di portachiavi in legno d’ulivo, realizzati a mano degli artigiani di Betlemme. I manufatti “Forme di pace”, in vendita nei principali supermercati di Unicoop Firenze, sono scolpiti a mano dagli artigiani di Betlemme con legno raccolto in modo sostenibile. Ogni creazione racconta un lavoro paziente e autentico, che porta con sé una storia di inclusione e speranza. I portachiavi raffigurano un arcobaleno, una colomba, un cuore e un fiore: diversi soggetti, un unico messaggio: la pace. Gii oggetti, infatti, saranno in vendita al prezzo di costo e l’intero ricavato andrà a sostenere l’attività artigianale di giovani, donne e persone con disabilità che lavorano nel Piccirillo Handcraft Center. In un momento particolarmente difficile per il popolo palestinese, questa iniziativa rappresenta un sostegno importante per centinaia di persone e offre a soci e clienti la possibilità di partecipare con un gesto di solidarietà semplice e concreto. Gli oggetti saranno in vendita fino a esaurimento scorte.
L’elenco dei punti vendita dove acquistare i manufatti è disponibile al link coopfi.info/formedipace
Le dichiarazioni
«Con questa iniziativa vogliamo far arrivare la nostra vicinanza e il nostro sostegno concreto alla comunità di artigiani di Betlemme con cui, più di venti anni fa, abbiamo allacciato una collaborazione duratura e salda, che oggi rinnoviamo con forza. Questo legame è un ponte di solidarietà che ci porta un racconto di speranza e di resistenza per chi sta vivendo grandi difficoltà in Terra Santa. In questi giorni, che per noi sono di festa, invitiamo i nostri soci e clienti a partecipare a questa iniziativa di solidarietà che vuole portare un messaggio di pace e solidarietà fra popoli», fanno sapere da Unicoop Firenze
«In un momento così difficile per questa terra, il sostegno di Unicoop Firenze e della Toscana ci arriva come segno di solidarietà e aiuto concreto per le famiglie e i giovani che operano nel Centro Piccirillo. Da questa città Santa parte ancora una volta l’appello e la richiesta di tornare alla mediazione e al dialogo, di tornare ad essere umani per il rispetto e la dignità della vita umana stessa. La guerra continua a provocare danni fisici e morali, la situazione mondiale non fa sperare in una soluzione immediata. La Terra Santa sta sopportando dolore e sofferenza inimmaginabili. Tutti i luoghi santi sono chiusi, il Santo Sepolcro, il Cenacolo, anche il Muro del pianto. Non siamo sicuri di poter celebrare nel Luogo Santo, così significativo per la Cristianità, i riti della Settimana Santa. Il Libano è continuamente sotto attacco e quasi un milione di civili indifesi non ha rifugio, cibo e cure. A Gaza si continua a morire nel silenzio del mondo. In Cisgiordania aumenta la sofferenza fra limitazioni e difficoltà enormi da sopportare per una umanità già provata da anni. Ringraziamo Unicoop Firenze e tutti i cittadini che dalla Toscana potranno darci un piccolo sostegno: in ognuno di questi oggetti ci sono le mani, di giovani, donne, uomini, che, con la loro arte, vogliono lanciare un messaggio di speranza al mondo», dichiara Padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa
Il Piccirillo Handcaft Center
ll Piccirillo Handicraft Center, nella città di Betlemme, è nato dall’intuizione dell’archeologo francescano padre Michele Piccirillo e realizzato dalla Fondazione Giovanni Paolo II insieme alla Custodia di Terra Santa nel 2014 per venire incontro ai bisogni economici e sociali della popolazione della città, con particolare attenzione verso le persone con disabilità. Il centro è nato con l’obiettivo di tutelare le minoranze cristiane in Terra Santa e di salvaguardare al contempo l’identità palestinese in ambito artigianale, gastronomico ed ambientale. Inoltre, lo scopo di questo progetto è quello di arginare la forte tendenza della comunità cristiana ad emigrare per fattori economici e sociali. Molti di questi artigiani sono infatti giovani, disoccupati, donne e persone con disabilità, che grazie a questo progetto hanno imparato a lavorare la madreperla, il legno d’ulivo e la ceramica, creando oggetti di grande pregio, oggi venduti sul mercato nazionale e internazionale. Il Centro Piccirillo attualmente offre lavoro a più di trenta famiglie, ma l’aspetto più importante è l’inserimento di molti ragazzi e ragazze disabili, che hanno avuto così la possibilità di uscire allo scoperto dalla chiusura mentale che ancora oggi è molto forte nella cultura locale. I laboratori di arti e di tradizioni palestinesi offrono posti di lavoro ai giovani e la possibilità di crearsi e affermarsi in una professione perché, molti di loro, non sono riusciti a completare gli studi. I laboratori sono punti d’incontro, di dialogo e di speranza, per non sentirsi isolati, luoghi dove coltivare la propria abilità artistica e umana. All’interno del centro sono stati realizzati anche un laboratorio di gelateria e pasticceria, grazie al quale le mani palestinesi hanno appreso a confezionare due eccellenze tutte italiane: il panettone e il gelato artigianale. Grazie al progetto sono aumentate le opportunità di formazione professionale, di creazione di social business e di rafforzamento delle capacità nei settori dell’artigianato artistico, dell’ospitalità e in generale delle opere sociali gestite dalla comunità cristiana.
Una storia che inizia da lontano
Il rapporto di collaborazione con gli artigiani di Betlemme ha radici lontane nel tempo: nel settembre 2000 scoppia ufficialmente la seconda Intifada palestinese. Betlemme, città turistica, prima una delle mete preferite di turisti e pellegrini che visitavano Israele, si ritrova isolata, con conseguenze pesanti sull’economia locale. Nessuno può entrare né uscire, il tasso di disoccupazione è molto alto e l’economia che vive sul commercio turistico è strangolata. La collaborazione con gli artigiani di Betlemme comincia nel Natale 2001, quando Unicoop Firenze inserisce nel proprio circuito di vendita 5.000 statuine in legno d’ulivo dei presepi realizzati dagli artigiani palestinesi, rivendute poi a prezzo di costo grazie all’impegno commerciale e del centro acquisti di Unicoop Firenze. Il padre missionario francescano Ibrahim Faltas, allora Custode della Natività di Betlemme, garantisce che tutti i prodotti provengono dagli artigiani di Betlemme e sono interamente fatti a mano. Già dai primi mesi del 2002 gli artigiani betlemiti diventano fornitori ufficiali di tutte le cooperative aderenti a Coop Italia. L’iniziativa viene replicata a Natale 2002, con quantità molto più importanti di 51.700 pezzi. Il rapporto di collaborazione è proseguito poi negli anni: in tempi più recenti, nella Pasqua 2025, con il contributo di Unicoop Firenze, gli artigiani hanno realizzato 16mila manufatti distribuiti con il supporto di Caritas nelle parrocchie toscane: grazie all’attività sono stati raccolti 33mila Euro donati al Piccirillo Handicraft Center.








Fonte: Unicoop Firenze - Ufficio stampa