Firenze, presidio contro la legge israeliana sulla pena di morte

Diverse decine di persone hanno partecipato questo pomeriggio a Firenze a un presidio contro la recente legge israeliana, approvata in parlamento tra applausi e brindisi, che introduce la pena di morte per i palestinesi accusati di atti di terrorismo. L'iniziativa, promossa dai Giovani palestinesi, ha visto la partecipazione anche di Firenze per la Palestina e dell'imam Izzedin Elzir, in piazza Santa Maria Novella.
Secondo Elzir, la situazione in Palestina non è cambiata: ogni giorno si registrerebbero in media cinque uccisioni, e la nuova legge rischia di aggravare ulteriormente le tensioni. Ha sottolineato che i palestinesi nella Cisgiordania occupata sono considerati resistenti, e che resta incerto quale atto possa portarli alla condanna a morte. L'imam ha aggiunto che manifestazioni come quella di oggi sono importanti per mantenere alta l'attenzione internazionale sulla situazione.
Elzir ha inoltre osservato che non è chiaro se la Corte suprema israeliana possa bloccare il provvedimento, ma che il vero problema riguarda la direzione della società israeliana, evidenziata dal fatto che in Parlamento si è brindato per l'approvazione della legge.
Sereen El Debuch, dei Giovani palestinesi, ha commentato che il brindisi non sorprende e rappresenta la violenza sistemica dell'occupazione contro i palestinesi. Ha aggiunto che la nuova legge non fa che formalizzare pratiche già esistenti, comprese le violenze nelle carceri e contro chiunque possa essere considerato un terrorista, bambini compresi, e che non si può restare in silenzio davanti a tutto questo.