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Lgbtqia+, al via un progetto per mappare le discriminazioni nell’Empolese Valdelsa

Si chiama “Le Voci Fuori” e servirà ad elaborare iniziative più efficaci per una cultura del rispetto delle persone e dei loro diritti

Disegnare una mappa delle discriminazioni verso le persone Lgbtqia+ sul territorio, per elaborare iniziative più efficaci tese alla diffusione di una cultura del rispetto delle persone e dei loro diritti. Con questi obiettivi nasce il progetto dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, “Le Voci Fuori”, che prende il via in questi giorni e si svilupperà durante tutto l’anno.

Il progetto, che vede il Comune di Empoli come capofila, è stato presentato questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati dall’assessora con delega ai diritti Lgbtqia+ e attuazione L.R. 63/2004Alessandra Nardini, l’assessora a diritti civili e pari opportunità del Comune di Empoli Valentina Torrini, la presidente della IV Commissione Unione dei Comuni Empolese Valdelsa e Consigliera con delega alle pari Opportunità Irene Bandini. All’appuntamento in Sala Pegaso erano presenti Daniele Bonaiuti, presidente di Arcigay Firenze Altre Sponde, l’associazione che curerà la realizzazione del progetto, e rappresentanti dei soggetti partner, Sociolab Società Cooperativa e Scomodo Empoli.

Il progetto, unico nell’area metropolitana fiorentina, sarà realizzato grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione a favore degli enti locali toscani aderenti alla Rete RE.A.DY, la rete italiana delle amministrazioni pubbliche impegnate nella prevenzione, contrasto e superamento delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Un contributo tramite fondi propri giunge anche dai Comuni dell’Empolese Valdelsa che non avevano ultimato l’adesione alla Rete in tempo utile. I Comuni dell’Empolese Valdelsa hanno destinato in totale al progetto ‘Le Voci Fuori’ 24.142 euro.

“Per destrutturare pregiudizi e stereotipi  - ha commentato l’assessora Nardini, che ringraziando tutti i Comuni coinvolti ha sottolineato il valore del progetto elaborato - è necessario conoscere come le discriminazioni si manifestano e agiscono. Per questo la costruzione di una mappa non è un mero esercizio teorico, ma costituisce uno strumento concreto che ci può aiutare a mettere in campo interventi più incisivi per combattere e prevenire discriminazioni e disuguaglianze, a partire dall’educazione alle  differenze. L’Empolese Valdelsa rappresenta un esempio virtuoso di come i territori possano lavorare insieme per tradurre in azioni concrete i valori dell'uguaglianza e del rispetto. Perché costruire una cultura diffusa del rispetto della dignità e dei diritti di ogni persona è un impegno che appartiene a tutta la comunità, a partire dalle istituzioni”. “Ogni persona – ha concluso - ha il diritto di essere chi è e di amare chi vuole. In Toscana non vogliamo ci siano persone, amori e famiglie di serie A e di serie B. L'uguaglianza è sancita dalla Costituzione".

“Il Comune di Empoli, in qualità di capofila, è orgoglioso di promuovere un progetto rivolto a tutta la cittadinanza e sostenuto dalle amministrazioni del territorio – ha aggiunto l’assessora Torrini - Un’iniziativa che intende finalmente passare il microfono e dar spazio a persone che, troppo spesso, vengono ignorate o messe a tacere. Invitiamo tutte le persone ad emergere e partecipare, per condividere le proprie storie e il proprio vissuto. È un passaggio fondamentale per tutti noi: per comprendere meglio, per costruire strumenti adeguati e per favorire una comunità più consapevole e inclusiva. Vogliamo contribuire a far emergere un messaggio semplice ma essenziale: nelle differenze non c’è distanza, ma umanità, relazioni e amore. E quelle famiglie, quelle storie, sono, a tutti gli effetti, parte della nostra comunità.”

“Esprimo grande soddisfazione e profonda gioia – ha detto la Consigliera Bandini - per la realizzazione del progetto “Le Voci Fuori”, promosso grazie ai fondi della Rete RE.A.DY e al lavoro congiunto degli 11 Comuni dell’Empolese Valdelsa. Un elemento di particolare valore è rappresentato proprio dalla forte sinergia tra le amministrazioni coinvolte, che hanno saputo fare squadra e condividere visione e responsabilità su un tema così importante; anche l’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa ha patrocinato la nostra iniziativa, essendo l’espressione sul territorio di tale unità e cooperazione tra gli 11 Comuni. Per la prima volta, l’intero territorio avanza come una comunità unita, impegnata su questi temi, col fine di destrutturare pregiudizi e stereotipi ancora troppo diffusi nei confronti delle persone Lgbtqia+. “Le Voci Fuori” rappresenta così un passo concreto verso la costruzione di una realtà più inclusiva, consapevole e capace di riconoscere e valorizzare ogni identità.”

Concorde anche Daniele Bonaiuti, presidente di Arcigay Firenze Altre Sponde: “Nei territori dell'Empolese-Valdelsa — undici Comuni con storie, comunità e identità proprie — le persone Lgbtqia+ ci sono, ci vivono e ci lavorano. Con il Progetto "Le Voci Fuori", questi Comuni fanno una scelta chiara: dare voce e visibilità a chi è già parte di quei territori, riconoscerne la presenza, tutelarne i diritti. Non con un intervento spot, ma con un progetto ampio che prevede una mappatura estesa del territorio, una campagna di sensibilizzazione, eventi diffusi e interventi di formazione per contrastare gli episodi di discriminazione verso le persone Lgbtqia+. È uno dei progetti più ambiziosi realizzati in Toscana su questi temi, e Arcigay Firenze è orgogliosa di coordinarlo insieme a partner di grande esperienza e radicamento territoriale.”

A“Le Voci Fuori – Indagine sulle discriminazioni LGBTQIA+" partecipa Sociolab - Società Cooperativa Impresa Sociale in qualità di partner operativo, mettendo a disposizione le proprie competenze di ricerca sociale e analisi dei dati per restituire una lettura articolata delle esperienze, delle criticità e dei bisogni che emergono nel contesto locale sul tema delle discriminazioni Lgbtqia+. “L’adesione al progetto - spiegano da Sociolab – nasce da una scelta che va oltre il mandato tecnico: Sociolab assume il contrasto a ogni forma di discriminazione come impegno proprio, parte integrante della propria visione del mondo e della propria mission. Partecipare a un’indagine che restituisce visibilità alle esperienze delle persone Lgbtqia+ nell’Empolese-Valdelsa rappresenta, in questo senso, un modo concreto di dare sostanza a questo impegno, contribuendo a costruire basi informative solide e condivise, a partire dalle quali sviluppare azioni più efficaci e rispondenti ai bisogni del territorio.”

“Come Scomodo Empoli – ha concluso la rappresentante dell’associazione Scomodo - pensiamo sia importante lottare per i diritti delle persone Lgbtqia+, soprattutto quando questi sono messi continuamente in discussione, in Italia come altrove nel mondo. Con la serie di assemblee ed eventi dal titolo ‘Queering the Province’, già lo scorso anno abbiamo affrontato un percorso di sensibilizzazione sul territorio provinciale empolese, creando spazi di socialità e confronto in cui riconoscersi reciprocamente e poter esplorare la propria queerness in modo sicuro. Quest’anno, con questo progetto in collaborazione con i Comuni del circondario Empolese-Valdelsa, Arcigay Firenze e Sociolab, l’obiettivo è quello di contrastare l’omolesbobitransfobia ripartendo da chi questa minaccia la vive attorno e su di sé. Prima con la mappatura delle violenze subite dalle persone lgbtqia+ sul territorio dell’Empolese-Valdelsa, poi con una serie di eventi in occasione del 17 maggio, giornata internazionale contro l’omolesbobintransfobia, vogliamo riportare al centro le persone queer, rivendicando, con loro, spazi safe e rispetto per ogni identità. La mappatura delle discriminazioni avverrà attraverso la somministrazione di un questionario volontario, utilizzando anche la rete di associazioni dei singoli Comuni e i canali social. Sarà accompagnata da una campagna di comunicazione a tappeto su tutto il territorio ed una serie di eventi di sensibilizzazione. Seguirà l’analisi dei risultati ottenuti e la costruzione di percorsi di formazione e di sensibilizzazione da proporre alle amministrazioni pubbliche, al mondo della scuola, e a quello dell’associazionismo”.

Fonte: Regione Toscana

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