"Concavo o convesso" di Daniela Mancini - ex preside al Ferraris Brunelleschi di Empoli e ora scrittrice - è un giallo di ambientazione toscana che ruota attorno all'omicidio di Martina Ernesti, giovane pittrice trovata uccisa nel piccolo comune di San Zanobi. A condurre le indagini è Irene Gando, ispettrice trasferita da fuori, costretta a muoversi in una comunità chiusa e in un ambiente di lavoro a tratti ostile; assieme a lei il 'fido' ispettore capo Carlo Lamanna.
Il romanzo, edito da Pacini, funziona su due livelli che si intrecciano bene: da un lato il plot investigativo, costruito con ritmo serrato e una rete di sospettati credibile (l'industriale, l'ex fidanzato, i giovani del posto ossessionati dai videogame violenti); dall'altro la caratterizzazione di Irene, personaggio moderno e sfaccettato, diviso tra ambizione professionale, vita privata irrisolta e il difficile rapporto con i colleghi maschi.
Mancini ha una scrittura asciutta e dialogica — i dialoghi sono la parte più riuscita, si nota l'esperienza teatrale della scrittrice — con un occhio attento ai dettagli sociali: l'alta borghesia locale, il mercato dell'arte, la provincia italiana con le sue ipocrisie. Il titolo, metafora geometrica applicata alle persone, funziona come chiave di lettura: chi si apre agli altri e chi si chiude, chi accoglie e chi respinge.
Titolo: Concavo o convesso
Autore: Daniela Mancini
Casa editrice: Pacini Editore
Anno di pubblicazione: 2026
