gonews.it

De Gasperi, la biografia fra giustizia sociale ed europeismo presentata in Regione

'Alcide De Gasperi, la cultura di un politico cattolico', di Jacopo Cellini ed edito da Carocci è stato presentato a palazzo Strozzi Sacrati

L’educazione fra Vienna e Trento, l’impegno fra giornalismo e cultura cattolica, gli anni Trenta trascorsi in Vaticano, fino alla carica di segretario e poi presidente della Democrazia Cristiana e quelli vissuti da protagonista della rinascita democratica italiana come ministro e presidente del Consiglio.

Jacopo Cellini, ricercatore dell’Istituto universitario europeo, ripercorre i momenti fondamentali della vita di uno dei padri fondatori della democrazia italiana e delle vicende politiche nazionali ed internazionali del Novecento nel suo libro Alcide De Gasperi, la cultura di un politico cattolico, edito da Carocci e presentato a Firenze a palazzo Strozzi Sacrati giovedì 2 aprile dall’autore assieme al presidente della Regione Eugenio Giani, Patrizia Giunti, presidente della Fondazione Giorgio La Pira e professoressa ordinaria di Diritto romano e fondamenti del diritto europeo presso l’Università degli studi di Firenze, Cesare Panizza, ricercatore in Storia contemporanea all’Università degli studi di Bergamo e Bruna Bagnato, professoressa ordinaria di storia delle Relazioni internazionali dell’ Università di Firenze.

“A distanza di 145 anni esatti dalla sua nascita, il 3 aprile 1881, le pagine di Cellini – nelle parole di Eugenio Giani – approfondiscono la conoscenza di un leader politico che ha fatto l'Italia e ha testimoniato i concetti che sono alla base della nostra Costituzione, della democrazia, della libertà, della sua idea di giustizia sociale. In un Trentino ancora parte dell'impero austro-ungarico, la sua formazione viennese e la vicinanza al mondo cattolico centro europeo lo porteranno a sviluppare la sua formazione politica con un respiro internazionale che svolgerà un ruolo fondamentale nella sua esperienza alla guida del Paese nell’immediato dopoguerra. Uomo di fede, De Gasperi saprà coinvolgere le diverse forze politiche laiche in un progetto di moderna ricostruzione dell’Italia, superando le divisioni fra Stato e Chiesa e accanto a Giorgio La Pira e Amintore Fanfani diventare protagonista di un’idea di cattolicesimo popolare progressista che parte proprio dalla Toscana e sarà la base dell’esperienza di governo del centro-sinistra”.

Le oltre 250 documentate pagine di Cellini vanno oltre il riconoscimento della statura politica di De Gasperi e intendono piuttosto soffermarsi sugli elementi culturali e sociali del pensiero dello statista democristiano e sulle idee che ne determinarono il profilo umano, caratteriale e di cattolico proiettato nel futuro e nel confronto con la modernità ed i temi del suo tempo: il ruolo dello Stato e della comunità internazionale, il tema della giustizia sociale, la secolarizzazione della società italiana, il confronto con ideologie distanti.

“La biografia scritta da Jacopo Cellini – spiega Patrizia Giunti - ci mostra proprio la rilevanza di un percorso intellettuale, la forza dei modelli e delle idee di De Gasperi: il passaggio dal Trentino a asburgico all'Italia, la condivisione del progetto di don Luigi Sturzo, il fascismo, l'emarginazione, l'umiliazione di quegli anni, i sette anni alla guida dell'Italia e poi di nuovo una fase di debolezza con quella segreteria del 1953 che arriva con una sofferta maggioranza. Le biografie racchiudono sempre momenti dolorosi e esaltanti, ma ci sono dei temi che permangono: l’idea di giustizia sociale lo è, accanto all'europeismo”.

“Restituire tridimensionalità alla figura di De Gasperi e alla sua cultura politica – dichiara Jacopo Cellini – è il dichiarato intento di queste pagine che approfondiscono il rapporto fra il credente ortodosso che ha sempre ben chiaro il limite posto dalle fonti della fede, la Scrittura e il magistero della Chiesa cattolica, e l’azione del politico, aperto alla sperimentazione nell’attuazione pratica dei suoi principi in campo sociale e nel contesto internazionale del suo ruolo di governo”

Fonte: Regione Toscana

Exit mobile version