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Calci, il Comune rende omaggio a quattro figure della comunità e al volontariato

Dedicati luoghi pubblici al Volontariato e a quattro cittadini simbolo: Piero Elter, Alvaro Cai, Andrea Pardini e Maria Teresa Dal Canto

Tra lo scorso 7 Marzo e la giornata di ieri, 8 Aprile, il Comune di Calci ha reso effettive le intitolazioni decise da tempo dalla Giunta comunale, per rendere omaggio al Volontariato e per ricordare quattro persone care alla comunità della Valgraziosa: Piero Elter, Alvaro Cai, Andrea Pardini e Maria Teresa Dal Canto, per tutti la “Luciaia”.

Al Volontariato è stato intitolato, alla presenza delle associazioni del territorio, il piazzale da poco realizzato in area San Vito, di fronte alla nuova scuola media Giunta Pisano; mentre a Piero Elter, presenti i familiari e l'Anpi, è stata intitolata l’area di sosta recentemente riqualificata a Castelmaggiore, in località Fienilaccio.

“Sono contenta che, d’ora in poi - ha sottolineato la vicesindaca, Valentina Ricotta -, in due luoghi significativi del Comune di Calci si renda omaggio al Volontariato, per esprimere gratitudine e riconoscenza a tutti coloro che hanno dedicato e dedicano il loro tempo alla Comunità, e si ricordi Piero Elter, partigiano, docente universitario e amministratore locale, che ha aiutato la Valgraziosa ad avere una maggior consapevolezza nella cura e per la tutela del territorio”.

A conclusione dell’iter avviato diversi mesi fa dalla giunta del sindaco Massimiliano Ghimenti, inoltre, da oggi l’aula studio del Centro Giovani nell'ex Cardinale Maffi porta il nome di Alvaro Cai, maestro rimasto nel cuore di tanti calcesani e di tante calcesane. Mentre ad Andrea Pardini, giornalista scomparso prematuramente a soli 34 anni nel 2023, non a caso è stata dedicata la panchina “della Gentilezza”, all’inizio della passeggiata Grazia Deledda, lungo la via Calcesana. Alla “Luciaia” Maria Teresa Dal Canto, infine, è stata dedicata la “sua” panchina, in via dei Nocetti.

“Le intitolazioni, che rientrano nelle competenze delle amministrazioni comunali - ha concluso la vicesindaca -, rafforzano i legami della comunità con la propria storia e contribuiscono alla valorizzazione dei luoghi stessi, invitandoci a non dimenticare ciò che di prezioso ci hanno lasciato persone come Piero, Alvaro, Andrea e Maria Teresa”.

Le motivazioni delle intitolazioni

Piazzale del Volontariato. Il volontariato è un presidio fondamentale in tutto il Paese. Non fa eccezione la Comunità calcesana nella quale, grazie allo spirito ed all’azione di tante realtà associative e di singoli volontari, non si contano le opportunità in più che vengono offerte a cittadini e cittadine: da un supporto fondamentale nella protezione civile, nell’antincendio boschivo e nel campo sanitario, fino ad eventi, opportunità per gli anziani o per l’infanzia e di promozione del territorio. E potremmo elencare ancora molto altro. Non è un caso che con la risoluzione 40/212 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 17 Dicembre1985 sia stata istituita la Giornata mondiale del Volontariato, ricorrenza internazionale celebrata il 5 Dicembre di ogni anno. Dedicando un luogo del territorio al volontariato intendiamo esprimere in maniera solenne la gratitudine dell’amministrazione e di tutta la comunità ad ogni persona che si impegna, disinteressatamente, per il prossimo.

Abbiamo individuato il piazzale di recente realizzazione in quanto si trova in un contesto di grande fruizione e visibilità, come la dedica al volontariato merita, e peraltro si trova davanti alla scuola media nuova che è, per le sue caratteristiche costruttive, opera strategica di protezione civile, il che crea un ulteriore indubbio legame con l’intitolazione proposta.

Area di sosta Piero Elter. Piero Elter (Cogne, 1927 - Pisa, 2012) è stato prima partigiano, poi docente universitario, geologo di fama nazionale ed internazionale ed anche amministratore comunale. È considerato uno dei più importanti geologi italiani della seconda metà del Novecento, in quanto i risultati delle sue ricerche in Appennino Settentrionale hanno portato ad una nuova definizione della struttura e dell'evoluzione di questa catena orogenica; la quale, così come descritta nei suoi lineamenti fondamentali da Piero Elter negli anni ‘60, rimane un irrinunciabile modello di riferimento, ancora valido dopo oltre mezzo secolo di ricerche.

Piero lter era profondamente legato alle sue montagne e alla sua terra, che ne aveva plasmato il carattere, insieme alle esperienze della giovinezza, in primo luogo la partecipazione alla lotta partigiana nella brigata "A.Verraz" di Cogne e la perdita del fratello Giorgio, ucciso in uno scontro a fuoco con le "brigate nere" nel Settembre del 1944. Una volta trasferitosi a Pisa, si innamorò del territorio di Calci, divenendone cittadino, acquistando un terreno da anni abbandonato e riportandolo al decoro ma soprattutto alla produzione olivicola. Si ricorda anche il suo impegno nel contrasto agli incendi boschivi e la realizzazione di quella che certamente fu una delle primissime opere di presidio AIB del Monte Pisano, un deposito di acqua da usare in caso di incendio per la sua proprietà e per quelle limitrofe. Successivamente, il suo prestigio e la sua esperienza, anche professionale, lo portarono a ricoprire il ruolo di amministratore comunale, in particolare come assessore con delega all'agricoltura ed alla forestazione.

Aula Studio in ricordo di Alvaro Cai. Alvaro Cai (Pisa, 1919 - Calci, 2008) si trasferisce con la famiglia a Calci nel Febbraio 1932. Nell'anno scolastico 1935-1936, all'età di 17 anni, si diploma all'Istituto Magistrale "G. Carducci" di Pisa. Nel 1939, all'età di 20 anni, partecipa al Corso Allievi Ufficiali dell'Esercito presso il 22° Reggimento Fanteria di La Spezia e subito dopo viene chiamato alle armi e parte per la Grecia come Sottotenente, i primi di Aprile del 1940. Arriva a Coo, da lì a Stampalia ed infine a Rodi ove, dopo l'8 Settembre '43, data dell'Armistizio, viene fatto prigioniero l’11 Settembre 1943. Rifiutatosi di aderire alla Repubblica Sociale di Salò e di collaborare con i Tedeschi, viene deportato in Germania dove rimane sempre nei vari campi di prigionia, ma la maggior parte del tempo a Wietzendorf, in Bassa Sassonia (Oflag 83) fino alla liberazione da parte delle truppe inglesi nel Maggio 1945, dopo 20 mesi di prigionia. Mesi durante i quali ha dovuto far fronte alla fame, al freddo, alle malattie conseguenza delle dure condizioni di vita. Al momento della Liberazione pesava 38 Kg.

Alvaro Cai, per non essersi piegato al nazifascismo ha avuto 3 “Croci al merito”. Successivamente, ha speso la sua esistenza al servizio della collettività, come insegnante nelle scuole elementari e partecipando attivamente alla vita della Comunità come consigliere comunale, come assessore e come presidente della Commissione per la Biblioteca Comunale.

Alvaro Cai è quindi un uomo della Memoria ed è certamente un esempio positivo per i giovani, per queste ragioni si è ritenuto opportuno intitolargli l’aula studio del Centro Giovani di via della Propositura.

Panchina “della Gentilezza” in ricordo di Andrea Pardini. Andrea Pardini (Pisa, 1989 Cascina, 2023) è un giovane giornalista, scomparso troppo prematuramente, che ha vissuto per molti anni nel territorio del nostro Comune. A Calci era benvoluto da tutte le persone che lo hanno conosciuto. Così come, col suo carattere, aveva conquistato tutti coloro che si trovavano in contatto con lui anche nel campo del lavoro. Ed infatti, nonostante la giovane età, era rapidamente cresciuto nella redazione di 50Canale. Intessendo sempre relazioni positive con tutti. Senza dubbio il tratto distintivo di Andrea, nella vita personale come nel lavoro, era il sorriso che rappresentava la sua forza. Un ottimo professionista ed una bella persona, che affrontava le proprie sfide con un’ “arma” non comune: la gentilezza. Per queste ragioni, abbiamo ritenuto opportuno intitolare alla memoria di Andrea la cosiddetta “panchina della gentilezza”, già presente alle porte della località La Gabella, che, peraltro, è quella dove Andrea si è trasferito a vivere da piccolo e dove poi ha vissuto per molti anni.

Panchina della “Luciaia” in ricordo di Maria Teresa Dal Canto. Maria Teresa Dal Canto (Lari, 1940 - Pisa, 2024), deve il suo soprannome “Luciaia” al fatto che era sposata con Bruno Barsotti, che lavorava per Enel. Maria Teresa è stata una persona di paese, conosciuta e benvoluta da tutti. Pur non essendo nativa di Calci, nella sua semplicità è stata un vero e proprio esempio di amore per il paese. Ha dimostrato questa attenzione in diverse circostanze, anche fungendo da stimolo alle istituzioni locali affinché si spendessero per migliore il territorio. In particolare, si era spesa perché la piccola area verde dove si trova la panchina oggi dedicata alla sua memoria, affinché fosse prima valorizzata e riqualificata, poi attrezzata con una panchina che era divenuta, per la prima volta nella zona, un vero e proprio punto di ritrovo sociale e pertanto anche di “controllo” di un piccolo angolo del territorio, ai margini del centro abitato principale. Maria Teresa abitava a pochi metri da questa panchina, divenuta col tempo un simbolo di socialità, per questo si è ritenuto doveroso intitolarle la panchina che aveva fortemente voluto e sulla quale si riposava e conversava con amiche, amici e passanti. L’improvvisa morte ha lasciato un profondo vuoto, nei familiari, nella comunità e, probabilmente, anche in quell’angolo di paese.

Fonte: Comune di Calci - Ufficio Stampa

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