Cane investito e ucciso ad Arezzo, l'appello di Lndc Animal Protection: "Chi sa parli"

"LNDC Animal Protection esprime profonda indignazione e dolore per la brutale uccisione di Choco, il cane di 14 anni travolto e ucciso da un automobilista ad Arezzo, tra le zone Marchionna e La Pace, che si è poi dato alla fuga senza prestare soccorso". Così in una nota l'associazione, sull'episodio accaduto nella mattina di lunedì 6 aprile. Secondo quanto ricostruito l'uomo alla guida dell'auto avrebbe investito l'animale dopo che il proprietario avrebbe tentato di farlo rallentare.
"Dopo l’impatto, il conducente non si è fermato ed è fuggito, lasciando il cane agonizzante. Choco è morto tra le braccia del suo umano compagno di vita, che ha lanciato un appello pubblico per ottenere giustizia" proseguono da LNDC Animal Protection. "Ci troviamo di fronte a un atto di una gravità inaudita, che non può e non deve restare impunito. Non si tratta di un semplice incidente, ma di un gesto che, se confermato, configura una condotta volontaria e crudele, aggravata dall’omissione di soccorso che, è bene ricordarlo, da qualche anno è obbligatoria anche nel caso in cui si investa un animale".
L’associazione annuncia inoltre di aver sporto denuncia alle autorità competenti affinché vengano svolte tutte le indagini necessarie per individuare e perseguire il responsabile. LNDC Animal Protection "invita tutti i cittadini che possano aver assistito ai fatti o che dispongano di informazioni utili – anche apparentemente insignificanti – a rivolgersi alle forze dell’ordine o all’associazione stessa scrivendo ad avvocato@lndcanimalprotection.org. In particolare, secondo le testimonianze, il veicolo coinvolto sarebbe una jeep di vecchio modello, dettaglio che potrebbe rivelarsi fondamentale per le indagini. È fondamentale la collaborazione di tutti. Solo grazie al senso civico dei cittadini sarà possibile assicurare alla giustizia chi ha causato la morte di Choco. Non possiamo accettare che episodi di tale violenza restino senza conseguenze" conclude l’associazione, aggiungendo che il caso continuerà ad essere monitorato e che si costituirà parte civile nell’eventuale processo.