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'Come l’acqua', a teatro a Vinci per raccontare trent’anni di attività per le donne

Il teatro della Misericordia di Vinci (foto dal web gliominiboni.it)

È lo spettacolo per celebrare l’associazione L’Acqua in Gabbia. In ponte anche un progetto per ascoltare bisogni ed esperienze delle donne sul territorio

Trent’anni di memoria e impegno civile. È “Come l’acqua - Le donne e la storia”, lo spettacolo in programma per domenica 12 aprile alle 17.00 al Teatro della Misericordia di Vinci per celebrare l’attività ultradecennale de L’Acqua in Gabbia, l’associazione vinciana che opera a favore delle donne.

Sarà anche l’occasione, al termine dello spettacolo, della presentazione ufficiale della Consulta delle donne del Comune di Vinci e del lancio del nuovo progetto realizzato dalla Consulta, in collaborazione con l'Assessorato alle pari opportunità: "Voce alle Donne. Vinci verso il cambiamento", un questionario anonimo rivolto alle donne del territorio, pensato per raccogliere bisogni esperienze e proposte e contribuire quindi in maniera concreta a costruire politiche e iniziative più efficaci e vicine alla comunità.

Il progetto ha inoltre visto la collaborazione di alcuni negozi e commercianti del territorio, (insieme a farmacie e ambulatori medici), che hanno dato la propria disponibilità come punti di raccolta dei questionari.

L’Acqua in Gabbia ha saputo in questi anni essere un presidio fondamentale di ascolto, sostegno e crescita per tante donne del nostro territorio – commenta Daniele Vanni, sindaco di Vinci.

Con iniziative come questa vogliamo ribadire l’impegno dell’amministrazione comunale nel promuovere pari opportunità reali, valorizzare il ruolo delle donne nella società e costruire strumenti concreti di partecipazione. Le attività della Consulta delle donne e il progetto ‘Voce alle Donne’ vanno esattamente in questa direzione: dare spazio, ascolto e voce, affinché ogni esperienza possa contribuire al cambiamento.

Invito tutta la cittadinanza a partecipare a questo momento di condivisione e riflessione, che unisce cultura, memoria e impegno civile”.

A questo spettacolo il merito di realizzare un filo immaginario di collegamento tra l'esperienza dell'associazione L'Acqua in Gabbia e l'attività della Consulta oggi – aggiunge Mila Chini, assessora alle pari opportunità e alle politiche di genere.

L'Acqua in Gabbia è da sempre un punto di riferimento importante per tutto il territorio per molteplici tematiche legate al ruolo della donna. Insieme alla Consulta, le aderenti e l’amministrazione comunale sono impegnate nell'intento di trasformare la nostra realtà a misura di donna. Per fare questo abbiamo bisogno di comprendere la realtà delle donne che vivono Vinci e da qui la necessità di intraprendere un percorso di conoscenza attraverso la somministrazione di un semplice questionario”.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 0571933285. L’ingresso è aperto a tutta la cittadinanza.

Lo spettacolo

Sul palco verrà rappresentato un momento di profonda continuità ideale con l’esperienza trentennale dell’associazione vinciana “L'Acqua in gabbia”.

Come spiega Alice Del Ministro, regista dello spettacolo, “il titolo richiama l’elemento dell’acqua come simbolo di un’energia che scorre, insiste e cambia forma, rifiutando ogni barriera che cerchi di trattenerla. Questo fluire viene raccontato attraverso tre estratti di passate produzioni teatrali che hanno segnato la vita dell'associazione, mettendo in luce la forza silenziosa ma inarrestabile del pensiero femminile. La scelta artistica non è affidata a professioniste, ma a donne del territorio che, con entusiasmo e coraggio, hanno scelto di mettersi in gioco come attrici e cantanti per condividere gioie, fatiche e passioni.

La narrazione attraversa momenti cruciali del Novecento locale e nazionale. Si parte dalle radici del territorio con scene tratte da “Le donne di casa mia”, opera del 1996 che rievoca la vita di contadine, fiascaie e sarte, documentando i primi scioperi femminili per il miglioramento delle condizioni di lavoro nelle nostre zone. Il racconto prosegue toccando le corde della Resistenza con la figura di Rina Chiarini, la partigiana “Clara”, simbolo di una presenza costante e determinata nella costruzione della libertà. La musica e il canto, dal coro popolare alle canzoni che hanno segnato il cammino del movimento femminista, accompagnano lo spettatore in un viaggio che va dall'analfabetismo del primo secolo alla conquista di una piena consapevolezza di genere.

L’ultima parte della rappresentazione offre un estratto da “Le Donne di Barbablù” (2016), ispirato alla celebre opera di Clarissa Pinkola Estés, per esplorare la natura più profonda e "selvaggia" dell'anima femminile. È un invito alla rinascita e alla solidarietà, dedicato a tutte le donne che sanno perdonare, ricucire e camminare a testa alta”.

Fonte: Comune di Vinci - Ufficio Stampa

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