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Farmacie private, proclamato sciopero

I sindacati: "Stipendi bassi e contratto fermo da mesi"

Nuova mobilitazione per i lavoratori delle farmacie private: Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Uil Toscana hanno proclamato uno sciopero per il 13 aprile, accompagnato da una manifestazione nazionale a Roma.

Alla base della protesta c’è il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto ad agosto 2024. Dopo undici incontri e una rottura delle trattative nell’estate del 2025, i sindacati denunciano l’assenza di un accordo con Federfarma, accusata di non voler riconoscere aumenti salariali adeguati all’inflazione né valorizzare la professionalità dei dipendenti.

Secondo le organizzazioni sindacali, a fronte di una crescita della spesa farmaceutica e dei servizi erogati dalle farmacie – spesso finanziati anche dal Servizio sanitario nazionale – i benefici economici resterebbero concentrati sui titolari, senza ricadute sui lavoratori.

“Non è vero che chi lavora in farmacia guadagna bene”, sostengono i sindacati, sottolineando come un farmacista dipendente, nonostante una laurea quinquennale e l’obbligo di formazione continua, percepisca stipendi intorno ai 1.500 euro mensili, che arrivano a circa 1.700 euro solo dopo molti anni di esperienza.

Al centro della protesta anche il tema delle nuove mansioni: ai dipendenti viene richiesto di svolgere servizi aggiuntivi, senza però un adeguato riconoscimento economico o professionale. I sindacati chiedono inoltre che la formazione sia garantita durante l’orario di lavoro e retribuita.

Non manca poi la denuncia di pressioni nei confronti dei lavoratori in vista dello sciopero. Dopo l’ampia adesione registrata nella mobilitazione del 6 novembre scorso, la prima nel settore, le sigle sindacali segnalano un clima più teso, con minacce di sanzioni per scoraggiare la partecipazione.

Altro punto critico riguarda la gestione dei servizi essenziali durante lo sciopero. Secondo i sindacati, esistono protocolli già applicati in altri contesti che garantiscono l’apertura delle farmacie a turnazione, ma Federfarma non sarebbe disponibile a discuterne, sostenendo invece modelli che consentirebbero alle attività di restare quasi completamente operative.

In Italia sono circa 75mila i dipendenti delle farmacie private, di cui circa 5mila in Toscana, in larga parte donne. Da qui l’appello finale delle organizzazioni sindacali: riaprire il confronto e arrivare a un accordo che riconosca concretamente il valore del lavoro svolto ogni giorno nelle farmacie.

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