gonews.it

Pannelli agrivoltaici nella Piana di Rosia, oltre 700 persone per dire no

La manifestazione a Sovicille

“La giornata di oggi segna il solco, la differenza profonda fra due idee di futuro, fra due idee di transizione ecologica: da una parte, il passaggio all’energia prodotta da fonti rinnovabili visto come mercato, come occasione di profitto e di speculazione, senza alcuna considerazione delle comunità e dei territori; dall’altra, la visione realmente ecologica della necessità di una transizione frutto di programmazione, partecipata, condivisa, democratica e rispettosa del contesto ambientale e umano in cui va ad inserirsi. La Piana di Rosia non è un vuoto da riempire”.

Lo ha detto Giuseppe Gugliotti, sindaco di Sovicille dal palco del campo sportivo a conclusione della manifestazione “Sì all’energia pulita, no alla speculazione” organizzata dal Comune di Sovicille in collaborazione con il Coordinamento Temi Ambientali e Transizione Energetica che ha visto per le vie di Rosia la partecipazione straordinaria di oltre 700 tra cittadine e cittadini, sindaci e istituzioni locali e regionali, associazioni del terzo settore e agricole. Tutte concordi nel dire no a proposte progettuali calate dall’alto come quelli sulla Piana di Rosia tra cui, solo l’ultima in ordine di tempo, ha una previsione di 238 ettari e 180mila pannelli agrivoltaici da installare.

Alla manifestazione, aperta dal Gruppo filarmonico Jazz Band di Rosia, sono intervenuti anche la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, la sindaca di Poggibonsi e presidente Anci Toscana Susanna Cenni, il consigliere regionale Simone Bezzini, il Comune di Chiusdino. Tra gli interventi quello di Federico Taddei, presidente Cia Agricoltori Italianai di Siena, Giuseppe Giambrone Tuscany Camp e Alesandro Vigni (Cer Val di Merse).

“Noi condividiamo la transizione ecologica – ha detto Gugliotti – ma senza che l’efficienza energetica divenga pretesto e licenza per occupare e consumare suolo e territorio senza condizioni e senza vincoli. E su questo territorio, su questo paesaggio, su questo ambiente la nostra comunità ha costruito nel tempo la sua economia agricola e la sua attrattività, turistica ma non solo come nel caso delle attività sportive.”

Nel mese di febbraio la Giunta comunale di Sovicille ha approvato all'unanimità una delibera con cui ha richiesto l'avvio del procedimento per la dichiarazione di notevole interesse pubblico per la "Piana di Rosia". Il territorio comunale di Sovicille, esteso su circa 14.374 ettari, è infatti già vincolato per il 75-80% grazie a precedenti decreti ministeriali e normative regionali, che hanno contribuito a uno sviluppo sostenibile, bilanciando crescita economica, tutela ambientale e benessere sociale. Negli ultimi tempi, tuttavia, si è registrata una crescente pressione finalizzata a destinare il terreno della Piana di Rosia a mega impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che produrrebbero trasformazioni rapide, incontrollate e difficilmente reversibili.

La Provincia di Siena: “La transizione energetica non può prescindere dalla pianificazione territoriale”

“La transizione energetica è un obiettivo che le amministrazioni locali non mettono in alcun modo in discussione. Come sindaci siamo pronti ad accompagnarla e promuoverla in maniera puntuale e determinata. Ma vogliamo farlo con l’ambizione di coniugare questa priorità con la tutela della vocazione agricola, turistica e sociale dei nostri territori, proteggendoli da speculazioni finanziarie travestite da investimenti green, con impianti spesso sovradimensionati rispetto al contesto territoriale, rischiando di intaccarli irreparabilmente”.

Lo ha sottolineato dal palco di Rosia, a conclusione della manifestazione “Energia pulita sì, speculazione no” la Presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti ricordando come quasi tutti i Sindaci della provincia di Siena, su questo tema, abbiano sottoscritto un documento unitario.

“E’ fondamentale - ha detto la Presidente Carletti - che non venga tolta ai Sindaci una delle prerogative fondamentali dei loro mandati amministrativi, per cui vengono eletti dai cittadini: la pianificazione territoriale. Privare le amministrazioni comunali di questa funzione strategica significa eliminare l’unica leva di vera contrattazione che i sindaci hanno nei confronti dei soggetti proponenti con impianti che, in area agricola, vanno in deroga agli strumenti urbanistici”.

“Le amministrazioni, infatti, vengono relegate all’espressione di pareri non vincolanti o costrette ad architetture amministrative che hanno la finalità di scongiurare proposte di impianti che spesso sono sovradimensionati per territori di pregio o particolarmente delicati come recentemente accaduto con l’eolico nelle Crete Senesi o con l’agrivoltaico a Sovicille o, addirittura, in territori di confine come nel caso di San Casciano dei Bagni”.

“Il rischio attuale e concreto a cui stiamo assistendo è quello di subire sistematicamente le proposte di determinati impianti senza lo strumento principale con cui poterli contrattare o migliorarne gli impatti. Come sindaci non possiamo accettare che i Comuni vengano privati dallo Stato degli strumenti di programmazione e pianificazione dei propri territori. Nessun sindaco può ritenere accettabile un atteggiamento e imposizione simile nei confronti della propria comunità”.

“Per questo diciamo con chiarezza che la transizione energetica non può essere calata dall’alto né svincolata dagli equilibri sociali, economici e paesaggistici delle nostre comunità. I territori devono essere protagonisti, non spettatori. Come Sindaci della provincia di Siena siamo pronti a programmare ogni iniziativa a sostegno degli obiettivi fissati per la transizione energetica ma senza cancellare il diritto-dovere dei Comuni di pianificare i propri territori”.

Exit mobile version