Alcuni residenti del quartiere di piazza Tanucci a Firenze hanno ricevuto notifiche di sanzioni amministrative comprese tra i 1.000 e i 10.000 euro per aver partecipato alla manifestazione durante l’apertura della sede provinciale di Futuro Nazionale.
La notizia è stata diffusa nella serata di mercoledì 15 aprile dal Comitato Tanucci Piazza Aperta, nato per contrastare l’insediamento del partito guidato da Roberto Vannacci. L’inaugurazione della sede, avvenuta lo scorso 28 marzo, era stata accompagnata da proteste e da un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine.
Il comitato parla di un segnale allarmante per il quartiere: “Questo atto rappresenta un segnale molto preoccupante”. Nel comunicato si sottolinea come la zona venga descritta come “un quartiere complesso ma aperto e vivo”, accusando l’apertura della sede politica di aver generato tensioni, episodi di conflitto e un clima di insicurezza. Nel testo si legge inoltre che “l'apertura della sede di Futuro Nazionale ha portato con sé solo tensioni e blindature”, con accuse di comportamenti aggressivi e iniziative ritenute divisive.
Nel comunicato viene espresso timore per l’atteggiamento delle istituzioni: “Siamo preoccupati dal fatto che le istituzioni tutelino, con blindati e polizia, la sede di Futuro Nazionale e che multino e intimidiscano chi rappresenta una voce collettiva”.
Il comitato rivolge quindi un appello alla sindaca Sara Funaro affinché intervenga per “prendere posizione sulle multe arrivate agli abitanti del quartiere” e garantire il libero utilizzo della piazza.
Non si è fatta attendere la risposta del partito. In una nota, il responsabile provinciale FN Andrea Cuscito respinge le accuse: “Le sanzioni comminate dalle autorità non sono il frutto di un accanimento politico: sono la naturale conseguenza del mancato rispetto delle norme vigenti”.
Cuscito ribadisce il principio di legalità: “In uno stato di diritto le leggi si rispettano. Chi le rispetta non riceve multe”. Sulla presenza delle forze dell’ordine, aggiunge: “era necessaria proprio a causa delle tensioni generate da chi, anziché scegliere il confronto civile, ha optato per la pressione intimidatoria”. Il partito rivendica inoltre la legittimità dell’iniziativa: “Noi eravamo lì per inaugurare una sede politica, nel pieno rispetto della legge”.
