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Sanità privata, sciopero e manifestazione a Roma. La Fp Cgil Firenze lancia presìdi davanti a strutture territorio

Oggi a Roma si è tenuta la manifestazione in piazza Santi Apostoli per lo sciopero nazionale della sanità privata per il rinnovo dei Contratti Aris e Aiop non rinnovati da 8 e 14 anni. Uno sciopero proclamato da Fp Cgil, insieme a CISL e UIL di categoria. Tantissimi ADB, OSS, infermieri, educatori, animatori, fisioterapisti, logopedisti, psicologi, amministrativi sono confluiti per chiedere stipendi e condizioni di lavoro dignitose. Tanti dalla Toscana e da Firenze hanno aderito allo sciopero (adesione sull’80-90%) e preso parte alla manifestazione ma tanti altri, anche nel territorio fiorentino, non hanno potuto scioperare perché il combinato disposto di garantire i servizi minimi essenziali agli utenti e organici delle strutture ridotti all’osso inibisce fortemente la possibilità di esercitare il costituzionalmente garantito diritto di sciopero.

Fp Cgil Firenze nell’occasione vuole lanciare l’allarme per chi lavora nel settore della Sanità Privata, in condizioni di salute e sicurezza non più sostenibili. Dalla prossima settimana partirà una serie di proteste di fronte ad alcune case di cura e Rsa del territorio fiorentino: primo appuntamento giovedì prossimo davanti ad Oda San Luigi a Firenze Castello.

L’attuale situazione mette a rischio la qualità del servizio offerto agli utenti. Su di loro si scarica infatti tutto il peso di un comparto in sofferenza e che comunque impiega oltre 300 mila lavoratrici e lavoratori in tutta Italia, di cui 3mila nella provincia fiorentina in decine di Case di Cura e Rsa.

Paradosso, la sanità privata è un settore in crescita e lo dimostrano i dati, nel 2023 il fatturato complessivo a livello nazionale ha toccato la cifra record di 12,02 miliardi di euro, segnando una crescita del 15,5% rispetto al 2019. Ma non cresce solo il fatturato, gli utili netti sono raddoppiati in un solo anno, raggiungendo i 449 milioni di euro.

LE CRITICITA’

L’aumento di fatturato e utili non si riflette tuttavia nelle migliori condizioni di chi ci lavora ma anzi si registra un progressivo peggioramento: sia per la progressiva erosione del potere di acquisto di stipendi fermi da troppi anni che a causa di organici sempre più ridotti all’osso, a cui è demandata per intero la tenuta assistenziale di un’utenza sempre più fragile. Negli ultimi 15 anni in molti reparti delle strutture di sanità privata fiorentina, dalle case di cura ai centri di riabilitazione per disabilità gravi, gli operatori si sono ridotti drasticamente, in vari casi anche della metà.

Come se non bastasse, per tutelare ulteriormente i margini di ricavo datoriale lavoratrici e lavoratori vengono spesso gestiti come lavoratori a chiamata: in caso di calo degli ingressi dei pazienti nelle strutture vengono lasciati a casa, dall’oggi al domani, a smaltire banche ore e ferie accumulati in picchi di esigenze di servizio.

In alcune strutture convenzionate si registra inoltre l’utilizzo di cooperative che forniscono personale necessario al rispetto del minutaggio assistenziale previsto dalle convenzioni con ASL e Regione: personale che lavora gomito a gomito con il personale dipendente, in una formulazione del rapporto di lavoro ancor più flessibile e quindi precario e mal pagato, delineando una situazione di intermediazione di manodopera non concessa dalla normativa del lavoro.

Questa drammatica situazione dell’organico presente nelle strutture sembra ulteriormente confermata dalle liste sui servizi minimi essenziali che vengono fatte uscire in caso di sciopero, da cui emerge chiaramente che ogni giorno si lavora con i numeri minimi assistenziali e che conseguentemente determina anche una forte limitazione dell’esercizio del diritto di sciopero, oltre ad un forte stress lavoro-correlato. Anzi, spesso il giorno dello sciopero gli operatori “precettati” in turno sono superiori a quelli di un qualsiasi altro giorno.

In molte strutture anche la gestione delle emergenze risulta inadeguata: uscite di emergenza rotte per mesi, mancanza di piani di lavoro, casi di malattie infettive non gestiti tempestivamente, mancata distribuzione dei DPI, eccetera. È necessario che gli organi di controllo facciano un’attività precisa e puntuale sulle condizioni di lavoro anche in termini di salute e sicurezza. Il tempo passa scaricando il rischio esclusivamente su chi ci lavora, giorno e notte.

LA RIVENDICAZIONE SINDACALE

Fp Cgil Firenze chiede alle controparti, ARIS e AIOP, di arrivare a un rinnovo contrattuale di fronte alle lavoratrici e lavoratori che chiedono condizioni di lavoro dignitose e salari all’altezza della professionalità, non a caso registriamo ogni giorno una vera fuga verso il pubblico o dall’estero, se non addirittura verso altre mansioni e aziende non sanitarie, determinando un impoverimento progressivo in termini di competenze di tutto il comparto e del Servizio reso alla collettività. Chiediamo al Governo di farsi parte attiva affinché si creino le condizioni per un rinnovo a partire dal vincolare i sistemi di accreditamento anche ai rinnovi contrattuali, incentivando un’attività precisa e puntuale sulle condizioni di lavoro da parte degli organi di controllo.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil Toscana e Firenze

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