Inaugurato all'ospedale di Piombino il servizio psichiatrico di diagnosi e cura

La Regione continuerà ad investire sull’ospedale di Piombino, per farlo crescere assieme a quello di Cecina. “Su questo stabilimento continueremo ad investire, per garantire risposte ancora migliori ai bisogni di salute dei cittadini” sgombera il campo da qualsiasi equivoco il presidente della Toscana Eugenio Giani, non presente a Piombino per sopraggiunti impegni istituzionali. E l’assessora alla sanità Monia Monni traccia la strada, incontrando gli operatori. “Cecina e Piombino sono un ospedale unico e tale rimarranno – spiega -. Su un territorio così piccolo non possiamo permetterci due ospedali che fanno lo stesso mestiere: possiamo però valorizzare le caratteristiche, vocazioni, specialità e competenze di ciascuno dei due stabilimenti ed è quello che faremo”.
L’inaugurazione del servizio psichiatrico di diagnosi e cura che c’è stata oggi, lunedì 20 aprile, ne è un esempio.
Nella crescita dei due stabilimenti, integrazione e dialogo con il territorio sono le parole d’ordine. “Questo ospedale può crescere” ripete più volte l’assessora. “Se Piombino e Cecina fossero rimasti due ospedali distinti, il nuovo reparto di psichiatria non si sarebbe probabilmente potuto realizzare” chiosa il presidente della Toscana Eugenio Giani. Invece l’Asl Toscana Nord Ovest ci ha investito un milione e 180 mila euro: un passaggio significativo nel rafforzamento della rete delle attività dell’ospedale Villa marina, con un impatto diretto sulla qualità e sull’efficacia dei percorsi assistenziali per la salute mentale nel territorio delle Valli Etrusche e dell’Elba.
"La disponibilità di un servizio psichiatrico di diagnosi e cura consentirà una risposta più tempestiva e appropriata ai bisogni assistenziali in fase acuta - dice Maria Letizia Casani, direttrice generale dell'Asl Toscana nord ovest -. La struttura inaugurata oggi conta nove posti letti e cinque nuovi medici hanno implementato l’equipe multiprofessionale: dodici infermieri, un coordinatore e sette operatori socio-sanitari compongono il resto del personale”.
L’investimento fatto è un esempio concreto della volontà di valorizzare il presidio.
Quello di Piombino è sicuramente un ospedale piccolo: 143 posti letto, lo sguardo che nelle giornate di cielo terso si allunga non solo sull’Elba ma anche sulla Corsica, 21.508 accessi al pronto soccorso, 4058 ricoveri, 1872 prestazioni ambulatoriali garantite dal reparto di oncoematologia.
E’ un ospedale di periferia: ma è anche un ospedale a vocazione chirurgica con buoni numeri (1926 interventi nel 2025) e “dove i medici possono crescere e imparare”, si sottolinea nel corso dell’incontro che l’assessora Monni ha avuto subito dopo l ‘inaugurazione con operatori e medici del nosocomio per un “confronto franco e schietto e soprattutto per ascoltare”.
Monni l’ha già fatto in altri ospedali, nel corso del viaggio avviato da qualche mese. Lo sfondo e la cornice sono i soliti di altre realtà: la mancanza di personale, i medici che a volte non si trovano perché preferiscono i grandi ospedali, la crisi di vocazione, il definanziamento da parte dello Stato della sanità pubblica con percentuali del Pil che non crescono ma arretrano, la sfida della sanità territoriale per offrire nuovi servizi ed evitare l’assalto ai pronto soccorso, la spesa “out of pocket” (quella che intacca le tasche dei cittadini) che cresce ed ha raggiunto il 22 per cento. Ogni ospedale ha poi le sue peculiarità e l’obiettivo, ogni volta, è trovare risposte, raccogliere bisogni e idee, creare un clima positivo per lavorare al meglio. Ovunque, rivedendo anche i modelli (se necessario).
Nei prossimi mesi, a settembre 2026, partirà il cantiere del pronto soccorso. L’investimento è di cinque milioni e 734 mila euro. Complessivamente nella zona delle Valli Etrusche ed Elba sono in corso lavori finanziati (non solo con i fondi del Pnrr) per ristrutturazioni e costruzione di ambienti sanitari per oltre 34 milioni.
“Il nostro obiettivo – conclude l’assessora Monni – è difendere la sanità pubblica: dalla tenuta del sistema toscano passa la tenuta del sistema sanitario italiano”.
Fonte: Regione Toscana