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Fabrizio Mannini dona il suo libro alla pediatria del San Giuseppe

Un libro donato in ospedale può diventare molto più di un gesto simbolico. Nella Giornata internazionale del libro, la Pediatria dell’ospedale San Giuseppe di Empoli ha accolto la donazione di alcune copie de Il mondo degli gnomelfi di Montalbano, volume illustrato scritto da Fabrizio Mannini e destinato ai piccoli pazienti, in una giornata che ha unito promozione della lettura, cura e attenzione ai bambini.

Il libro racconta il mondo degli gnomelfi di Elfi Town, tra natura, cooperazione e solidarietà. Un racconto che richiama valori educativi e relazionali e che sostiene anche la Fondazione Labor Pro per aiutare bambini in difficoltà. Le copie sono state consegnate nella sala dell'orologio alla direttrice del presidio ospedaliero Francesca Bellini, al direttore della Pediatria Roberto Bernardini e alla pediatra Maria Furno, referente aziendale del programma Nati per Leggere.

«Ringraziamo l’autore per questa donazione che arricchisce il patrimonio di letture a disposizione dei bambini ricoverati e delle loro famiglie – ha detto il professor Roberto Bernardini –. In pediatria il libro non è solo intrattenimento, ma può essere uno strumento di vicinanza, relazione e sostegno anche nei momenti di fragilità».

«Questa iniziativa assume un significato particolare proprio nella Giornata internazionale del libro – ha aggiunto Francesca Bellini –. La donazione valorizza un’attenzione concreta all’umanizzazione delle cure e conferma quanto anche gesti semplici possano contribuire alla qualità dell’esperienza ospedaliera».

La consegna si inserisce in un contesto già sensibile alla promozione della lettura. La Pediatria empolese aderisce infatti a Nati per Leggere, programma nazionale attivo dal 1999 che promuove la lettura ad alta voce fin dai primi mesi di vita. Un’attività portata avanti, oltre che dalla dottoressa Furno, anche da infermiere e ostetriche, con una biblioteca di reparto che nella ludoteca comprende numerosi volumi e nella Neonatologia anche un libro per lingua in italiano, spagnolo, francese, cinese, arabo e albanese.

«La lettura condivisa ha basi scientifiche solide – ha spiegato Maria Furno –. Rafforza il legame tra genitori e figli, sostiene lo sviluppo linguistico e cognitivo e offre un’alternativa preziosa all’esposizione precoce ai dispositivi elettronici. Anche in ospedale leggere insieme può trasformare il tempo di attesa in un momento di cura».

Fonte: Azienda Usl Toscana Centro - Ufficio stampa

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