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I personaggi che hanno reso grande Empoli: incontro dei Lions Club

La conviviale del 16 dei Lions Club Empoli Ferruccio Busoni ha visto tra i protagonisti la dottoressa Cristina Chelli, intervenuta con una relazione dedicata agli “Itinerari letterari di Empoli”. Nel suo intervento ha ripercorso episodi, figure e opere che hanno contribuito a dare notorietà alla città ben oltre i confini locali, arricchendo il racconto con curiosità e aneddoti.

Laureata a Pisa in Lingue e letterature straniere, Chelli ha poi conseguito un master in didattica dell’italiano per stranieri all’Università di Siena. Dal 2003 lavora nella biblioteca comunale, dove si occupa di consulenza, e svolge anche attività di guida turistica, essendo iscritta all’albo nazionale e associata a Confguide, accompagnando gruppi in visita sul territorio.

Nel corso dell’incontro è stata ripercorsa la storia di Empoli, le cui origini risalgono al XIII secolo attorno alla Pieve di Sant’Andrea, con radici ancora più antiche di epoca romana e longobarda. La città si affermò nel tempo come importante scalo commerciale sull’Arno, “in portum”, da cui deriverebbe il nome, punto di passaggio per merci e persone e luogo di incontro tra culture diverse. Tra le attività principali vi era il commercio del sale, proveniente da Volterra e distribuito lungo un percorso che attraversava Porta Giudea e l’area dell’antico ghetto, oggi piazza del Popolo, fino a via degli Asini, attuale via Ridolfi, e al Magazzino del sale, oggi sede del Museo del Vetro. Il sale, fondamentale per la conservazione degli alimenti e per i processi manifatturieri, aveva un valore tale da essere utilizzato anche come moneta.

Con il tempo, l’identità economica della città si è legata alla produzione del vetro verde, il cosiddetto “empolese”, che ha lasciato un segno evidente nel paesaggio urbano, caratterizzato dalle alte ciminiere delle fornaci. Non a caso, il pittore Sineo Gemignani ha posto al centro di una sua opera la figura del vetraio, simbolo di una tradizione oggi riscoperta anche dai collezionisti.

Il percorso letterario ha poi toccato il racconto di Anna Banti, che ne La camicia bruciata ricorda il passaggio della principessa Marguerite d’Orléans diretta all’Ambrogiana per incontrare il futuro sposo Cosimo III de’ Medici. Spazio anche a Pontormo, che nel Libro mio descrive con precisione le proprie abitudini alimentari, semplici ma originali, e alla figura di Jacopo Empoli, noto anche per il suo carattere più estroverso e per la consuetudine di chiedere compensi in natura.

In tempi più vicini a noi, Corrado Alvaro, nel volume Itinerari italiani, ha offerto uno spaccato della vita quotidiana di provincia, descrivendo Empoli come un microcosmo autentico: piazza Farinata degli Uberti animata dai bambini che giocano, gli uomini raccolti nelle osterie davanti a un gottino, le madri affacciate alle finestre. Un’immagine sospesa tra memoria e realtà, che restituisce il senso più profondo della città.

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