Sono passati tre anni dall’assassinio della psichiatra Barbara Capovani per mano di un suo paziente e questa tragica ricorrenza è l’occasione per l’Aoup e l’Azienda USL Toscana nord ovest di ricordare quanto la sicurezza degli operatori sanitari sia un tema nevralgico per le aziende, sottoposto a monitoraggio continuo con azioni preventive, formative e investimenti sin da quando sono state emanate le prime disposizioni regionali in materia anni fa.
Un delitto premeditato, secondo le indagini, che poteva avvenire ovunque ma che, di fatto, si consumò davanti all’Edificio che, all’Ospedale Santa Chiara, ospita il Servizio psichiatrico diagnosi e cura (Spdc) dell’Azienda USL Toscana nord ovest, dove la professionista lavorava. Dunque nei tranquilli vialetti di un ospedale. Una tragedia vissuta come uno spartiacque anche nell’immaginario collettivo, da cui l’esigenza di rafforzare ancora di più le già numerose misure di sicurezza intraprese da tempo negli ospedali e nelle varie aree sanitarie, senza dimenticare che restano luoghi di cura aperti e con affluenze elevatissime da parte dell’utenza.
L’Aoup registra (dati 2025) 92mila accessi annui al Pronto soccorso e una mole di attività ambulatoriale che conta oltre 300mila accessi, con quasi 8 milioni di prestazioni annue, senza contare gli oltre 52mila ricoveri totali, il che equivale ad essere esposto alle intemperanze anche di chi sconta situazioni di marginalità sociale.
Particolarmente importante è poi il dato dell’Azienda USL Toscana nord ovest che, con tutte le sue strutture territoriali e ospedalieri e oltre 14mila dipendenti, eroga prestazioni a un’utenza estremamente consistente e variegata, con oltre 443mila accessi all’anno in Pronto soccorso, quasi 100mila ricoveri in presidi pubblici e un totale, escludendo il laboratorio, di oltre 4 milioni di prestazioni ambulatoriali in regime istituzionale (anche qui dati relativi al 2025).
In ogni caso negli anni sono stati effettuati tanti investimenti nel settore della sicurezza e nel marzo 2024 le due Aziende sono state fra le prime in Italia a firmare in Prefettura il Protocollo in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, per la gestione degli interventi urgenti nei casi di aggressione e di violenza nei confronti degli operatori del settore, cui hanno fatto seguito, sotto il coordinamento della Prefettura, periodiche riunioni con tutti gli enti e le istituzioni coinvolti per valutare le azioni intraprese, fra cui un’intensa attività di formazione per gli operatori, sulla prevenzione e le principali tecniche di de-escalation anche con esponenti delle forze dell’ordine.
Di seguito solo alcune delle tante misure adottate sia in Aoup sia in Azienda Usl Toscana nord ovest, con l’impegno costante a monitorare sempre di più e investire fortemente in questo settore per il benessere di tutti: vigilanza h24 da parte del personale addetto nei luoghi più esposti al rischio di aggressione e ai varchi di ingresso dei vari presidi ospedalieri, autopattuglie, sistemi di videosorveglianza interni ed esterni ai vari edifici, pulsantiere e dispositivi indossabili o “easy touch” per il personale in trasferta domiciliare, parcheggi illuminati, vetri divisori agli sportelli di front-office, procedure aziendali dedicate, sportelli di ascolto, di supporto psicologico e di tutela legale per il personale, attività formative a distanza e in presenza, locandine informative, presenza dei facilitatori nelle sale d’attesa dei pronto soccorso.
“Ricordare la psichiatra Barbara Capovani per noi è un dovere – dichiara la direttrice generale dell’Aoup Katia Belvedere – non solo in quanto donna, visto che sono anni tragici per i troppi femminicidi che sconvolgono l’Italia da nord a sud, ma anche e soprattutto perché è stata brutalmente colpita una professionista del sistema sanitario pubblico nello svolgimento della sua missione. Per questo, in sua memoria e a supporto dei nostri operatori che giorno per giorno sono impegnati nella cura e assistenza dei pazienti, questa Direzione conferma un assoluto impegno nella loro tutela e protezione. La violenza contro i professionisti sanitari è un atto inaccettabile che mina la serenità e la sicurezza dei luoghi di cura perciò l’Azienda continuerà a impegnarsi per creare accoglienza, abbassare il livello di tensione e garantire sempre un ambiente di lavoro sicuro, rispettoso e protetto per tutti i professionisti e per i cittadini assistiti.
“Barbara Capovani - evidenzia la direttrice generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest Maria Letizia Casani - rimarrà nel cuore di tutti noi. Non era solo una psichiatra stimata, ma un simbolo di dedizione al servizio pubblico. Ricordarla oggi significa onorare la sua memoria continuando a interrogarci su come proteggere chi, ogni giorno, dedica la propria vita alla cura degli altri. Un pensiero affettuoso lo rivolgo dunque alla famiglia di Barbara e a tutti i sui colleghi e colleghe che con determinazione e costanza si impegnano quotidianamente per mantenere vivo il suo ricordo e proseguire il lavoro di assistenza e cura delle persone meno fortunate che si rivolgono ai nostri servizi. Il nostro impegno continuerà nella direzione che abbiamo intrapreso negli ultimi anni sui temi della prevenzione e della sicurezza, con tolleranza zero rispetto alle aggressioni. Serve però anche un ulteriore salto culturale all’interno della nostra comunità.”
Fonte: Aou Pisa - Ufficio stampa
