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La Città Ecologica presenta un contributo alla legge regionale toscana sulle aree idonee per le rinnovabili

Documento inviato a Regione, enti locali e amministratori: al centro transizione energetica, grandi impianti fotovoltaici ed eolici e accelerazione verso gli obiettivi al 2030 e 2050

La Città ecologica, avvalendosi del contributo di esperti di livello nazionale, ha elaborato un contributo alla stesura della legge regionale sulle aree idonee che la Regione dovrebbe approvare entro il 21 maggio 2026 (120gg dall’entrata in vigore della Legge 15 gennaio 2026, n. 4). Il documento è stato già inviato al Presidente della Regione, agli assessori e consiglieri regionali, nonché ai sindaci di Pisa e San Giuliano Terme ed al Presidente della Provincia.

Esso assume come priorità la Transizione Energetica e il contrasto ai cambiamenti climatici, essi sì distruttivi del paesaggio, dell’agricoltura, della biodiversità e, in prospettiva, della stessa vita sul pianeta. Ma anche dalla priorità di realizzare l’indipendenza energetica del paese e quindi di ridurre fortemente, fino in prospettiva ad azzerare, l’uso dei combustibili fossili, puntando tutto sull’energia pulita ricavata da sole e vento, le uniche risorse energetiche di cui l'Italia dispone.

"La Regione Toscana è indietro su questa strada che pur dichiara di voler perseguire - dichiara La Città Ecologica Aps -. La regione, per raggiungere l’obbiettivo al 2030 doveva arrivare ad avere nel 2025 3.384 MW di potenza da rinnovabili. Invece si è fermata a 3.177 MW, finendo in fondo tra le regioni italiane. Nei primi tre mesi del 2026 la situazione è ancora peggiore: a fronte di 108,4 MW da installare, ne sono stati installati 88,44, circa il 81%. (dati TERNA). È un ritardo preoccupante".

Se guardiamo gli obbiettivi fissati dal PNIEC 2024 al 2050 la Toscana dovrà installare nuova potenza rinnovabile per 13,65 GW aggiuntivi rispetto al 2020. "Occorre un’accelerazione enorme, anche perché quegli obbiettivi sono a nostro avviso sottostimati".

"Chi dice che tali potenze si possono raggiungere installando pannelli fotovoltaici solo sui tetti di civili abitazioni, capannoni industriali, parcheggi e aree degradate, cioè con i piccoli impianti, evidentemente non ha compreso la dimensione del problema - afferma l'associazione ambientalista - e lo stesso significato di Transizione Energetica vale a dire la necessità di una decarbonizzazione totale di tutte le attività umane, con l’abbandono dell’uso dei combustibili fossili.

I piccoli impianti sui tetti devono certamente essere incentivati per autoconsumo ed anche per realizzare Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) ma quelle piccole superfici possono contribuire solo in maniera marginale alla Transizione Energetica: per essa sono indispensabili grandi impianti fotovoltaici ed eolici.
"Per questo i politici - attaccano -, amministratori e comitati che si oppongono alla realizzazione di qualsiasi impianto fotovoltaico di fatto, checché ne dicano, sono contrari alla Transizione Energetica, sono favorevoli ad andare avanti con i combustibili fossili con tutti i veri disastri che producono".

Nel documento inviato, La Città Ecologica ricorda che la legge regionale non può che applicare la Legge Nazionale, che ha già catalogato alcune aree come idonee, ha definito e normato con precisione l’agrivoltaico (normale ed avanzato) e stabilito che è comunque sempre consentita l'installazione di impianti agrivoltaici in aree agricole attraverso l’impiego di moduli collocati in posizione adeguatamente elevata da terra.

CONTRIBUTO DE LA CITTÀ ECOLOGICA APS ALLA LEGGE REGIONALE TOSCANA SULLE AREE IDONEE

"La Regione secondo noi deve intervenire con proprie risorse per incentivare i comuni ad accettare l'installazione di impianti energetici di grande taglia, (FV , eolico e batterie) - dichiara La Città Ecologica -. La Regione deve incentivare l’Agrivoltaico avanzato rispetto al semplice Agrivoltaico e l’Agrivoltaico rispetto al Fotovoltaico a terra. Inoltre deve dare prescrizioni perché gli impianti agrivoltaici lo siano realmente e siano progettati per garantire il loro inserimento nel paesaggio secondo i criteri dell’agrivoltaico sostenibile. Gli impianti agrivoltaici per ISPRA non rappresentano consumo di suolo".

Ogni progetto deve essere valutato attentamente, per l'associazione ambientalista fa sapere di aver fatto richiesta di accesso agi atti al Comune di San Giuliano Terme e alla Regione Toscana per avere la documentazione di tutti i progetti di impianti FER che ricadono in provincia di Pisa.

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Fonte: Associazione ambientalista La Città ecologica aps

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