“Sono 76 le università insieme per Giulio Regeni, per passare il testimone di una storia che ci vede tutti coinvolti”. Con queste parole la senatrice a vita Elena Cattaneo ha commentato la tappa pisana delle iniziative dedicate a Giulio Regeni a 10 anni dalla morte. L’evento organizzato il 28 aprile da Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna e Scuola Normale Superiore fa parte del programma nazionale “Le università per Giulio Regeni” lanciato dalla Senatrice Cattaneo, "un’onda gialla che si sta diffondendo in tutto il Paese" come l'ha definita il Rettore dell'Università di Pisa Riccardo Zucchi.
La mattinata è cominciata con i saluti istituzionali dei rappresentanti dei tre atenei pisani, sono quindi intervenuti la stessa Cattaneo, Patrick Zaki Soliman, l’avvocata della famiglia Regeni Alessandra Ballerini ed Emanuele Cava, autore del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” proiettato in chiusura dell'evento.
“Abbiamo fatto emergere la figura di Giulio Regeni come studioso, un giovane ricercatore che si era preparato con rigore per affrontare domande complesse e urgenti sulle relazioni tra Stati, sulla libertà e sui diritti dei lavoratori. È questo il Giulio di cui abbiamo discusso nelle nostre università, il protagonista dei suoi studi, la cui vita è stata poi spezzata proprio a causa del suo lavoro”, ha detto Cattaneo.
“Accanto a questa, c’è un’altra storia – ha poi aggiunto la Senatrice - quella della ricerca della verità, portata avanti da dieci anni dai genitori di Giulio Regeni insieme all’avvocata Alessandra Ballerini. Una battaglia che continua ancora oggi come difesa dei diritti e della dignità della persona che riguarda Giulio, ma anche l’intera collettività”.
“La vicenda di Giulio Reggini suscita una serie di sentimenti - ha dichiarato il rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi - orrore per quello che è successo alla sua persona, ma anche sdegno istituzionale per l'attentato alla libertà di ricerca, quindi di nuovo sdegno e quasi rabbia per come è stata gestita la vicenda dalle varie autorità internazionali, per gli ostacoli che si sono frapposti e tuttora si frappongono al raggiungimento della verità”.
Fonte: Università di Pisa - ufficio stampa
