Aggressione alla Casa di comunità Gino Strada, Fials chiede più tutele e sicurezza

(foto da Facebook)
Più sicurezza e tutela per gli operatori sanitari. È quanto chiede la Segreteria Provinciale FIALS (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità) di Firenze alle autorità sanitarie territoriali dopo alcuni episodi di aggressione e violenza che si sarebbero verificati nella Casa di comunità 'Gino Strada' a Empoli. L'ultimo episodio risalirebbe allo scorso venerdì, quando un individuo in presunto stato di alterazione psicofisica si sarebbe introdotto nei locali della struttura con atteggiamenti aggressivi e intimidatori nei confronti del personale sanitario.
Secondo quanto riferito dal sindacato, l'uomo avrebbe preteso denaro e un alloggio, sfogando la propria rabbia su porte e arredi intimorendo i presenti. Temendo per la loro incolumità, il personale avrebbe allertato il 112. L'uomo si sarebbe quindi allontanato autonomamente, per poi tornare successivamente dopo aver appreso che la chiamata alle forze dell’ordine era stata annullata. In seguito, sarebbe stato nuovamente invitato ad allontanarsi dal personale.
Non ci sarebbero stati feriti, ma - come riferisce il sindacato - "il personale presente si è trovato in una condizione di estremo pericolo e forte stress psicologico".
Per questo motivo, considerato che "il rischio di aggressione è ormai una componente critica e frequente nel contesto sanitario", la FIALS ha inviato una lettera all'ASL Toscana Centro e alla Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa, chiedendo formalmente l'attivazione di alcune misure di protezione a tutela dei lavoratori della Casa. In particolare, il sindacato chiede l'installazione di un panic button, un dispositivo fisico o software collegato direttamente al 112, la revisione e l'aggiornamento del protocollo di sicurezza ed evacuazione in caso di intrusione di soggetti violenti e il potenziamento del servizio di vigilanza interna alla struttura.
"La tutela dell’integrità fisica dei dipendenti non è solo un obbligo normativo, ma una condizione necessaria per garantire la continuità e la qualità del servizio assistenziale -, dichiara la FIALS nella lettera -. Non possiamo attendere che un episodio di vandalismo si trasformi in una tragedia irreparabile prima di adottare soluzioni tecnologiche standard già presenti in molte altre realtà sanitarie".
Le preoccupazioni del sindacato si inserirebbero in un quadro considerato critico sul piano della sicurezza e del decoro urbano. "È una delle peggiori zone del centro - hanno detto alcuni inquilini della Casa -. La zona è frequentata da tossici e spacciatori e la sera non usciamo. Dietro al parchetto della scuola - aggiunge un inquilino - ho visto in una rientranza del muro storico delle persone nascoste a drogarsi, alla luce del giorno con i bambini che passavano accanto".