Un ambulatorio per la cura delle disfunzioni del pavimento pelvico

Un disturbo diffuso, spesso taciuto, che incide sulla vita quotidiana della donna. All’ospedale San Giuseppe di Empoli da febbraio 2025 è attivo un ambulatorio dedicato alle disfunzioni del pavimento pelvico. Si tratta di un percorso strutturato che accompagna la paziente dalla diagnosi alla cura, con tempi certi e una presa in carico mirata.
L’attività è svolta dagli specialisti empolesi al secondo piano del presidio di via Boccaccio e si rivolge, in particolare, alle pazienti che presentano incontinenza urinaria e prolasso, condizioni frequenti soprattutto nella menopausa e nella fase successiva.
In Italia si stima che siano oltre 3 milioni le donne che convivono con l’incontinenza, spesso senza parlarne. Con l’aumento dell’età media, questi disturbi sono destinati a crescere e a richiedere risposte organizzate.
«Ci siamo attivati per costruire un percorso che non si limita alla visita, ma segue la paziente in tutte le fasi, dalla valutazione iniziale alla scelta terapeutica più adatta - spiega Massimo Gabbanini, direttore della Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Empoli -. L’obiettivo è intervenire in modo appropriato, riducendo i tempi e migliorando la qualità di vita».
L’accesso avviene su indicazione medica (con la prescrizione che indica visita uroginecologica o esame di urodinamica) e con prenotazione al Cup (indicando la struttura di Ginecologia di via Boccaccio). L’ambulatorio - all'interno del quale lavorano le dottoresse Cristina Regini e Giusy Amarù - è attivo due giorni a settimana e indirizza verso due principali linee di trattamento, da un lato la riabilitazione del pavimento pelvico, dall’altro la chirurgia, seguita da controlli e terapie. La scelta dipende dallo stadio della patologia e dalle caratteristiche della paziente.
Nei casi iniziali si privilegia un approccio conservativo. La riabilitazione, seguita dalle ostetriche, è parte centrale del percorso e si affianca a indicazioni su stile di vita e attività fisica mirata. Quando necessario si ricorre alla chirurgia che resta un riferimento, con le tecniche mininvasive, laparoscopiche e robotiche sempre più utilizzate.
«Ogni trattamento viene calibrato sulla singola persona - sottolinea la dottoressa Cristina Regini responsabile dell’ambulatorio -. Non esiste una soluzione unica: valutiamo sintomi, età, comorbidità e aspettative per definire un percorso personalizzato e sostenibile».
I primi dati confermano la domanda di assistenza. Attivato a febbraio 2025, l’ambulatorio ha registrato entro fine anno 540 visite uroginecologiche e 110 esami urodinamici. Nei primi tre mesi del 2026 le visite sono state 120 e gli esami 30. Numeri che riflettono un bisogno reale, spesso sommerso.
Il prolasso, legato alla discesa degli organi pelvici, e l’incontinenza possono comparire anche in età fertile, ma aumentano con l’età e con fattori come obesità, parti vaginali multipli o patologie neurologiche. Si tratta di condizioni che incidono sull’autonomia e sulle relazioni, ma che oggi possono essere affrontate con percorsi dedicati e integrati