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Consulta boccia la legge Toscana sul salario minimo negli appalti pubblici

Accolto il ricorso del Governo, rilevando la violazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato su tutela della concorrenza

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 1 della legge regionale toscana 30/2025 che introduceva un criterio premiale legato al salario minimo di 9 euro orari negli appalti pubblici. La decisione accoglie il ricorso del Governo, rilevando la violazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza.

Nel dettaglio, la norma prevedeva che nei bandi della Regione Toscana, degli enti collegati e delle aziende sanitarie fosse inserito, tra i criteri qualitativi, l’obbligo di riconoscere ai lavoratori un trattamento economico minimo non inferiore a 9 euro lordi all’ora. Secondo la Consulta, tale meccanismo, soprattutto negli affidamenti ad alta intensità di manodopera, incide direttamente sull’esito delle gare e sulla selezione degli operatori economici, determinando una possibile restrizione del mercato.

Nonostante la bocciatura, la Regione Toscana annuncia l’intenzione di proseguire la battaglia per l’introduzione di tutele salariali negli appalti, cercando nuovi margini normativi. Il pronunciamento della Consulta riporta però al centro il tema della necessità di una legge nazionale sul salario minimo.

Reazioni politiche: scontro tra Regione e Governo

Dure le reazioni dal Partito Democratico. Il deputato e segretario regionale Emiliano Fossi ha dichiarato: "La sentenza della Consulta non cancella una battaglia di civiltà, ma svela l'ipocrisia della destra. Se la Toscana non può agire per competenza, allora il Governo batta un colpo: usano la Costituzione per bloccare le Regioni, ma si rifiutano di tutelare milioni di lavoratori sottopagati".

Fossi ha poi aggiunto: "Quale concorrenza difende il Governo se permette il gioco al ribasso sulla pelle di chi lavora? Noi volevamo premiare le imprese sane; la destra ha preferito i tribunali alla dignità dei salari".

Sulla stessa linea il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: "La Consulta ci avrà dato torto [...] ma sappiamo che siamo sulla strada che il Presidente della Repubblica ci ha indicato". Giani ha richiamato l’intervento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sul tema del contrasto al lavoro povero.

Per il capogruppo Pd in Consiglio regionale, Simone Bezzini, la questione resta aperta: "Prendiamo atto della sentenza [...] ma questo non cambia la sostanza: il tema del lavoro adeguatamente retribuito resta urgente e va affrontato".

Critiche anche da Alleanza Verdi e Sinistra, che parlano di "paradosso inaccettabile" e accusano il Governo di ostacolare interventi territoriali contro il lavoro povero.

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