"Ieri sera in Consiglio Comunale ho fatto alcune considerazioni e chiesto chiarimento all’Assessora Mannucci su tre punti specifici riguardo il regolamento della Consulta dello Sport", afferma in una nota Claudia Ghezzi, capogruppo di Empoli del Fare, dopo l'approvazione che ha portato alla nascita della Consulta nell'ultima seduta del Consiglio comunale. "Al Titolo II, Articolo 5, tra i requisiti in possesso dei cittadini residenti nel comune di Empoli per potersi candidare alla Consulta dello Sport si chiede "assenza di tessera associativa presso un’associazione o società sportiva dilettantistica" ma nel contempo anche "comprovata conoscenza del mondo sportivo da documentare attraverso esperienza passata e/o attuale come: sportivo praticante, anche a livello amatoriale; in alternativa, dirigente, tecnico, istruttore e/o collaboratore nell’ambito di enti, associazioni e/o società sportive; in alternativa, aver partecipato ad attività di promozione, organizzazione o gestione sportiva".
Alla mia evidenziazione di una grossa contraddizione tra questi due requisiti l’Assessora risponde che si intende non possedere alcun tesseramento al momento della candidatura ma non di non averlo mai posseduto. Personalmente tale specifica non ha esaurito i miei dubbi in primo luogo perché nel testo si scrive "passata e/o attuale" quindi in contraddizione ancora una volta con quanto affermato dall’Assessora Mannucci perché chi è "attuale" è per forza tesserato; in secondo luogo perché ritengo più facile la volontà di candidarsi per organi quali "la Consulta", impegno a titolo completamente gratuito, da chi è ancora parte attiva di società o associazioni sportive dilettantistiche piuttosto di chi addirittura non rinnova più neppure la tessera che a certi livelli è più una dimostrazione affettiva che altro. Il fatto quindi di avere scritto "e/o attuale" dal mio punto di vista conferma la contraddizione nei requisiti richiesti per la candidatura.
La seconda osservazione - prosegue Ghezzi - riguarda l’Articolo 9 del Titolo III: la durata della carica del Vicepresidente. Tale carica che, si legge nel Regolamento, "collabora strettamente con il Presidente nell'attività di coordinamento e programmazione" ha durata solo semestrale e a mio avviso questo rischia di inficiare sul funzionamento de "la Consulta" che presumo necessiti di continuità operativa e funzionale per poter operare. Qui mi si risponde che la durata semestrale è dovuta alla scelta di voler dare la possibilità, a turno, a tutti i rappresentanti delle varie associazioni o società sportive dilettantistiche di avere la Vicepresidenza. Questa scelta, apparentemente democratica, a mio avviso cela, di fatto, la volontà di dare un "contentino" alle varie rappresentanze tenendole però lontane dalle decisioni che contano. Considerato che da regolamento "la Consulta" non si potrà riunire più di quattro volte l’anno in convocazione ordinaria potrebbe oltretutto accadere che in un semestre non si riunisca neppure una volta. Quindi Vicepresidente sì ma senza nessuna operatività. A conferma della mia opinione di "vetrina" la non risposta dell’Assessora Mannucci alla mia proposta di dare concretezza al ruolo della Consulta dello Sport. Sembrandomi troppo generica l’indicazione dei suoi compiti ho chiesto se non sarebbe opportuno prevedere l’obbligo, per l’Assessore competente e la Terza Commissione Consiliare che si occupa di Sport, di interpellare "la Consulta" e avere il suo parere, non vincolante, ogni qual volta si tratti di assumere decisioni sugli impianti sportivi comunali e sulla loro gestione e organizzazione piuttosto che sull’organizzazione di eventi sportivi da parte del Comune. Probabilmente sono stata poco chiara - conclude la consigliera comunale - o questa mia proposta è sfuggita all’Assessora Mannucci e alla maggioranza perché il tema non è stato in alcun modo dibattuto".
