‘Nel passato Consiglio Comunale abbiamo assistito a una narrazione trionfalistica della Giunta circa il bilancio consuntivo 2025. Ci è stato parlato di “utili” e “crescite percentuali” come se ci trovassimo nel consiglio di amministrazione di una società privata, dimenticando che un ente pubblico non ha come obiettivo la produzione di utile: il suo compito è garantire servizi efficienti ed equi alla cittadinanza, utilizzando al meglio le risorse disponibili.
Entriamo nel merito dei numeri.
Il primo dato che balza agli occhi è l’avanzo disponibile, che l’assessore Rusconi ha presentato come prova dell’efficienza della nuova amministrazione. In realtà, quel numero non è il frutto di una migliore gestione, ma deriva in primo luogo da una pressione fiscale senza precedenti: dall’aumento dell’addizionale IRPEF al massimo consentito, agli aumenti delle tariffe a carico delle famiglie, con rincari del 23% sulle mense e del 24% sui trasporti scolastici, solo per fare alcuni esempi (dati da verificare puntualmente).
In secondo luogo, come si legge negli atti, una parte significativa di quel risultato deriva dalla positiva gestione della Santa Croce Pubblici Servizi (farmacie comunali), le cui principali scelte strategiche — inclusa la nuova localizzazione della farmacia n. 2 — risalgono alla precedente amministrazione. A questo si aggiunge la vendita di un terreno nel PIP, anch’essa frutto di decisioni pregresse.
Secondo aspetto: la gestione delle entrate.
Su questo punto i dati evidenziano molte criticità rispetto agli anni precedenti.
L’amministrazione ha rivendicato una maggiore efficienza nel recupero dei crediti, ma i numeri raccontano altro. I residui attivi indicati nell’Allegato A del bilancio passano da euro 15.693.925,52 nel 2023 a euro 14.310.940,97 nel 2024, per poi salire a euro 16.841.160,55 nel 2025.
Possiamo quindi affermare che le somme da incassare — perché non riscosse — sono aumentate di circa 1.200.000 euro.
La tendenza è confermata anche dal Fondo crediti di dubbia esigibilità, che passa da euro 9.796.362,40 nel 2023 a euro 8.913.518,52 nel 2024, per poi salire a euro 10.620.973,72 nel 2025.
È quindi evidente che l’unica amministrazione che ha ridotto questo fondo — liberando risorse — è stata quella precedente, mentre oggi si torna ad aumentarlo, superando perfino i livelli del 2023.
Terzo aspetto: evasione e capacità di riscossione.
L’attività di contrasto all’evasione TARI risulta sostanzialmente ferma: si passa da euro 291.989,91 incassati nel 2024 a soli euro 4.934,23 nel 2025.
Allo stesso tempo, gli incassi IMU si sono ridotti di circa 500.000 euro rispetto all’anno precedente.
A fronte di minori incassi, cresce però il costo della gestione delle entrate, come dimostrano i dati:
* 2020: euro 325.925,13
* 2021: euro 302.581,64
* 2022: euro 147.779,46
* 2023: euro 190.580,40
* 2024: euro 267.051,56
* 2025: euro 301.318,86
In sostanza, l’amministrazione è riuscita ad aumentare significativamente i costi di gestione proprio mentre diminuiva la capacità di riscossione.
Il 2025 segna anche il ritorno all’aumento dell’indebitamento.
Sono stati infatti contratti nuovi debiti per circa 1 milione di euro, che graveranno sui bilanci futuri, con un incremento dell’indebitamento pro capite di oltre il 10% rispetto all’anno precedente.
Sempre sul fronte delle entrate, emerge un dato particolarmente grave: per la prima volta Santa Croce sull’Arno scivola nei parametri di deficitarietà strutturale. I dati sono impietosi: la capacità di recupero dell’evasione TARI è crollata del 98%, riducendosi a poche centinaia di euro al mese.
È un segnale chiaro: questa amministrazione si dimostra inflessibile quando si tratta di applicare sanzioni, ma appare molto meno efficace quando si tratta di recuperare risorse importanti come i tributi comunali.
Il primo bilancio della giunta Giannoni, di cui ieri abbiamo visto il consuntivo, restituisce un quadro che riteniamo fortemente negativo.
* sono aumentati i costi di gestione dei tributi, senza un miglioramento dei risultati;
* è crollata la capacità di recupero dell’evasione, con un danno diretto per l’equità fiscale;
* è aumentato l’indebitamento, scaricando sui cittadini e sulle future amministrazioni il peso delle scelte attuali;
* sono cresciute le risorse non utilizzate, segno di una difficoltà concreta nel trasformare il bilancio in servizi.
L’unica nota positiva è il mantenimento dei servizi esistenti, in particolare quelli sociali, culturali ed educativi. E questo dato merita una riflessione politica: non è il risultato di una nuova visione amministrativa, bensì la conferma che quei servizi — costruiti nel tempo — sono indispensabili per la tenuta sociale della nostra comunità.
Nonostante le critiche che per anni abbiamo sentito a più riprese per ogni bilancio, Santa Croce continua a reggersi su un impianto di servizi che qualcuno ha costruito prima e che oggi si dimostra impossibile smantellare, anche con un governo di centro destra!’
