"Mentre la visita del Presidente della Repubblica in provincia richiama l’attenzione sui valori costituzionali legati al lavoro, alla dignità e alla sicurezza, i vigili del fuoco sono impegnati nelle operazioni di soccorso sul Monte Faeta, tra il comune di San Giuliano Terme e il versante lucchese, costretti a operare oltre i limiti, con turni estenuanti e in condizioni che mettono a rischio la loro stessa incolumità".
A denunciare la situazione è il coordinamento USB dei Vigili del Fuoco di Pisa, che torna a puntare il dito contro una carenza di organico definita ormai cronica. Negli ultimi anni, spiegano, il dispositivo di soccorso si è progressivamente ridotto: se un tempo la sede di Pisa poteva contare su due o anche tre squadre operative, oggi l’intero territorio è coperto da una sola squadra composta da cinque unità.
"Una condizione che espone a rischi concreti - prosegue il sindacato -. Quando la squadra è impegnata su un intervento in zone come Tirrenia, San Giuliano Terme, Fauglia o Orciano, il resto dell’area – compresa la città – resta scoperto, con tempi di intervento più lunghi e conseguenze potenzialmente gravi sia per i cittadini sia per gli stessi operatori. A questo quadro si sommano le emergenze che negli ultimi anni hanno colpito la Toscana, dagli incendi agli eventi alluvionali, da Massa a Buti, da Massarosa a Vicopisano, fino alle alluvioni di Livorno e Pontedera. Episodi che, secondo il sindacato, evidenziano la fragilità di un territorio fortemente antropizzato e bisognoso di investimenti strutturali".
"In questi giorni - aggiunge il sindacato - la risposta del sistema di soccorso si regge soprattutto sull’impegno diretto dei Vigili del Fuoco, costretti a turni di 24 e fino a 48 ore consecutive, con rientri in servizio anche su base volontaria pur di garantire assistenza alla popolazione".
Tra le richieste avanzate, la revisione del sistema regionale di antincendio boschivo, con un ruolo più centrale e operativo per i vigili del fuoco, e una netta separazione da logiche politiche e da forme di gestione miste con soggetti privati e associazioni.
Dal coordinamento arriva anche un appello diretto alle istituzioni e al Governo, affinché si intervenga sul rafforzamento degli organici. Secondo il sindacato, le priorità non riguardano riforme di tipo ordinamentale o gerarchico, ma l’assunzione di nuovi Vigili del Fuoco per riportare il numero delle squadre operative a livelli minimi di sicurezza e reintegrare pienamente il Corpo nel sistema di protezione civi
