Cuoio verso l'esclusione dal regolamento Ue sulla deforestazione: "Evitato colpo alle concerie"

La Commissione europea ha presentato un pacchetto di semplificazione e revisione del Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR), con l’obiettivo di accompagnarne l’entrata in vigore prevista entro il 30 dicembre 2026. L’intervento, spiega una nota dell'europarlamentare Pd-S&D Dario Nardella, punta a garantire maggiore chiarezza, stabilità giuridica e prevedibilità per imprese, Stati membri e operatori della filiera. Il pacchetto comprende una relazione al Parlamento e al Consiglio, linee guida aggiornate, FAQ e un atto delegato che interviene sull’ambito di applicazione del regolamento, modificando l’elenco dei prodotti interessati.
Tra le novità più rilevanti, il progetto di atto delegato prevede l’esclusione del cuoio dai prodotti soggetti al regolamento, misura che, prosegue la nota, pur essendo ancora in bozza, appare destinata a consolidarsi nel percorso di approvazione. Il testo entrerà ora in consultazione pubblica per quattro settimane, prima della pubblicazione definitiva attesa entro l’estate. "È un grande risultato, frutto del gioco di squadra dell’Associazione Italiana Conciatori e delle altre associazioni europee. Ringrazio anche il gabinetto della Commissaria europea, che nel corso dell’ultimo seminario organizzato a Bruxelles con i conciatori si era impegnato a intervenire su questa questione. Il regolamento sulla deforestazione manterrà tutta la sua forza ed efficacia, ma abbiamo evitato un’ingiustizia e soprattutto il rischio di un collasso irreversibile per il mondo delle concerie e della pelle, un distretto di eccellenza di livello internazionale" dichiara l’europarlamentare Pd-S&D Dario Nardella.
Ceccardi (Lega): "Buonsenso prevale su ideologia green"
"Grande soddisfazione per la proposta della Commissione europea di escludere la pelle bovina dal Regolamento sulla deforestazione lungo tutte le fasi della filiera. È una scelta giusta e necessaria, che ho sostenuto con convinzione fin dall’inizio e che avevo già sollecitato nel novembre 2025. Si tratta di un passo fondamentale per evitare un colpo durissimo a una filiera d’eccellenza del Made in Italy come quella conciaria, particolarmente radicata in Toscana e in molte altre regioni del nostro Paese" afferma in una nota Susanna Ceccardi, europarlamentare Lega e membro sostituto della commissione ambiente (ENVI).
"Già in fase di approvazione del regolamento fui l’unica europarlamentare italiana ad astenermi: era evidente che quel testo fosse sbilanciato, ideologico e potenzialmente dannoso per le nostre imprese. Ho presentato emendamenti mirati per escludere o alleggerire gli obblighi sulla pelle bovina, ma sono stati sistematicamente respinti dal Partito Democratico e dalla sinistra più estremista, che ha reiterato questa posizione anche in occasione delle votazioni del novembre 2025. Ribadisco quanto sostenuto fin dall’inizio: la pelle bovina non è un fattore determinante della deforestazione, bensì un sottoprodotto della filiera della carne, con un valore economico limitato. Imporre obblighi di tracciabilità fino all’origine avrebbe significato introdurre un onere burocratico sproporzionato, penalizzando le imprese europee e favorendo la concorrenza extra-UE. Prendo quindi atto con favore che la Commissione abbia finalmente riconosciuto la fondatezza di questa posizione. Come Lega e Patrioti per l’Europa continueremo a lavorare per una revisione profonda dell’Eudr e, più in generale, del Green Deal: meno ideologia e più pragmatismo, per difendere concretamente gli interessi dell’Italia e delle sue imprese".
Cuoio, Torselli e Petrucci (FdI): "Bene l'esclusione della pelle dalla normativa sulla deforestazione"
La Commissione europea ha deciso di escludere la pelle dall’ambito di applicazione della normativa UE contro la deforestazione, accogliendo le richieste avanzate dal comparto conciario europeo e italiano. Una scelta che riguarda da vicino anche il distretto del cuoio della provincia di Pisa, tra i più importanti a livello nazionale e internazionale.
“Questa vicenda - dichiara l’eurodeputato di Fratelli d’Italia – ECR Francesco Torselli - dimostra che l’Europa non legifera volontariamente contro l’Italia, ma che spesso non è a conoscenza delle tante peculiarità che caratterizzano il nostro sistema produttivo. È esattamente questo il ruolo dei parlamentari europei: raccontare alla Commissione queste specificità, che sono diverse da quelle degli altri Paesi membri. Un lavoro che stiamo facendo e che faremo per tutti i comparti e per tutti i distretti: dal tessile, al conciario fino al cartario e così via. Continueremo a farlo con determinazione, per evitare norme scollegate dalla realtà e che danneggiano le nostre imprese. In questa scelta della Commissione ha evidentemente pesato anche l’azione portata avanti per spiegare cosa è e come funziona il distretto del cuoio, un’eccellenza del nostro territorio che meritava di essere compresa e tutelata”.
“Da anni - dichiara il Consigliere regionale di FdI Diego Petrucci - mi batto affinché il settore del cuoio veda riconosciuta la dignità che merita. Questa decisione del Parlamento europeo va in questa direzione e per questo voglio ringraziare l’eurodeputato Torselli che si è impegnato in prima persona. Le concerie sono un'eccellenza del Made in Italy e un modello di economia circolare che non può essere penalizzato da burocrazie ideologiche. Abbiamo difeso gli artigiani, gli imprenditori e i lavoratori che ogni giorno rendono grande il comprensorio del cuoio. Continueremo a vigilare affinché le normative europee tutelino e non ostacolino le nostre eccellenze produttive e continuerò a lavorare affinché il settore sia sempre più competitivo”.