Consigliere di Parità, Lenzi e Manetti: "Rete territoriale a rischio. Il governo torni indietro"

La Toscana si schiera formalmente contro il depotenziamento voluto dal Governo della rete territoriale delle Consigliere e Consiglieri regionali e provinciali di Parità.
Nell’ultima seduta, la giunta ha approvato una comunicazione proposta dall’assessore al lavoro Alberto Lenzi che esprime netta contrarietà al decreto legislativo approvato in via definitiva il 28 aprile scorso dal Consiglio dei Ministri.
Il decreto concentra su un unico organismo centrale di nuova costituzione tutte le funzioni in materia di contrasto e tutela delle discriminazioni sui luoghi di lavoro finora assegnate ad un sistema articolato tra livelli nazionale, regionale e provinciale. La definizione della rete territoriale è lasciata alla volontà delle Regioni e degli enti locali, che dovranno provvedere alla nomina delle Consigliere o Consiglieri di Parità (attualmente di competenza del Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero per le pari opportunità) e al funzionamento, facendosi carico interamente degli oneri finanziari e organizzativi, senza alcun supporto da parte del Governo.
“Siamo di fronte ad un progetto accentratore che non solo rischia di depotenziare, ma addirittura di smantellare il sistema delle Consigliere e dei Consiglieri di parità, provocando un arretramento rispetto agli standard di tutela oggi garantiti”, spiegano l’assessore Lenzi e l’assessora alle pari opportunità Cristina Manetti.
“Col passare degli anni – aggiungono - la rete è divenuta sempre di più un presidio istituzionale qualificato e capillarmente radicato, con funzioni di promozione, prevenzione, vigilanza e contrasto delle discriminazioni nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alle disparità fondate sul genere”.
Secondo gli assessori, far venire meno tale sistema significa minare la prossimità territoriale, che invece “costituisce un elemento essenziale per garantire l’effettività della tutela, soprattutto nei confronti delle persone maggiormente vulnerabili o meno in grado di accedere autonomamente agli strumenti di protezione, nonché i cittadini delle aree della Toscana diffusa”.
La Regione aveva già espresso forte preoccupazione a febbraio scorso in occasione del primo schema di decreto legislativo presentato dal Governo che prevedeva la totale soppressione di figura e funzioni delle Consigliere e dei Consiglieri territoriali. di parità. Diffusa contrarietà alla proposta era emersa anche durante le audizioni parlamentari e attraverso mozioni di numerosi Consigli regionali e territoriali.
“Ma pure la nuova impostazione approvata nel decreto – fanno notare gli assessori toscani – svilisce il rilievo strategico di queste figure per la tutela dei cittadini, oltre ad essere incoerente con i principi espressi dalle Direttive europee, che richiedono agli Stati membri di assicurare organismi per la parità indipendenti, efficaci, accessibili e dotati di risorse adeguate”.
“Anche a difesa del diritto alle pari opportunità tra donne e uomini sancito nello Statuto regionale – concludono Lenzi e Manetti - promuoveremo ogni iniziativa utile presso il Governo, il Parlamento e le competenti sedi istituzionali affinché il provvedimento sia modificato per continuare a garantire una presenza capillare, stabile e soprattutto adeguatamente finanziata, di questi organismi a livello territoriale così da consentirne un effettivo ed efficace funzionamento, quali presidi antidiscriminatori territoriali, come espressamente previsto dalla Direttiva UE 1500/2024”
Fonte: Regione Toscana