Laurea honoris causa a Ferruccio Ferragamo in Scienze e Tecnologie Agrarie

L’Università di Firenze conferisce la laurea magistrale honoris causa in “Scienze e Tecnologie Agrarie” a Ferruccio Ferragamo.
Il titolo accademico sarà consegnato dalla rettrice dell’Ateneo Alessandra Petrucci durante una cerimonia, a invito, che si svolgerà martedì 12 maggio in Rettorato (Aula Magna, piazza San Marco, 4 – ore 11 – diretta videostreaming su https://www.youtube.com/user/UNIFIRENZE ).
Il direttore del Dipartimento di Scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali Simone Orlandini e il presidente della Scuola di Agraria Riccardo Bozzi porgeranno un saluto, mentre la laudatio sarà tenuta da Gaio Cesare Pacini, presidente del Consiglio di corso di studio di Scienze e tecnologie agrarie. Seguirà l’intervento di Ferruccio Ferragamo.
Il riconoscimento verrà conferito all’imprenditore - si legge nella motivazione - “per il ruolo sinergico che la sua notorietà nel settore della moda e la sua passione per l’agricoltura stanno avendo nella promozione di percorsi virtuosi di sviluppo rurale”. “Il suo contributo per l’agricoltura – si legge ancora nella motivazione - trova la più evidente espressione nell’acquisto negli anni ’90 della tenuta Il Borro, nel restauro conservativo del borgo medievale e nella conversione dei suoi terreni ai metodi dell’agricoltura biologica”.
Ferruccio Ferragamo è stato Amministratore Delegato della Salvatore Ferragamo dal 1984 al 2006, Presidente Esecutivo della Salvatore Ferragamo dal 2006 al 2021, attualmente ricopre il ruolo di Consigliere della Ferragamo Finanziaria, Holding della Famiglia, di cui è stato Presidente dal 1996 al 2025, e Consigliere della Palazzo Feroni Finanziaria.
Oggi ricopre il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato de “Il Borro Toscana”, azienda vitivinicola, biologica e sostenibile, situata nel Valdarno in provincia di Arezzo. È Accademico corrispondente dell’Accademia dei Georgofili e nel 2020 è stato nominato Cavaliere del lavoro dal Presidente della Repubblica.
Fonte: Università di Firenze