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Moda e sostenibilità, l'empolese Azzurra Morelli speaker al Global Fashion Summit di Copenaghen

Azzurra Morelli, Presidente della Holding Morelli

L'empolese Azzurra Morelli, CEO di Pellemoda (Holding Morelli), azienda manifatturiera italiana del lusso e società benefit impegnata nell’integrazione della sostenibilità nei processi industriali, è stata invitata per la prima volta come speaker al Global Fashion Summit, il più importante forum internazionale dedicato alla sostenibilità nel fashion system, in programma a Copenaghen dal 5 al 7 maggio 2026.

Con oltre 17 anni di storia, il Global Fashion Summit rappresenta oggi il principale appuntamento internazionale per la sostenibilità nella moda, punto di riferimento per aziende, istituzioni, stakeholder e decision maker chiamati a definire il futuro dell’industria fashion. Vicepresidente di Confindustria Toscana Centro e Costa con delega a Parità di Genere e Cultura d’Impresa e rappresentante di Confindustria Moda, Azzurra Morelli è oggi riconosciuta a livello internazionale come espressione di una nuova generazione di imprenditori capaci di guidare la trasformazione responsabile del sistema moda, coniugando tradizione manifatturiera, innovazione e sostenibilità.

Nel corso dell’incontro, Alberto Bevere ha illustrato il percorso evolutivo intrapreso dal gruppo Holding Morelli, sottolineando come il recente sviluppo di Pellemoda rappresenti un esempio concreto di trasformazione industriale capace di coniugare innovazione e radicamento territoriale. Il cambiamento — ha spiegato — si inserisce in una visione strategica più ampia che coinvolge anche Hostage e mira a promuovere un vero e proprio cambio di paradigma per l’intero distretto moda toscano.

La partecipazione di Azzurra Morelli si è inserita all’interno del panel “Climate Adaptation in Luxury Value Chains”, un momento di confronto strategico dedicato ai nuovi modelli produttivi resilienti, alle sfide climatiche che interessano le filiere del lusso e alle soluzioni concrete per garantire continuità, innovazione e sostenibilità nel settore fashion.

Nel suo intervento, Azzurra Morelli ha posto l’attenzione sulla necessità di affrontare il climate adaptation come una questione di filiera e non come responsabilità del singolo brand o fornitore.  “L’adattamento climatico non può essere risolto azienda per azienda: deve essere affrontato come una sfida dell’intera value chain”, ha dichiarato, sottolineando come il futuro del lusso dipenda dalla capacità delle filiere produttive di mantenere continuità industriale in uno scenario globale caratterizzato da crescente instabilità climatica, energetica e geopolitica.

Secondo Morelli, il concetto di adattamento deve evolvere da semplice tema legato alla compliance normativa a vera e propria strategia industriale per la competitività futura del Made in Italy. Un approccio particolarmente rilevante per il sistema moda italiano, fondato su una rete altamente specializzata di brand, manifatture, distretti produttivi, artigiani e aziende tecnologiche. “La resilienza non si costruisce solo nei brand, ma nelle fabbriche, nei laboratori, nei distretti industriali e nelle imprese che ogni giorno trasformano i materiali”, ha spiegato.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’acqua e alla vulnerabilità delle filiere tessili e conciarie rispetto agli effetti del cambiamento climatico. Morelli ha evidenziato come acqua, energia e materie prime siano oggi elementi strategici per garantire continuità produttiva e competitività economica. In questo contesto, ha ribadito l’importanza di una governance collettiva delle risorse, fondata su partnership pubblico-private, metriche condivise e innovazione tecnologica.

Tra gli esempi concreti citati durante il panel, il “Water Resilience Lab for the Arno Basin”, progetto di collaborazione territoriale orientato alla rigenerazione delle risorse idriche, alla biodiversità e alla mitigazione climatica, con l’obiettivo di raggiungere un bilancio idrico positivo entro il 2050. “I territori devono diventare ecosistemi resilienti capaci di organizzarsi collettivamente. Le filiere più forti non saranno quelle che gestiscono l’acqua individualmente, ma quelle che sapranno governarla insieme”, ha affermato.

Nel delineare una roadmap pratica per il futuro delle filiere del lusso, Morelli ha indicato quattro priorità strategiche: armonizzazione degli standard tra brand e fornitori, digitalizzazione e tracciabilità attraverso strumenti come il Digital Product Passport, sviluppo di partnership pubblico-private e sperimentazione concreta di modelli circolari e resilienti.

Ha inoltre sottolineato il valore dei distretti industriali italiani come laboratori reali di innovazione applicata: “L’Italia può offrire un contributo unico perché i nostri distretti permettono di testare soluzioni su scala industriale, in condizioni reali, con aziende reali. Se un modello funziona localmente, può diventare utile a livello globale”.

A chiudere il suo intervento, una riflessione sul futuro del lusso: “L’eccellenza non basta più se il sistema che la sostiene è fragile. Il futuro del lusso dipenderà non solo da ciò che creiamo, ma dalla resilienza della filiera che rende possibile quella creazione”.

Fonte: Ufficio stampa

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