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È morto a Firenze l'artista Paolo Masi

Aveva 92 anni. Le sue opere presenti al Mart, al Pecci e alla GAM. Una carriera segnata da sperimentazione e ricerca sui materiali

È morto ieri a Firenze Paolo Masi, artista nato l’11 maggio 1933. La notizia è stata diffusa dalla galleria Frittelli arte contemporanea, che lo ha ricordato come “artista straordinario e amico caro, protagonista di una ricerca rigorosa e libera che ha attraversato decenni di storia dell’arte contemporanea lasciando un segno profondo e riconoscibile”.

Secondo la galleria, la sua attività è stata caratterizzata da una continua sperimentazione: “strettamente legata a una continua sperimentazione sul modo di operare e trasformare i materiali”.

Dopo la prima personale nel 1960 alla Strozzina di Firenze, Masi ha esposto in numerose gallerie italiane ed europee, sviluppando una ricerca che ha attraversato l’astrazione, il neoconcretismo e le pratiche analitico-riduttive. Le sue opere hanno spesso coinvolto materiali come alluminio, plexiglas, specchi e supporti non convenzionali, con una particolare attenzione alla dimensione spaziale.

Tra i suoi progetti più noti figurano Rilevamenti esterni-conferme interne (1974-76) e le serie delle Tessiture e dei Cartoni da imballaggio, che segnano un passaggio tra fotografia, installazione e pittura materica.

Masi è stato anche cofondatore, insieme a Maurizio Nannucci e Mario Mariotti, dello spazio no profit Zona a Firenze, poi evoluto nel collettivo Base.

Nel corso della sua carriera ha partecipato a importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia (1978) e la Quadriennale di Roma (1986). Le sue opere sono state esposte in musei e istituzioni come il Centre Pompidou di Parigi, il Museo Maga di Gallarate e Palazzo Strozzi a Firenze.

Tra le istituzioni che conservano lavori dell’artista figurano il Mart di Rovereto, il Centro Pecci di Prato, la GAM di Torino, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti e il Museo Novecento di Firenze

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